Trentino Ngn, non finisce qui: la Lega presenta un'interrogazione - CorCom

IL CASO

Trentino Ngn, non finisce qui: la Lega presenta un’interrogazione

L’uscita di scena della Provincia di Trento solleva polemiche. Il consigliere provinciale Claudio Civettini all’attacco: “Vogliamo sapere se l’ente abbia subito perdite”. Forza Italia e Ndc: “Sprecati milioni che potevano essere destinati ai servizi pubblici”

05 Feb 2014

F.Me.

Sarebbe “caduta una delle illusioni costruite da Dellai e dalla sua Giunta” con l’uscita della Provincia di Trento dalla società Ngn, responsabile di portare la fibra ottica alle utenze domestiche della provincia di Trento. Lo affermano in una nota congiunta il capogruppo di Forza Italia del Trentino, Giacomo Bezzi, e la coordinatrice locale del Nuovo centrodestra, Franca Penasa. “Illusioni, costate fior di milioni di soldi pubblici – proseguono nel testo – Soldi che poi mancano per i servizi pubblici essenziali come i posti in casa di riposo o in ospedale o alla grottesca vicenda dell’aumento degli affitti Itea”.

“Ora che la Commissione europea ha confermato, che quello della banda larga in Trentino è stato un progetto poco chiaro – concludono Bezzi e Penasa – e ci si chiede chi rifonde i danni ai cittadini trentini per i servizi annunciati e mai avuti”.

Intanto il consigliere provinciale trentino Claudio Civettini (Ln) chiede in un’interrogazione quali possano essere le conseguenze immediate, dal punto di vista degli obiettivi e della gestione degli addetti, dopo l’uscita della Provincia autonoma di Trento dal capitale della Ngn, la società pubblico-privata costituita nel 2011 per realizzare una rete in fibra ottica sul territorio. Civettini domanda anche di conoscere “quale sia il capitale iniziale d’entrata e quale la quantificazione monetaria concordata per l’uscita dalla società”. Chiede inoltre se “nell’operazione di uscita, la Provincia abbia subito perdite e, nel caso, a quanto sono quantificabili”.

La notizia dell’uscita della Provincia dal capitale di Trentino Ngn era stata data ieri. “La decisione è stata presa considerato il prolungato periodo di attesa e di non operatività a seguito dell’indagine della Commissione Europea, avviata a luglio 2012 (su presunti aiuti di stato ndr.) – spiegava una nota una nota di Telecom Italia, presente nel capitale della jv insieme a McLink e Finanziaria Trentina – L’uscita della Provincia Autonoma di Trento dal capitale è stata comunicata alla Commissione Europea e, pertanto, vengono meno le ragioni che hanno determinato l’apertura del procedimento”. Entro febbrario si saprà se anche gli altri soci lasceranno la jv.

Intanto, come scritto ieri dal nostro giornale, la Provincia Autonoma di Trento intende coprire tutto il territorio con 30-50 Megabit entro il 2017, grazie a un bando di gara previsto per maggio, con circa 50 milioni riallocati dal fallito progetto Trentino Ngn. “Abbiamo deciso di uscire da Trentino Ngn, in accordo con tutti i soci, per la lunga attesa di un via libera dalla Commissione europea. Ma è stata una decisione presa anche alla luce del recente rapporto Caio, che spinge per coperture banda ultra larga fatte in Vdsl2 invece che che in fibra nelle case”, spiega Sergio Bettotti, responsabile del Progetto Reti per la Provincia.

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