LA LETTERA

Banda ultralarga, EuroIX mette in guardia la Ue: “Effetto boomerang dal fair share”

Secondo l’associazione che rappresenta gli Internet Exchange la proposta dell’Europa di una “tassa” sugli over the top per spingere la realizzazione delle reti Vhcn potrebbe distorcere il mercato con impatti a catena anche sulla tenuta dell’Internet europeo e non solo: “A rischio le infrastrutture critiche”

Pubblicato il 04 Gen 2023

Mila Fiordalisi

Direttore

italia, europa

Aumento dei costi di stipula degli accordi di interconnessione; inibizione della scelta delle reti; riduzione della densità di interconnessione e della qualità del servizio all’utente finale; sostituzione dell’attuale modello di mercato per l’interconnessione con un mercato dell’interconnessione altamente regolamentato, in cui le regole amministrative piuttosto che la necessità tecnica o di internet di alta qualità per i cittadini europei, diventano l’obiettivo principale; creazione di nuove debolezze sistemiche nelle infrastrutture critiche. In sintesi, “un danno per l’intero ecosistema di Internet”.

Queste le preoccupazioni di EuroIX, l’associazione europea degli Internet Exchange, messe nero su bianco in una lettera (QUI IL DOCUMENTO) inviata ai commissari europei Thierry Breton e Margrethe Vestager sul tema del dibattito relativo al cosiddetto fair share, ossia alla proposta dell’Europa di obbligare gli over the top a investimenti nelle reti di nuova generazione.

“Vi scriviamo per mettervi in guardia da un prevedibile effetto sistemico negativo nel mercato dell’interconnessione, risultato prevedibile del passaggio da un’interconnessione su larga base attraverso un’ampia varietà di soluzioni di interconnessione, tra cui gli Ixp, ad un sistema di interconnessione determinato amministrativamente, implicito nel modello Spnp (Sending Party Network Pays).

La Commissione Ue: gli Ott devono contribuire ai costi delle Vhcn

La proposta, promossa e sostenuta dai grandi operatori di telecomunicazioni europei, mira a consentire alle telco di imporre tariffe ai fornitori di contenuti per l’accesso ai loro clienti, gli utenti finali della rete. La proposta è giustificata dall’affermazione che il trasferimento del valore agli operatori di rete permetterebbe loro di aumentare gli investimenti nelle infrastrutture di rete, in particolare quelle ad altissima capacità (Vhcn).

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La posizione del Berec, l’authority delle Tlc europee

Nel ricordare che secondo il Berec – l’autorità europea per la regolamentazione – il modello Spnp porterebbe semplicemente i grandi operatori a sfruttare il collo di bottiglia dell’ultimo miglio per aumentare il monopolio generando al contempo una regolamentazione distorsiva in un settore molto competitivo, Euro-IX evidenzia che “la proposta rischia di essere dannosa per il corretto funzionamento della connettività Internet e del peering e di distorcere la concorrenza”.

Il caso della Corea del Sud

“L’esperienza dei cittadini nelle operazioni commerciali di base, nella condivisione dei dati, nell’accesso ai servizi cloud e nello sviluppo di progetti di ricerca sviluppo di progetti di ricerca sarà influenzata negativamente. Ciò è dimostrato dalle tariffe di terminazione obbligatorie applicate in Corea del Sud, che hanno portato a una riduzione della qualità e della sicurezza dei servizi forniti agli utenti finali”.

Il ruolo della politica e le “promesse” delle telco

Euro-IX rimane neutrale riguardo alla necessità o meno di una qualche forma di adeguamento normativo per sovvenzionare gli investimenti nelle reti. Tuttavia, l’associazione ritiene che “i responsabili politici debbano dare la massima priorità alla protezione dell’integrità delle infrastrutture critiche: non si dovrebbero prendere in considerazione cambiamenti politici volti a migliorare i rendimenti degli investimenti senza la certezza assoluta che siano sicuri in termini di interessi vitali dell’Unione e del pubblico”.

Euro-IX ritiene pertanto che, nel prendere in considerazione il modello Spnp, “i responsabili politici dovrebbero esercitare un elevato livello di attenzione per evitare di creare accidentalmente nuove debolezze sistemiche nelle infrastrutture critiche. Non è sufficiente affidarsi alle assicurazioni che i principali operatori di rete si impegnano individualmente a mantenere elevati livelli di disponibilità della rete, nemmeno se tale impegno è supportato da un obbligo normativo e dalla prospettiva di sanzioni dissuasive in caso di fallimento. Internet è un ecosistema complesso, e sono i responsabili politici che sono in ultima analisi responsabili degli effetti sistemici derivanti da scelte politiche”.

Il modello Spnp

Euro-IX teme in particolare che il modello Spnp sostituisca l’attuale modello di mercato per l’interconnessione con un mercato di interconnessione altamente regolamentato in cui le regole amministrative, piuttosto che la necessità tecnica o di un Internet di alta qualità per i cittadini europei, diventino  determinanti nelle decisioni relative al modello di interconnessione.

“L’attuale mercato del peering ha una base di costi eccezionalmente bassa e un’altissima percentuale di accordi di peering conclusi interamente con un regolamento “settlement free”. Ciò ha permesso la nascita di un’ampia varietà di Ixp che servono i mercati locali, da Ixp molto grandi in grandi centri di interconnessione regionali (spesso con un’estensione paneuropea) a Ixp più piccoli e focalizzati su una singola nazione o area metropolitana.

Il rischio di un Internet più “fragile”

“Dato un punto di partenza così efficiente, sembra inevitabile che il passaggio a una determinazione amministrativa con un prezzo regolamentato aggiungerà costi considerevoli (compresi i costi di transazione) per gli accordi di interconnessione”, si legge ancora nella missiva. E secondo l’associazione ciò comporterebbe anche una diminuzione della quantità dei punti di interconnessione tra le reti di accesso e le reti metropolitane. “Ciò renderebbe la connettività di Internet Internet più fragile e meno resistente ai guasti locali delle apparecchiature, con il potenziale di aumentare sia la frequenza sia la gravità delle interruzioni tecniche su larga scala, comprese quelle che che hanno un impatto diretto sugli utenti finali e sui servizi critici. Un simile cambiamento sistemico nell’architettura aggregata dell’interconnessione di rete non potrebbe mai essere compensato da miglioramenti nei livelli di affidabilità delle singole reti, indipendentemente dai requisiti normativi imposti ai singoli attori.

Un tavolo per affrontare le questioni

“Euro-IX ritiene che le infrastrutture critiche europee siano ben servite dall’elevato livello di densità di interconnessione che la comunità degli Ixp consente. La crescita spontanea degli Ixp in tutta in Europa in risposta alla domanda di interconnessione da parte degli operatori di rete costituisce un grande successo per l’approccio normativo dell’Unione Europea, leader a livello mondiale. Siamo consapevoli, e concordiamo, che qualsiasi iniziativa normativa in materia sarà preceduta da un un attento esame del mercato e da una consultazione inclusiva con le parti interessate. Vi chiediamo rispettosamente di assicurarvi che la vostra analisi, così come il processo di consultazione e i documenti tengano conto dei fatti e degli argomenti citati nella nostra lettera. Riconosciamo che le interazioni specifiche tra la struttura commerciale del mercato dell’interconnessione e le implicazioni delle prestazioni e della resilienza paneuropee possono essere complesse e di natura tecnica. Euro-IX sarebbe lieta di inviare degli esperti per incontrare i vostri funzionari per fornire ulteriori pareri di esperti indipendenti”.

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