IL CASO

Che succede in casa Zuckerberg? Nuovo blackout di ore per Facebook, Whatsapp e Instagram

E’ il terzo blocco dopo quelli del 13 marzo e del 14 aprile. Impossibile caricare foto o video. Al centro del disservizio potrebbero esserci le operazioni di manutenzione in vista dell’integrazione tra le tre piattaforme

Pubblicato il 04 Lug 2019

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I problemi sono iniziati poco dopo le 15 di ieri pomeriggio, e non si sono risolti fino a notte. La galassia di applicazioni di Facebook, che insieme al social network comprende Whatsapp e Instagram, è andata in blackout e non ha consentito a lungo agli utenti di caricare e scaricare foto, video e messaggi audio.

Il problema si è manifestato su scala globale, anche se risultarebbero particolarmente colpite l’Europa e gli Stati Uniti, tanto che immediatamente si sono diffusi gli allarmi su Twitter con gli hashtag #Whatsappdown, #Facebookdown e #Instagramdown, come rilevato anche dal sito Down Detector.

Ad aggravare la situazione c’è il fatto che non si tratta del primo problema di questo genere per la galassia guidata da Mark Zuckerberg: blocchi simili si erano già registrati, a distanza di un mese esatto l’uno dall’altro, a marzo, quando l’interruzione del servizio si protrasse per 14 ore, e ad aprile.

Attorno alle 19 è arrivata la posizione ufficiale di Facebook: “Siamo consapevoli del fatto che alcune persone hanno riscontrato difficoltà a caricare immagini, video e altri file sulle nostre piattaforme – ha affermato un portavoce di Menlo Park – Stiamo lavorando per riportare il più velocemente possibile tutto alla normalità”.

Il cessato allarme è poi arrivato alle due del mattino con un tweet pubblicato da Facebook: “Alcune persone e aziende hanno avuto problemi a caricare o inviare immagini, video e altri file sulle nostre app – recita il tweet – Da allora il problema è stato risolto e dovremmo tornare a funzionare 100% per tutti. Ci scusiamo per gli eventuali disagi”.

Il tema a questo punto è capire quale sia la causa alla base di questi disservizi ripetuti: anche in quest’ultimo caso l’azienda è rimasta molto sul vago, chiamando in causa non meglio specificate “operazioni di manutenzione”, mentre il down di marzo di marzo fu attribuito alla modifica della configurazione del server. Ma tra gli addetti ai lavori inizia a diffondersi l’ipotesi che i blackout possano essere una conseguenza, o una sorta di “effetto collaterale”, delle operazioni in corso per l’integrazione delle tre piattaforme, che è una delle priorità strategiche del gruppo per i prossimi mesi.

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