In Europa 7 donne su 10 vittime di cyberstalking. Software-spia sempre più diffusi - CorCom

VIOLENZA ONLINE

In Europa 7 donne su 10 vittime di cyberstalking. Software-spia sempre più diffusi

In forte crescita l’utilizzo di stalkerware per controllare i dispositivi e tenere traccia di spostamenti e attività in Rete. Il progetto europeo DeStalk punta a formare funzionari pubblici e operatori sociali per prevenire attività illecite e stanare i persecutori

14 Ott 2021

L. O.

Si chiama DeStalk il primo corso online che fornisce competenze a funzionari pubblici e operatori sociali per combattere la cyberviolenza e gli stalkeware. Frutto di una partnership europea – community di sicurezza informatica, organizzazioni della società civile e autorità governative – il pacchetto formativo sviluppato da Kaspersky punta a offrire strategie per combattere forme digitali di violenza di genere.

Italia sul podio europeo per numero di vittime

Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality), una donna su dieci ha già subito violenze informatiche all’età di 15 anni. In Europa, sette donne su dieci che sono state attaccate attraverso cyberstalking sono state anche vittime di almeno una forma di violenza fisica o sessuale da parte di un partner intimo.

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Lo stalkerware è un software disponibile in commercio che viene utilizzato per spiare segretamente la vita privata di un’altra persona tramite un dispositivo smart, e viene spesso usato come forma di violenza da parte del proprio partner. Secondo il report State of Stalkerware di Kaspersky, nel 2020 in Europa sono stati 6.459 gli utenti mobili vittima di stalkerware, con Germania, Italia, Francia e Spagna tra i Paesi più colpiti. Di questi 1.144 sono italiani, un numero che ha portato l’Italia al secondo posto della classifica dei Paesi con il numero di vittime più alto. A livello globale, sono stati attaccati 53.870 utenti su dispositivi mobili.

Formazione per i professionisti

Il corso online mira a colmare il gap in termini di conoscenze. Infatti, nonostante gli abusi online siano un problema noto, professionisti e funzionari hanno ancora bisogno di acquisire ulteriori competenze per migliorare la loro capacità di riconoscere e fermare l’uso della cyberviolenza e dello stalkerware.

“Le nuove forme di violenza da parte di un partner, come la cyberviolenza e l’utilizzo di stalkerware, necessitano di professionisti in grado di capire come affrontarle e come evitare i rischi per proteggere le vittime – dice Berta Vall, Professore Associato della Facoltà di Psicologia, Educazione e Scienze Motorie, della Fondazione Blanquerna -. Inoltre, i decisori politici e le altre parti interessate costituiscono un attore fondamentale nella lotta contro la violenza domestica. Questa formazione pratica incentrata sulle vittime è rivolta ai professionisti e alle parti interessate pertinenti e punta a migliorare la conoscenza sul tema della cyberviolenza e dello stalkerware oltre che fornisce competenze su come affrontarla”.

Piattaforma online multilingue

Kaspersky ha sviluppato il pacchetto e-learning in collaborazione con Fundación Blanquerna, Una Casa per l’Uomo, Regione del Veneto e Wwp EN. Le lezioni saranno accessibili su Automated Security Awareness Platform di Kaspersky, una delle piattaforme educative dell’azienda. Il lavoro sul percorso formativo è stato possibile grazie al supporto del Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza (Rights, Equality and Citizenship) della Commissione Europea.

“Con i nostri partner esperti della ricerca e dell’istruzione, delle organizzazioni della società civile e le autorità governative abbiamo progettato un corso online unico sulla nostra piattaforma – dice Tanguy de Coatpont, Managing Director Southern Europe di Kaspersky -. L’approccio di micro-apprendimento e i percorsi di formazione automatizzati consentiranno ai professionisti che lavorano a supporto delle vittime di violenza domestica e alle autorità governative, di migliorare e le proprie competenze, apprendere al proprio ritmo e acquisire le conoscenze necessarie per supportare le vittime di cyberviolenza e stalkerware”.

A chi si rivolge il corso

La formazione è aperta ai rappresentanti Ue di istituzioni e servizi che affrontano la violenza di genere nel loro lavoro quotidiano ed è disponibile in 5 lingue: inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo. Cento utenti avranno accesso gratuito alla piattaforma e-learning per completare il programma entro agosto 2022.

“Le politiche regionali di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne devono essere aggiornate e avere come riferimento tutte le nuove forme di abuso – dice Valeria Motterle, Po Progetti Internazionali della Regione del Veneto –. Accrescere la consapevolezza e conoscenza sul tema, e comprendere quanto siano diffusi la cyberviolenza e gli stalkerware con una formazione specifica per tutti i soggetti coinvolti nella rete contro la violenza è fondamentale per migliorarne l’efficacia”.

Come si articolano le lezioni

Il corso è autogestito: ogni studente può seguirlo secondo il proprio ritmo. Si stima che, dedicando dai 30 ai 90 minuti settimanali allo studio, sia possibile completare il percorso entro quattro settimane. Il tempo di completamento varia in base al tempo dedicato.

Il percorso formativo online è strutturato in 4 moduli che includono lezioni su: introduzione alla violenza di genere e alla cyberviolenza, riconoscimento delle forme più comuni di cyberviolenza di genere, formazione approfondita sullo stalkerware, guida pratica su quali misure prendere in caso di cyberviolenza e stalkerware a seconda dello specifico ambito professionale in cui si opera (autorità pubblica, programma per gli autori di reati, servizio di supporto alle vittime).

“Pur essendo a conoscenza dell’esistenza di forme di violenza che vengono perpetrate online o attraverso dispositivi di uso comune, i professionisti ammettono di non avere sufficienti conoscenze e competenze specifiche sul tema, sia per quanto riguarda l’individuazione e valutazione della cyberviolenza, sia per il lavoro pratico da svolgere con criminali o vittime/sopravvissuti – spiega Elena Gajotto, Project Manager di Una Casa per l’Uomo -. Questa mancanza di conoscenza ha come conseguenza la scarsa efficacia delle misure di prevenzione e contrasto adottate da entrambe le tipologie di servizi”

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