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AZIENDE

Symantec, scricchiolano i conti: il ceo Greg Clark si dimette

La società di cybersecurity alle prese col ristagno del fatturato, l’emorragia di top manager e il crollo del titolo. La sfida è recuperare terreno nel software per imprese: Clark aveva puntato sulle acquisizioni e la sicurezza nel cloud

13 Mag 2019

Gli analisti lanciano l’allerta su Symantec: l’azienda della cybersecurity ha pubblicato una trimestrale deludente e annunciato le dimissioni del ceo Greg Clark. Ridare fiducia al mercato diventa sempre più complesso: la società della sicurezza informatica è alle prese con il calo del fatturato e la diaspora di executive: cinque dei suoi top manager hanno lasciato il posto negli ultimi sei mesi. Sei società di brokerage, riporta Reuters, hanno tagliato il target di prezzo sul titolo.

II cda di Symantec ha già nominato un ceo ad interim, Richard Hill e un nuovo chief financial officer, Vincent Pilette, ex manager di Logitech International: sostituisce Nicholas Noviello, che ha lasciato l’azienda a gennaio. Tra i manager che sono andati via ci sono anche il Coo Michael Fey e il Cmo Michael Williams.

I nuovi executive non rassicurano tuttavia il mercato: per gli analisti di Credit Suisse hanno limitata esperienza dell’industria del software e il turnover ai vertici potrebbe danneggiare ulteriormente la società in questa fase complicata.

Il fatturato dell’ultimo trimestre fiscale è di 1,18 miliardi di dollari contro 1,21 miliardi di un anno prima e le previsioni fornite da Symantec per l’anno intero, 4,75 miliardi, sono inferiori ai 4,97 miliardi stimati dagli analisti. La trimestrale ha fatto precipitare del 15% il valore del titolo negli scambi di venerdì e la società ha “cancellato” oltre 2 miliardi di dollari di valore di mercato.

“Gli investitori speravano in una stabilizzazione del business nel trimestre e invece si sono trovati di fronte diverse cattive notizie, in particolare la difficoltà a far crescere il fatturato e l’uscita del Ceo”, afferma l’analista Haris Anwar di Investing.com. “E’ chiaro che Symantec deve vincere una serie di sfide sia interne che esterne, senza contare la mancata crescita delle quote di mercato”.

I guai di Symantec sono iniziati l’anno scorso, quando il management ha reso note possibili irregolarità nella registrazione della contabilità: ne è seguita una audit interna e in pochi mesi il valore delle azioni si è dimezzato. Nel tentativo di rivitalizzare l’attività, ad agosto 2018 è intervenuto l’investitore attivista Starboard acquisendo una quota del 5,8% della società per un valore di 670 milioni di dollari e inserendo suoi rappresentanti nel Cda (tra cui l’attuale ceo ad interim Hill).

Per l’analista Mark Cash di Morningstar recuperare il terreno perso nelle soluzioni di sicurezza per le imprese non sarà facile, anche se un nuovo management potrà aiutare a rimettere Symantec in carreggiata nei prossimi trimestri.

Il ceo Clark aveva provato a rilanciare il business con acquisizioni mirate: negli ultimi due anni Symantec ha comprato quattro società israeliane di cybersecurity, Javelin Networks per 30 milioni di dollari, Skycure per 250 milioni, Fireglass per 250 milioni e, a febbraio, Luminate Security; non sono state rilasciate cifre ufficiali ma l’operazione vale, secondo gli analisti, 200 milioni di dollari. Luminate si occupa di cybersicurezza cloud: Clark aveva spiegato che la Security Access Cloud di Luminate diventerà integrante della Cyber Defense Platform di Symantec e servirà a tutelare le imprese che esternalizzano l’infrastruttura.

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