Biotechware, IoT sanitario Made in Italy: “Cloud e big data, ecco l’Ecg del futuro”

L’intervista di CorCom al ceo della startup, Alessandro Sappia, incontrato a Shenzhen in occasione dell’Apec Smetc 2016. In mostra l’elettrocardiografo portatile: “Insieme ad Indgan per aggredire il mercato cinese ed entro fine anno negli Usa. Medicina e nuvola binomio vincente per la nuova sanità 2.0”

29 Lug 2016

Andrea Frollà

SHENZHEN – “Entro fine anno apriremo il mercato americano: negli USA proporremo CardioPad Pro alle farmacie di quartiere in alcuni stati della costa est, puntando a città come Boston e New York, ma puntiamo anche a mercati come Spagna e Regno Unito”. Il fondatore e ceo di Biotechware, Alessandro Sappia, non nasconde l’ambizione e spiega i prossimi passi della startup specializzata in device per la telecardiologia. Intervistato da CorCom durante l’Apec Smetc 2016 di Shenzhen, in Cina, Sappia delinea gli obiettivi per i prossimi 18 mesi, descrivendo in modo puntuale le caratteristiche di CardioPad Pro.

Registrazione professionale di elettrocardiogrammi tramite una piattaforma cloud per la memorizzazione, elaborazione e trasmissione dei dati, accompagnata da un display touchscreen e un’interfaccia intuitiva che guida l’operatore per l’intero processo, dal posizionamento degli elettrodi fino all’invio dei dati al centro di refertazione. Un elettrocardiografo portatile sviluppato dal team di Biotechware, composto dal ceo e altri 8 dipendenti, che rappresenta uno dei device più all’avanguardia nel panorama telemedico. Uno sviluppo possibile anche grazie alle risorse che diversi finanziatori tra cui Davide Trabaldo Togna, imprenditore tessile, Greentel e Victoria Asset Management, hanno deciso di scommettere sulla startup italiana.

Il ceo di Biotechware, Alessandro Sappia, intervistato da CorCom durante l'Apec Smetc 2016 di ShenzhenDalla Maker Faire a Shenzhen: qual è il vostro bilancio di questi mesi supportati da Ingdan e dell’Apec Smetc 2016?

Siamo cresciuti e abbiamo avuto modo di espandere i nostri orizzonti anche fuori dal confine nazionale. Ad ora, Ingdan (leggi l’intervista all’Ad di Ingdan Italia Marco Mistretta) sta completando la proposta per l’utilizzo della loro supply chain e stiamo valutando anche l’utilizzo della loro rete di distributori. Il mercato del medicale segue tuttavia logiche diverse dalla grande distribuzione dell’elettronica, per questo i tempi sono più lunghi e delicati. Questa è una sfida per Ingdan e per noi: la speranza è che possa avvicinarci sempre più ad un mercato importante come quello cinese.

Cosa rende il vostro prodotto unico nel suo genere e competitivo sul mercato?

Biotechware è l’unica realtà che unisce l’erogazione di servizi di telemedicina a dispositivi professionali progettati apposta per questo scopo. Oggi esistono oggetti IoT dedicati all’healthcare e al benessere, però manca una fascia di dispositivi che permetta una veloce connessione tra i vari professionisti della sanità, dall’infermiere della casa di riposo per anziani al centro specialistico.

Per questo abbiamo inventato CardioPad Pro, un innovativo elettrocardiografo portatile che, a differenza di altri strumenti per l’autoanalisi, assicura la registrazione professionale di elettrocardiogrammi e si avvale di una piattaforma cloud per la memorizzazione, elaborazione e trasmissione dei dati ad un’équipe di cardiologi selezionati e qualificati. Così, il professionista sul territorio è supportato da una centrale con informazioni che può usare in tempo reale.

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Siete più indirizzati sulla sanità pubblica o sul settore privato? Perché?

Al momento, il nostro target in Europa e negli USA è il mercato della sanità privata, in quanto è in grado di garantire tempi di pagamento certi ed una esposizione finanziaria minore.

Avete ricevuto 1 milione di finanziamenti negli ultimi mesi: su cosa avete concentrato gli investimenti e quali risultati avete ottenuto?

Gli investimenti sono stati usati per avviare la supply chain attuale in Italia, producendo dispositivi e investendo in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti che saranno sul mercato a fine anno, ad esempio l’Holter cardiaco e pressorio. Inoltre, abbiamo investito nella certificazione che ci autorizzano a vendere negli USA (Fda).

Quali sono i vostri prossimi obiettivi a breve termine?

Entro fine anno apriremo il mercato americano: negli USA proporremo CardioPad Pro alle farmacie di quartiere in alcuni stati della costa est, puntando a città come Boston e New York. Inoltre, auspichiamo di cominciare a commercializzare anche in Spagna e UK, dove stiamo concludendo contratti di fornitura con importanti distributori. Infine, stiamo lavorando per ampliare l’offerta di esami erogabili in telemedicina e per arrivare a posizionarci come piattaforma di telemedicina per l’Europa e, dopo questa esperienza all’Apec di Shenzen, anche per la Cina.

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