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Cloud e AI per la sanità, pronti i nuovi servizi di Microsoft Healthcare

Il colosso di Redmond potenzia l’offerta sulla piattaforma Azure per strutture sanitarie e ricercatori: in arrivo bot e Api nel pieno rispetto della privacy. Guanto di sfida ai competitor

08 Feb 2019

Patrizia Licata

giornalista

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Microsoft espande la sua offerta per il settore della sanità con nuovi strumenti software della sua divisione Healthcare che fanno leva sulle tecnologie di intelligenza artificiale di Microsoft e sulla sua offerta di cloud computing riunita nel brand Azure. Questi strumenti sono pensati per migliorare la collaborazione tra team e la condivisione dei dati clinici e di ricerca al fine di migliorare l’assistenza e le cure per i pazienti e l’efficienza delle strutture sanitarie.

I nuovi prodotti permetteranno, per esempio, di far dialogare sistemi sanitari diversi connettendo le strutture di cura con le farmacie o addirittura con i dispositivi per il monitaraggio dei parametri vitali o delle attività di fitness. I software di Microsoft sono integrati da algoritmi di intelligenza artificiale che apprendono sia le specificità dell’industria della salute sia i severi requisiti di privacy connessi con i dati sanitari.

“Siamo consapevoli di non essere un’azienda della sanità, ma il nostro obiettivo è capire come dar forma ai nostri servizi cloud per sostenere il successo del maggior numero possibile di startup, innovatori, incumbent, grandi gruppi e piccole imprese”, ha dichiarato su GeekWire Peter Lee, corporate Vp di Microsoft Healthcare.

I nuovi prodotti saranno uffialmente presentati la prossima settimana alla HIMSS healthcare conference di Orlando, Florida, ma i media Usa ne anticipano già le caratteristiche. Il primo, Microsoft 365 for hospital teams, offre sistemi sicuri e allineati con le norme di legge per la comunicazione tra medici e team sanitari, molto più efficienti, dal punto di vista di Microsoft, dei messaggi scritti o spediti tramite le applicazioni mobili consumer. L’azienda di Redmond ha potenziato in pratica le funzionalità di Microsoft Teams per tararlo sulle esigenze delle organizzazioni dell’healthcare; la piattaforma permette lo scambio di messaggi ma può essere integrata con i sistemi che conservano i dati sanitari in formato elettronico.

La seconda novità riguarda le Api Azure per la condivisione dei dati (health record sharing): Microsoft fornirà interfacce di programmazione software per favorire l’interoperabilità dei sistemi sanitari digitalizzati. I dati sanitari sono conservati in modo sicuro sulla nuvola di Azure.

Il terzo prodotto in arrivo è Microsoft Healthcare Bot, versione definitiva di un progetto di ricerca introdotto nel 2017. Si tratta di un servizio off-the-shelf e di una piattaforma per l’impiego dei bot nel settore della salute. Il bot di Microsoft incorpora un catalogo di sintomi e comprende la terminologia medica; Lee sostiene che Azure ora parla “nativamente” il linguaggio dell’healthcare. Tra le applicazioni possibili c’è il supporto agli ospedali nelle attività di triage o alle assicurazioni nell’elaborazione delle pratiche di rimborso. Il bot può essere impiegato anche per seguire i pazienti nei trial clinici dei farmaci o nel corso di una cura per verificare l’adesione al protocollo.

In un’intervista con Bloomberg Lee ha detto che Microsoft continuerà a introdurre sulla piattaforma Azure nuovi strumenti  per l’industria dell’healthcare; intanto, alla conferenza di Orlando, svelerà i nomi di una quarantina di organizzazioni che già stanno testando i nuovi prodotti di Microsoft Healthcare.

Sul mercato esistono altri prodotti per la sanità sviluppati da colossi della tecnologia, tra cui Google, Apple, Amazon e Salesforce e Lee chiarisce: “Siamo in diretta concorrenza con gli altri grandi fornitori del cloud, ma sull’interoperabilità siamo pronti a lavorare tutti insieme“. Microsoft si è infatti alleata lo scorso agosto con Google, Amazon, Ibm, Oracle e Salesforce per rimuovere ogni ostacolo all’interoperabilità dei sistemi cloud.

Tra i progetti di Microsoft per la sanità già presentati in Italia c’è la piattaforma digitale realizzata con Softjam che consente raccolta e analisi dei big data di pazienti affetti da Crohn e colite ulcerosa. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave: dalla raccolta e dall’analisi dei dati che i pazienti condividono tramite app, infatti, la piattaforma, basata su Microsoft Azure, è in grado di verificare l’andamento della salute degli stessi e offrire di conseguenza consigli “intelligenti” e personalizzati  per migliorare la qualità della loro vita.

Azure è la divisione che traina i risultati di Microsoft, come evidenziato dall’ultima trimestrale: la piattaforma cloudè cresciuta infatti del 76%, anche se l’azienda non ha svelato le cifre del fatturato.

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