L'ALLARME

WindTre, i sindacati: “Sulla cessione della rete serve incontro urgente”

Il dossier Eqt dovrà essere finalizzato entro febbraio, almeno stando alla roadmap annunciata. Ma secondo indiscrezioni potrebbe slittare. Preoccupazioni da parte di Slc, Fistel e Uilcom. Nel mirino anche la creazione di un comitato anti-sprechi annunciato dalla telco: “Per tagliare i costi eliminare il doppio amministratore delegato”

Pubblicato il 09 Gen 2024

WindTre_sede

Cessione della rete di WindTre, sindacati sul piede di guerra. In una nota Slc, Fistel e Uilcom chiedono un “un incontro urgente per fare il punto sulla situazione aziendale a partire dal progetto della vendita della rete che appare sempre più impantanato”. Nel mirino anche il piano taglia costi annunciato dall’azienda, e riportato dal Sole 24 Ore, che prevede la costituzione di un team di progetto cross funzionale per migliorare l’efficienza operativa, garantire la sostenibilità economica, oltre a contribuire agli obiettivi di budget.

Piano che arriva dopo le recenti indiscrezioni su un possibile rischio di stand-by del progetto di scorporo e di vendita del 60% della rete (fissa e mobile) a Eqt . In realtà dopo la scalata, a maggio, del fondo svedese al 60% della newco con all’interno la rete mobile e fissa di WindTre, il closing era stato dato come probabile a novembre del 2023, mentre ora si va verso la deadline più ampia della forchetta, quella dei 9 mesi: secondo indiscrezioni di stampa la nuova data potrebbe essere quella del 12 febbraio,

Lo slittamento rispetto alla data di closing e il piano taglia-costi hanno dunque messo in allarme i sindacati.

I dubbi sul comitato strategico “taglia-costi”

In particolare le sigle lamentano la creazione in azienda di “un comitato strategico contro gli sprechi e per azioni di contenimento dei costi operativi”, senza un raffronto con il sindacato. “Il primo suggerimento che, d’istinto, ci verrebbe da dare sarebbe quello di eliminare la figura del doppio amministratore delegato, che qualche costo aggiuntivo dovrà pur averlo! Purtroppo anche da queste cose si percepisce il cambio di passo di questa azienda nelle relazioni industriali”.

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Secondo Slc, Fistel e Uimcom “lanciare una ‘iniziativa strategica’ volta al contenimento dei costi senza neanche porsi il tema di un raffronto con il sindacato è di per sé indicativo dell’importanza che si attribuisce al confronto e alla ricerca della massima condivisione di obiettivi e percorsi. Constatiamo questo non senza un certo rammarico. Ricordiamo al management di WindTre come in questi anni i lavoratori e le loro rappresentanze in più di un’occasione si siano fatte carico con grande senso di responsabilità di percorsi anche onerosi che hanno permesso a quest’azienda di raggiungere l’attuale posizione salvaguardando sia l’occupazione che la capacità aziendale di stare sul mercato”.

Lo stallo della vendita della rete

Inoltre di fronte, proseguono i sindacati, “all’innegabile stallo della operazione di scorporo della rete (operazione che questo sindacato non ritiene essere mai la soluzione da percorrere, in questa come nelle altre aziende del comparto, e che quindi continua con convinzione ad avversare) oggi l’attuale management di WindTre non trova nulla di meglio da fare di lanciare una operazione che allude all’esigenza di tagliare i costi. Francamente non se ne sentiva il bisogno”.

La newco di WindTre: l’accordo con Eqt

Lo scorso maggio, il fondo svedese Eqt Infrastructure ha ufficialmente siglato l’accordo per acquisire una partecipazione del 60% nella newco che possiederà e gestirà la rete mobile e fissa di WindTre. La transazione avviene sulla base di un entreprise value di 3,4 miliardi di euro. L’attuale proprietario di WindTre, CK Hutchison, rimarrà investitore insieme al fianco del fondo e deterrà una quota del 40% nella newco. L’operazione è soggetta alle consuete approvazioni normative e il closing è previsto entro sei-nove mesi: la chiusura del deal, dunque, risulta al momento slittata verso la parte più lontana della forchetta.

L’acquisizione conferma l’impegno di Eqt ad espandere la presenza in Italia e a ricercare continuamente opportunità di investimento di qualità nel Paese”, aveva sottolineato Francesco Malvezzi, Managing director e Head of Italy del team di advisory di Eqt Infrastructure. Eqt Infrastructure farà leva principalmente sullo sviluppo della rete e dell’offerta di servizi, perseguendo al contempo ulteriori opportunità di crescita in aree quali l’accesso wireless fisso, l’IoT e le reti private.

Benoit Hanssen è il manager che assumerà il ruolo di ceo della newco

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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