IL DOSSIER

Apple e Google, l’Antitrust Uk: “Duopolio che riduce la concorrenza”. In arrivo nuove regole?

Per la Cma gli ecosistemi mobili dei due colossi Usa sono una “scelta obbligata” in tre settori chiave: sistema operativo, negozi di app e web browser. Faro anche sulle commissioni per gli sviluppatori. E c’è già la lista dei possibili interventi “correttivi”

15 Dic 2021

Patrizia Licata

giornalista

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Apple e Google sono un duopolio che riduce la concorrenza di mercato e la scelta per i consumatori. Lo afferma l’autorità Antitrust britannica, Cma, nelle conclusioni di un report preliminare sull’ecosistema mobile in Uk.

La Competition and markets authority ha avviato nei mesi scorsi uno studio approfondito su Apple e Google nel timore che i due colossi americani esercitino un controllo eccessivo su tre mercati: i sistemi operativi mobili (iOs e Android), gli app store (App Store e Play Store) e i web browser (Safari e Chrome) che, insieme, formano i loro ecosistemi per i dispositivi mobili. La Cma ipotizza la capacità di Apple e Google, grazie al loro dominio di mercato, di rendere le condizioni competitive favorevoli ai propri servizi.

Faro sugli app store e le condizioni per gli sviluppatori

La Cma spiega che, quando un consumatore compra un device mobile, sostanzialmente entra nell’ecosistema o di Google Android o di Apple iOs. Di conseguenza le due aziende sono in grado di controllare come i contenuti online, come le app mobili e i siti Internet, vengono portati all’utente finale. “Possono anche agire sul playing field in modo da favorire i propri servizi”, scrive l’authority; per esempio, l’ecosistema di Apple “non ammette altri app store al di fuori del proprio su iPhone e iPad e il suo browser Safari è pre-installato su questi dispositivi. Il browser di Google, Chrome, e il suo app store pure sono pre-installati sulla maggior parte dei dispositivi Android”.

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Altro elemento di attenzione per l’autorità sono le condizioni applicate al lavoro degli sviluppatori di app, “che devono rispettare le regole imposte da Apple e Google e che sono, secondo alcuni, troppo restrittive. Gli sviluppatori devono accettare questi termini per raggiungere gli utenti e ciò include pagare commissioni del 30% ad Apple e Google”.

L’App Store di Apple è già nel mirino dell’antitrust Ue e di una causa legale negli Stati Uniti tra la Mela e Epic Games.

Meno innovazione e prezzi più cari: in arrivo più regole?

Di qui il timore dell’autorità che il mercato mobile britannico venga ristretto: difficile che emergano concorrenti di Apple e Google. I consumatori ne pagano le conseguenze: “È possibile che le persone non ricevano il pieno beneficio dei nuovi prodotti e servizi, come le web app o le nuove modalità di gioco online sul cloud sui dispositivi iOs”, afferma la Cma. L’Antrust britannico è anche preoccupato che gli utenti possano finire col pagare prezzi finali più alti perché il mercato non è abbastanza competitivo, inclusi i prezzi degli iPhone, degli abbonamenti alle app e degli acquisti dentro le app”.  

Andrea Coscelli, Chief executive della Cma, parla di “vice-like grip” esercitato da Apple e Google su come gli utenti usano i cellulari. “Qualunque intervento deve affrontare questo significativo potere di mercato delle due aziende nelle aree chiave dei sistemi operativi, dei negozi di app e dei browser. Pensiamo che il modo migliore di farlo sia tramite la  Digital markets unit quando ne otterrà il potere dal governo”.

I rimedi: focus sulle “web app” e i sistemi di pagamento

Il report provvisorio della Cma suggerisce una serie di azioni che potrebbero essere intraprese per arginare il potere di mercato di Apple e Google. Per esempio, rendere più facile per gli utenti passare da un dispositivo iOs a uno Android e viceversa quando vogliono cambiare cellulare senza perdere dati o funzionalità, o rendere più facile installare app con modalità diverse dall’App Store o dal Play Store, tra cui tramite le “web app”.

La Cma suggerisce anche di permettere a tutte le app di dare agli utenti la scelta su come effettuare gli acquisti in-app (crediti per i giochi o abbonamenti), ovvero anche al di fuori dei sistemi di pagamento di Apple e Google. Inoltre, si dovrebbe rendere più semplice per gli utenti scegliere alternative ad Apple e Google in servizi come i browser; in particolare, dovrebbe essere più facile scegliere quale browser si vuole di default.

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