Banda ultralarga, il colossale New Deal di Biden: sul piatto 65 miliardi - CorCom

LA ROADMAP

Banda ultralarga, il colossale New Deal di Biden: sul piatto 65 miliardi

Primo ok del Senato al piano di investimenti Infrastructure Per il presidente Usa fondamentale colmare il digital divide. Le spese saranno in parte coperte con le risorse dell’asta 5G e con le tasse sulle criptovalute

29 Lug 2021

Patrizia Licata

giornalista

Gli Stati Uniti si preparano alle sfide economiche del prossimo futuro con un piano di investimenti in infrastrutture del valore di 550 miliardi di dollari. Di questi, 65 miliardi sono destinati alla banda ultra-larga.

Il piano di spesa, proposto dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e da un gruppo di senatori bipartisan, ha ottenuto un primo ok al Senato con 67 voti favorevoli e 32 contrari; verrà ora discusso dalla Camera alta per definirne i dettagli e quindi passato alla Casa dei rappresentanti.

L’Infrastructure deal, ha detto la Casa Bianca, permetterà di creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro l’anno per dieci anni e di rendere l’economia americana più “sostenibile, resiliente, equa”.

L’accordo fa parte di un più ampio piano di investimenti infrastrutturale (Infrastructure framework) da 1 trilione di dollari che include fondi per la sanità e la risposta al cambiamento climatico. Il sì finale della Camera non è scontato; i Repubblicani potrebbero obiettare all’imposizione di nuove tasse previste per coprire le spese. Il presidente Biden ha già dovuto ridimensionare le ambizioni sull’ultra-broadband riducendo l’investimento previsto da 100 miliardi a 65 miliardi.

Lotta al digital divide per un’economia inclusiva

Alla banda ultra-larga il piano assegna 65 miliardi di dollari, un investimento che dovrà assicurare che ogni americano abbia accesso a una connessione Internet affidabile e veloce, colmando il digital divide. Oggi – stima la Casa Bianca – oltre 30 milioni di americani vivono in aree del Paese dove non esiste l’infrastruttura broadband; il problema si concentra per lo più nelle aree rurali. Si tratta di persone che non possono partecipare attivamente alla vita economica e sociale perché non accedono ai servizi online ad alta velocità.

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La disponibilità della banda ultra-larga sull’intero territorio aiuterà anche a far scendere i prezzi del servizio Internet, a creare trasparenza sui prezzi e ad aiutare le famiglie ad acquistare il piano tariffario più adatto alle loro esigenze. La concorrenza sarà portata nelle aree dove oggi è attivo un solo operatore e la qualità del servizio è scarsa.

L’accordo prevede anche l’approvazione del Digital equity act, la legge per il  broadband universale che vuole diffondere la connettività Internet e le competenze digitali e porre fine alle disparità causate dalla mancanza di accesso alle nuove reti di telecomunicazione.

Più cyber-sicurezza per le infrastrutture

Il pacchetto di investimenti per le infrastrutture include 110 miliardi di dollari per le autostrade, i ponti e i grandi progetti viari, 11 miliardi per la sicurezza stradale, 55 miliardi per la rete idrica e 73 miliardi per modernizzare la rete elettrica, 39 miliardi per il trasporto pubblico, 25 miliardi per gli aeroporti, 55 miliardi per la rete indrica e 50 miliardi di dollari per rafforzare le infrastrutture contro i cyber-attacchi e gli impatti del cambiamento climatico.

Infine, 7,5 miliardi sono stanziati per le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici.

Spese coperte anche dalle aste 5G e imposte su bitcoin&co

Una sintesi del documento ottenuta dall’Associated Press indica che gli investimenti saranno coperti da una serie di fondi stanziati e non spesi e da nuove tasse. Nel dettaglio verranno recuperati 205 miliardi di dollari di aiuti stanziati per il Covid e non inutilizzati, 53 miliardi di dollari di fondi per l’assicurazione contro la disoccupazione che alcuni Stati  non hanno usato, 56 miliardi che dovrebbero arrivare dalla crescita economica, 87 miliardi di dollari che dovrebbero essere raccolti con le aste dello spettro per i servizi 5G, 13 miliardi di dollari dal rilancio di una tassa sui produttori di prodotti chimici scaduta nel 1995, 6 miliardi dalla vendita di petrolio dalla riserva strategica di petrolio e 28 miliardi da una rafforzata applicazione delle tasse sulle criptovalute.

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