IL CASO

Censimento Istat, Anci riaccende la polemica : “Sistema IT lento, rilevazione a rischio”

Il presidente Antonio Decaro chiede un incontro al numero uno dell’istituto, Maurizio Franzini: “Il malfunzionamento della piattaforma Sgi ostacola il lavoro sul campo degli addetti e le attività di back office”

05 Nov 2018

F. Me

Non si placa la polemica sul censimento Istat. Dopo le critiche sollevate da Uncem sulla mancata copertura di rete nelle conunità montane ora è Anci a lanciare l’allarme. Il presidente dell’Anci Antonio Decaro scrive al presidente dell’Istat Maurizio Franzini, chiedendo un incontro per individuare possibili soluzioni alle criticità riscontrate dai Comuni nel censimento 2018-2021 della popolazione e delle abitazioni.

“Giungono all’Anci numerose segnalazioni dai Comuni – scrive Decaro – riguardo al manifestarsi di problemi che mettono a rischio il regolare svolgimento delle attività previste”. Criticità che, aggiunge il presidente Anci, “riguardano sia il lavoro in back office degli uffici statistici comunali che quello sul campo dei rilevatori”, dovute “al lento funzionamento della piattaforma web Sgi”. Per scongiurare ritardi nelle rilevazioni secondo Decaro “sarebbe utile valutare la semplificazione per gli uffici comunali degli onerosi adempimenti che vengono a scadenza in concomitanza con i picchi di lavoro previsti per il censimento”.

Nelle scorse settimane a sollevare dubbi circa la riuscita del censimento era stata Uncem: le comunità montane lamentavano ritardi perché i rilevatori erano costretti a spostarsi in zone con copertura di rete per inserire i dati nell’Sgi, con impatti negativi sull’esattezza dei risultati.

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In una lettera inviata a CorCom, Istat chiariva che  “l’applicazione utilizzata dai rilevatori per il Censimento Permanente della Popolazione, chiamata correntemente Sgi (Servizio Geologico d’Italia), è in grado di registrare i dati sia in  presenza sia in assenza di copertura del segnale di rete. In questo secondo caso, l’applicazione andrà a a scaricare i dati successivamente nel sistema centrale di Istat non appena il tablet si trova in un’area coperta dal segnale cui collegarsi”.

A questo proposito Istat chiariva anche la scelta di Tim come operatore Tlc di riferimento. “Per quanto riguarda le critiche rivolte alla copertura di rete dell’operatore Tim in alcune zone del Paese e specificatamente in alcune delle zone nelle quali sono particolarmente attive le Comunità montane – specificava poi Istat –  ci corre l’obbligo di sottolineare che abbiamo utilizzato l’operatore individuato attraverso una convenzione Consip per la Pubblica amministrazione. Di conseguenza l’Istat non ha operato alcuna scelta, ma ha semplicemente aderito alla convenzione come impone la normativa vigente”.

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