Lo smart working spinge la cybersecurity in Italia. Ma c'è ancora da fare - CorCom

IL REPORT

Lo smart working spinge la cybersecurity in Italia. Ma c’è ancora da fare

Secondo le rilevazioni di Trend Micro, durante il lockdown il 73% dei lavoratori ha sviluppato maggior consapevolezza sul fronte della sicurezza informatica. Anche se il livello dei comportamenti a rischio resta importante

03 Lug 2020

L. O.

Machine learning systems , accurate facial recognition biometric technology and artificial intelligence deep learning concept. 3D Rendering of Man face and dots connect with city background.

Più consapevolezza fra gli italiani sul fronte cybersecurity con il lavoro da remoto. Ma la strada è ancora lunga. Emerge dal report Head in the Clouds di Trend Micro, secondo cui durante il lockdown il 73% degli italiani ha sviluppato una maggior attenzione sul fronte sicurezza informatica. L’88% dei dipendenti italiani (contro l’85% a livello globale) dichiara di “osservare attentamente” le istruzioni del team IT della propria azienda e per l’86% la sicurezza della propria società è “parte integrante delle responsabilità di ognuno”. Inoltre, il 64% riconosce che l’utilizzo di applicazioni non ufficiali sui dispositivi aziendali costituisce un rischio.

Utilizzo del pc aziendale

Purtroppo, riconoscere i rischi non sempre favorisce comportamenti responsabili. Ad esempio il 51% dei dipendenti ammette di utilizzare applicazioni non ufficiali sui dispositivi aziendali e il 34% custodisce dati corporate in queste applicazioni, il 74% di utilizzare il computer aziendale per navigare a scopi privati.

Il 37% afferma di accedere spesso a dati aziendali da un dispositivo personale, violando le policy di sicurezza corporate. Ancora, l’11% ammette di accedere a siti pornografici attraverso il pc aziendale e il 5% al dark web. Inoltre il 21% consente l’accesso al dispositivo aziendale ad altre persone non autorizzate, come il partner (69%), gli amici o altri familiari (31%) e i bambini (21%).

WHITEPAPER
Quali sono stati i casi di cybercrime più aggressivi degli ultimi anni? Scoprilo nel white paper
Cybersecurity

La produttività ha ancora la meglio sulla protezione per molti utenti. Il 28% è d’accordo nel non dare importanza se l’applicazione utilizzata è consentita dall’IT oppure no, l’obiettivo è svolgere il lavoro. Inoltre, il 28% pensa di poter utilizzare un’applicazione non lavorativa nel momento in cui la soluzione fornita dall’azienda non sia ottimale.

Ancora troppi comportamenti a rischio

“È incoraggiante vedere quante persone prendono seriamente i consigli del team IT e capiscono che la protezione della propria azienda sia anche una responsabilità individuale, anche se verrebbe da chiedersi perché gli altri non lo fanno – dice Lisa Dolcini, Head of Marketing di Trend Micro Italia -. Le criticità sembrano esserci quando le consapevolezze sulla cybersecurity devono tradursi in comportamenti concreti. Le aziende devono tenere presenti le differenze all’interno della propria forza lavoro e insistere sulla formazione e sulla consapevolezza, in un momento in cui la cybersecurity è finalmente riconosciuta dai dipendenti come fondamentale”.

“Devono essere tenute in forte considerazione la differenze fra lavoratori – dice Linda K. Kaye, Cyber Psicologa all’Università Edge Hill, UK – nel momento in cui vengono effettuati corsi di formazione sulla cybersecurity”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Personaggi

L
Lisa Dolcini

Aziende

T
trend micro

Approfondimenti

S
sicurezza informatica
S
Smart Working

Articolo 1 di 3