IL CASO

Cyber-attack a Twitter, l’Fbi apre un fascicolo

Il blitz che ha coinvolto utenti “eccellenti” (da Joe Biden a Obama) al centro di indagini federali. Il governatore di New York fa scattare l’allarme: “Gravissimo alla vigilia delle presidenziali”

17 Lug 2020

L. O.

Il blitz hacker contro Twitter fa scattare l’allarme ai piani alto del governo negli Usa. Del caso si occupa ora l’Fbi che ha aperto un dossier per cercare di capire meccanismi e motivazioni alla base dell’attacco: si è trattato “solo” di un truffa a scopo estorsione di denaro (bitcoin) o di una prova d’orchestra di altri tipi di attacchi in vista delle elezioni presidenziali americane?

Anche il governatore di New York Andrew Cuomo ha ordinato di avviare indagini sull’incidente al New York Department of Financial Services: “L’hacking di Twitter e l’acquisizione di account sono profondamente preoccupanti per la sicurezza informatica dei nostri sistemi di comunicazione. Fondamentali soprattutto oggi che ci avviciniamo alle elezioni presidenziali”, ha detto in una nota.

Twitter intanto fa sapere che “gli hacker sono stati in grado di ottenere il controllo di un ‘piccolo sottoinsieme’ degli account target. Si cerca ancora di capire se gli aggressori sono stati in grado di accedere ai dati privati ​​degli account violati.

L’operazione di cyber-sabotaggio ieri ha preso di mira circa 130 account molti dei quali “eccellenti”: fra gli altri il candidato presidenziale Usa Joe Biden, l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Elon Musk ma anche Jeff Bezos Ceo Amazon, Bill Gates, gli account aziendali di Uber e Apple. A tutti i personaggi colpiti sono stati richiesti esborsi di bitcoin a favore dei follower. I truffatori sono riusciti ad ottenere 117mila dollari.

L’indagine di Twitter

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“Stiamo ancora valutando i passi a lungo termine che potremmo intraprendere e condivideremo più dettagli il prima possibile“, ha aggiunto Twitter nella sua dichiarazione.

La struttura del raggiro era semplice: facendo affidamento sui milioni di follower su cui contano questi personaggi, gli hacker sono riusciti a violare i loro profili e a far partire un tweet “esca”: la richiesta di mille dollari in bitcoin per riceverne a stretto giro indietro il doppio. Ognuno motivava questa richiesta in modo differente: se dal profilo di Elon Musk la giustificazione era “oggi mi sento generoso”, da quello di obama era “Voglio restituire alla comunità quello che mi ha dato”.  La truffa ha dato in pochi minuti un risultato di un certo rilievo, dal momento che secondo le prime informazioni gli hacker sono riusciti a raccogliere 110mila dollari in bitcoin prima che i profili hackerati venissero bloccati e i post dei cybercriminali eliminati

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