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Trade war, anche Facebook “abbandona” Huawei

Il social network, come già Google e Microsoft, si adegua al bando americano contro il vendor cinese e blocca la pre-installazione delle sue app sugli smartphone Huawei

07 Giu 2019

Patrizia Licata

giornalista

Facebook non permetterà più la pre-installazione delle sue app sugli smartphone di Huawei, una nuova tegola per il vendor cinese che, dopo la messa al bando negli Stati Uniti, si è visto negare gli aggiornamenti del sistema mobile Android di Google e l’acquisto del software Windows per laptop da Microsoft.

I clienti che già hanno telefoni Huawei potranno ancora usare le app di Facebook (che includono WhatsApp e Instagram) e ricevere aggiornamenti, ma i nuovi smartphone Huawei non potranno più avere le app Facebook, WhatsApp e Instagram pre-installate, come riporta l’agenzia Reuters.

Il bando di Facebook si applica a qualunque smartphone Huawei, sia in commercio che ancora in fase di assemblaggio nelle fabbriche, ed è già in vigore. Chi compra oggi un cellulare Huawei e non trova pre-installate le app di Facebook potrà comunque scaricarle dal Playstore di Google, ma solo fino a metà agosto: dopo la messa al bando del vendor cinese, infatti, il presidente americano Donald Trump ha aperto uno spiraglio consentendo a Huawei di operare negli Usa fino al 19 agosto. Da quella data sarà il “black-out” a meno che non sopraggiunga un accordo Usa-Cina.

Il mese scorso Donald Trump ha firmato l’ordine esecutivo che riguarda la “sicurezza delle infrastrutture di comunicazione” americane e che dà al presidente degli Stati Uniti il potere di regolare le relazioni commerciali in risposta a condizioni di “emergenza nazionale”. Di conseguenza il dipartimento del Commercio ha annunciato di aver inserito Huawei e circa 70 affiliate attive in 25 paesi nella cosiddetta Entity List: Huawei e queste altre società non possono comprare tecnologie Made in Usa senza autorizzazione speciale e non può vendere le sue attrezzature agli operatori di rete telecom americani.

Oltre a Google, Microsoft e Facebook, anche Intel, Qualcomm e Broadcom sarebbero pronte a tagliare le relazioni commercali con Huawei.

Ieri Nikkei ha riferito che Huawei ha ridimensionato o annullato numerosi ordini ai maggiori fornitori di componenti con cui realizza i suoi smartphone e i suoi sistemi per le telecomunicazioni, come conseguenza del bando emesso dagli Stati Uniti. Huawei ha anche ridotto del 20-30% la previsione sulle vendite totali di smartphone nella seconda metà del 2019. L’azienda cinese ha tuttavia immediatamente smentito.

Secondo gl analisti di Canalys, il braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina e il boicottaggio di Huawei da parte di Washington si faranno sentire sull’intero settore degli smartphone, che chiuderà il 2019 con consegne mondiali in calo del 3,1% rispetto al 2018, a quota 1,35 miliardi di unità.

Se Usa e Cina non raggiungeranno un accordo commerciale, affermano gli analisti, Huawei ne farà le spese, mentre “altri grandi produttori di smartphone avranno un’opportunità a breve termine”. Samsung, in particolare, “sarà il primo vincitore, grazie alla strategia aggressiva sui dispositivi e alla capacità di incrementare rapidamente la produzione”.

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