EUROPA

Cloud nazionale per la PA, Firpo: “A giugno via al polo strategico”

L’annuncio del Capo di Gabinetto del ministero per la Transizione digitale: “Saranno coinvolte migliaia di amministrazioni. Previsto l’uso di tecnologia ibrida a seconda dei tipo di dati gestiti”

25 Mag 2021

Veronica Balocco

cloud

“L’economia europea dei dati è risibile; spendiamo molti soldi per le piattaforme digitali ma non restano in Europa. I numeri sono importanti. L’economia dei dati in Europa nel 2019 ‘cubava’ circa 100 miliardi di euro e nel 2025 è prevista essere intorno ai 900 miliardi: è come se avessimo una enorme miniera ricchissima di materia prima ma stiamo regalandola a qualcuno per gestircela”. A sottolinearlo è Francesco Bonfiglio, il ceo del consorzio europeo Gaia-X per lo sviluppo di una infrastruttura di dati comune, intervenendo all’incontro su “Sovranità sui dati. La missione europea di Italia e Francia” introdotto da Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia, e organizzato da OvhCloud e Atos, in collaborazione con l’Ambasciata.

Bonfiglio ricorda anche che il volume dei dispositivi in Europa cresce del 15% anno su anno raggiungendo i 50 mld di dispositivi connessi. “Il vero passaggio di Gaia-X è passare da un cloud in cui affidiamo i nostri dati ad altri ad un sistema dove noi controlliamo i nostri dati” sintetizza il ceo.

Servizi strategici delle Pa convogliati nel Centro nazionale

Intanto emerge che il Polo strategico nazionale, ovvero il centro che avrà a disposizione un certo numero di data center nazionali su cui convogliare tutte le infrastrutture che oggi gestiscono i servizi strategici delle Pa, potrebbe essere lanciato “già a fine giugno”. Lo ha detto Stefano Firpo, capo gabinetto del Ministero dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, partecipando alla tavola rotonda.
“Coinvolgeremo migliaia di Pa, offrendo soluzioni di diverse capacità a seconda della sensibilità dei dati. Il Polo strategico nazionale avrà un cloud ibrido e dei cloud pubblici per le Pa che non trattano dati particolarmente sensibili”. E le imprese, aggiunge “si stanno muovendo in logica di collaborazione per costruire offerte solide e sicure che possono essere usate con fiducia”. “E’ importante che l’infrastruttura sia di fiducia – sottolinea Firpo – e anche per questo l’iniziativa Gaia-X è importante così come la strategia francese, a cui non dico ci ispiriamo ma riteniamo giusta: l’Europa costruisce standard chiari e può negoziare in condizioni maggior forza e vantaggio”.

WHITEPAPER
Cloud: tutto quello che devi sapere (e mettere in pratica)
Cloud
Supply Chain Management

Firpo ha accennato al tema del Cloud Act americano, la legge che consente alle autorità statunitensi, forze dell’ordine e agenzie di intelligence di acquisire dati informatici dagli operatori di servizi di cloud computing a prescindere dal posto dove questi dati si trovano, e Gaia-X potrebbe essere una soluzione.
Il capo di gabinetto del Ministero dell’Innovazione ha messo a fuoco in particolare due aspetti del progetto di Cloud europeo: “Gaia-X da un lato costruisce degli standard e poi costruisce data spaces, una ‘Schenghen’ dei dati per fare in modo che le aziende europee possano collaborare”.

Confindustria: “Già 37 i partecipanti al progetto”

Un progetto sostenuto da Confindustria, ha ricordato il vicepresidente Luigi Gubitosi che “si è mossa in maniera parallela al Governo e per la prima volta ha dato delega per il digitale”. Il progetto Gaia-X è un “volano importante, in poche settimane siamo arrivati a 37 partecipanti, siamo il terzo Paese dopo Francia e Germania – ha puntualizzato Gubitosi -. L’Hub italiano che sarà inaugurato col ministro dell’Innovazione questa settimana dovrà essere un punto molto attivo. Ci fa piacere immaginare che sarà un elemento trainante”. Il progetto Gaia-X, ha spiegato Gubitosi, è poi “relativamente accessibile anche alle piccole aziende, grazie alle reti anche da remoto”.

A Forum PA 2021 focus sulla trasformazione digitale della PA

Lo sviluppo sostenibile del paese passa necessariamente dalla definizione di una nuova, coerente ed efficace politica per l’innovazione volta a trasformare la PA in chiave digitale e sostenere la competitività delle imprese. Per questo motivo, il 27% delle risorse totali del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono destinate alla transizione digitale del sistema-paese nel suo complesso.

In questo scenario a Forum PA si approfondiranno le principali linee di intervento rivolte alla digitalizzazione della PA (cloud, interoperabilità dati, servizi digitali, cyber-sicurezza), al potenziamento delle infrastrutture digitali e della connettività a banda ultra e all’ammodernamento del settore produttivo (transizione 4.0, ricerca e sviluppo, internazionalizzazione, ecc.).

Infrastrutture digitali della PA, focus a Forum PA 2021

La strategia italiana sul digitale mira alla realizzazione di un’infrastruttura ad alta affidabilità distribuita sul territorio nazionale, volta alla razionalizzazione e consolidamento dei Ced della PA. Una strategia sviluppata in coerenza con il piano d’azione dell’Unione europea, e più volte aggiornato nel corso degli ultimi mesi (DL Semplificazioni, Piano triennale 2020-2022, Pnrr). 

In questo appuntamento verranno affrontati i principali temi inerenti al ripensamento delle infrastrutture digitali pubbliche: adozione del modello Cloud della PAmigrazione di servizi e applicazioni verso datacenter di gruppo A e CSP qualificati da AgIDsviluppo dei Poli strategici nazionali (Psn); progetto di un cloud nazionale federato a livello europeo nell’ambito dell’iniziativa GaiaX.

New call-to-action

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5