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CONCORRENZA

Broadcom nei guai, l’Antitrust Ue apre un’inchiesta

Faro sui mercati dei chipset per Tv e modem: gli uffici di Margrethe Vestager ipotizzano l’uso illecito delle clausole di esclusività. Imposte da subito misure ad interim per evitare “gravi e irreparabili” danni alla concorrenza

26 Giu 2019

Patrizia Licata

giornalista

La Commissione europea ha aperto un’indagine antitrust su Broadcom per verificare se l’azienda americana dei chip restringe la concorrenza tramite le clausole di esclusività, in violazione delle regole dell’Ue. Sotto la lente degli uffici di Margrethe Vestager ci sono in particolare i mercati dei chipset per Tv e modem. Mentre svolgerà l’indagine, l’esecutivo Ue intende imporre misure ad interim contro Broadcom per evitare “gravi e irreparabili danni” al mercato, come si legge in una nota ufficiale della Commissione.

“I set-top box per la Tv e i modem sono parte della nostra vita di tutti i giorni, a casa e al lavoro. Sospettiamo che Broadcom, uno dei principali fornitori di componenti per questi device, abbia messo in atto restrizioni contrattuali per escludere i concorrenti dal mercato“, ha dichiarato la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager. “Tale pratica impedisce ai clienti di Broadcom e, in definitiva, ai consumatori finali di godere dei benefici offerti da scelta e innovazione. Intendiamo anche ordinare a Broadcom di porre fine a questo comportamento mentre procediamo con l’indagine, per evitare ogni rischio di danno grave e irreparabile alla concorrenza“, ha concluso la Vestager.

La Commissione Ue ha spedito a Broadcom uno statement of objections spiegando i motivi per cui ritiene necessarie le misure provvisorie.

Broadcom è il maggior sviluppatore e fornitore di circuiti integrati per i dispositivi di comunicazione fissi, si legge nella nota di Bruxelles. L’azienda americana è definita leader globale su una serie di mercati, tra cui i systems-on-a-chip, ovvero chipset che uniscono circuiti elettronici e rappresentano il cuore di prodotti come decoder e modem in quanto essenziali al trasporto dei segnali televisivi e della connettività; i front-end chip, componenti hardware che traducono i segnali analogici in digitale; i chipset wifi, che permettono ai decoder di usare le reti Wlan.

La Commissione sostiene di aver raccolto informazioni che indicano che Broadcom potrebbe implementare una serie di clausole di esclusitività su questi prodotti. Tali pratiche potrebbero includere obblighi di acquisto in esclusiva o la concessione di sconti o altri vantaggi in cambio di acquisti in esclusiva o per quantità minime di chip; il bundling di prodotti; e strategie “abusive” relative alla proprietà intellettuale che possono minare l’interoperabilità tra i prodotti Broadcom e di altri fornitori. Sono timori che hanno spinto l’antitrust ad aprire l’indagine formale e a darle priorità, scrive Bruxelles.

Broadcom ha replicato di aderire alle regole dell’Unione europea sulla concorrenza e che i timori dell’Ue sono infondati, riporta Reuters, e ha aggiunto che non si aspetta alcun impatto concreto sulla sua attività nei modem o nei decoder come effetto dell’inchiesta aperta dall’Ue.

Sul tavolo della Vestager c’è già aperto un dossier relativo a un altro colosso americano dei chip, Qualcomm: secondo quanto ha riferito Bloomberg, entro la fine del prossimo mese potrebbe arrivare la multa della Commissione per presunte pratiche dei prezzi predatorie messe in atto da Qualcomm sui chip 3G integrati nelle chiavette per la connessione mobile venduti tra il 2009 e il 2011. Secondo il regolatore Ue questi chip sono stati venduti sottocosto per spingere fuori mercato Icea, adesso di proprietà di Nvidia. L’anno scorso Qualcomm ha già subito una multa da 997 milioni di euro (1,13 miliardi di dollari) per aver buttato fuori dal mercato i fornitori alternativi di chip per il suo più grande cliente, Apple. Qualcomm ha fatto ricorso.

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