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Cloud Italia, pronta la strategia del Governo

Martedì 7 settembre la presentazione del piano che mira alla realizzazione del Polo Strategico Nazionale sul quale far migrare dati e servizi strategici della PA. Si punta a chiudere la partita entro l’anno

03 Set 2021

Federica Meta

Giornalista

cloud

Il governo accelera sulla strategia del cloud nazionale. Martedì 7 settembre il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, presenta la “Strategia Cloud Italia”, il documento di indirizzo strategico per l’implementazione e il controllo del Cloud della PA.

Saranno presenti il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao, il Sottosegretario di Stato delegato alla Sicurezza Franco Gabrielli, Roberto Baldoni direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e Paolo de Rosa, Chief Technology Officer del Dipartimento per la Trasformazione digitale.

Previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Polo Strategico Nazionale (PSN) si presenta come una infrastruttura dedicata in cloud, localizzata sul territorio nazionale e all’avanguardia per prestazioni e sicurezza, sul quale migrare dati e servizi strategici della PA, a supporto del processo di trasformazione digitale con strategia “cloud first”. Una nuova infrastruttura che sarà gestita da un operatore economico selezionato attraverso l’avvio di un partenariato pubblico-privato su iniziativa di un soggetto proponente.

Intanto sono partite le prime manifestazioni di  interesse. L’ultimo in ordine di tempo a presentarla al Ministero dell’Innovazione e della transizione digitale il Consorzio Italia cloud. Obiettivo principale del Consorzio Italia Cloud, composto da sole aziende italiane, è organizzare e sviluppare al meglio offerta e competenze nazionali già presenti negli operatori privati e nella pubblica amministrazione al fine di supportare un efficace processo di digitalizzazione e adozione del cloud sia nelle realtà private sia soprattutto nel settore pubblico, in linea con quanto previsto dal Pnrr. 

Prime aziende ad aver aderito al Consorzio Italia Cloud sono Seeweb, Sourcesense, Infordata, Babylon Cloud, Consorzio Eht e Netalia, tutte attive nel mercato cloud nazionale ognuna con la propria specifica focalizzazione.

In campo anche Almaviva e Aruba che hanno presentato una proposta congiunta per la presentazione di una proposta relativa alla realizzazione e alla gestione, in regime di partenariato pubblico-privato, del Polo Strategico Nazionale (Psn).

Alla partita sono interessati anche Leonardo e Tim come annunciato qualche mese fa dall’Ad di Leonardo, Alessandro Profumo.  “Siamo intensamente coinvolti sul tema della cybersecurity e della sicurezza del cloud – ha spiegato – Stiamo dialogando su più fronti sia con l’operatore nazionale delle telecomunicazioni che con Cdp e stiamo valutando come cooperare su questo fronte”.

Il governo punta a chiudere la partita entro l’anno.

Il cloud nazionale nel Pnrr

Dei 6 miliardi previsti dal Pnrr per la digitalizzazione della PA, circa 1 miliardo andrà a finanziare il processo di consolidamento dei data center, con la migrazione dei dati e degli applicativi informatici delle singole amministrazioni verso un ambiente cloud.

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La trasformazione è attuata secondo due modelli complementari: in funzione dei requisiti di performance e scalabilità e della sensibilità dei dati coinvolti, le amministrazioni centrali potranno migrare sul Polo Strategico Nazionale –Psn , una nuova infrastruttura dedicata cloud (completamente “privata” o “ibrida”), localizzata sul territorio nazionale e all’avanguardia in prestazioni e sicurezza oppure migrare sul cloud “public” di uno tra gli operatori di mercato precedentemente certificati.

Per accompagnare la migrazione della PA al cloud centrale fornito dal Polo Strategico Nazionale, è previsto un programma di supporto e incentivo per trasferire basi dati e applicazioni, in particolare rivolto alle amministrazioni locali che potranno scegliere all’interno di una lista predefinita di provider certificati secondo criteri di adeguatezza rispetto sia a requisiti di sicurezza e protezione, sia a standard di performance.

In una logica di vera e propria “migration as a service” si aiuteranno le amministrazioni nella fase di analisi tecnica e di definizione delle priorità, con risorse specializzate nella gestione amministrativa, nella contrattazione del supporto tecnico esterno necessario all’attuazione e nell’attività complessiva di project management per tutta la durata della trasformazione. Per facilitare l’orchestrazione di questa significativa mole di lavoro è creato un team dedicato a guida Mitd.

Il processo di consolidamente è abilitante l’interoperabilità della PA che consentirà appunto di mettere in pratica il principio del “once only”: le informazioni sui cittadini saranno a disposizione “una volta per tutte” per le amministrazioni in modo immediato, semplice ed efficace, alleggerendo tempi e costi legati alle richieste di informazioni oggi frammentate tra molteplici enti.

Si verrà a creare una “Piattaforma Nazionale Dati” che offrirà alle amministrazioni un catalogo centrale di “connettori automatici” (le cosiddette “API” –Application Programming Interface) consultabili e accessibili tramite un servizio dedicato, in un contesto integralmente conforme alle leggi europee sulla privacy, evitando così al cittadino di dover fornire più volte la stessa informazione a diverse amministrazioni. La realizzazione della Piattaforma Nazionale Dati sarà accompagnata da un progetto finalizzato a garantire la piena partecipazione dell’Italia all’iniziativa Europea del Single Digital Gateway, che consentirà l’armonizzazione tra tutti gli Stati Membri e la completa digitalizzazione di un insieme di procedure/servizi di particolare rilevanza (ad es. richiesta del certificato di nascita.

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