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L'INTERVENTO

Colombo: “Instant messaging prossima frontiera del business”

Il country manager di Facebook Italia svela i prossimi piani del social per il nostro Paese. A Roma con Binario F parte la sfida della formazione: “Bisogna creare consapevolezza sul potenziale digitale”. Nell’advisory board l’ex ministro Francesco Profumo

05 Ott 2018

L’instant messaging è la prossima frontiera del business. E stiamo arrivando”: lo ha annunciato dal palco dell’EY Digital Summit di Capri il country manager di Facebook Luca Colombo. Non solo advertising ma anche crm, ha detto il numero uno della filiale italiana ricordando che su Facebook è rappresentato un “campione” rappresentativo della popolazione italiana.

Determinante poi la spinta alla creazione di nuove competenze. Senza anticipare dettagli Colombo ha acceso i riflettori sull’inaugurazione, la prossima settimana a Roma, di Binario F all’interno di Luiss Enlabs. “Siamo considerati un mondo virtuale ma avremo una presenza fisica a Roma. Svilupperemo iniziative con partner e anche con terze parti. E la piattaforma sarà aperta a consumatori e aziende che vogliono lanciare iniziative e ci sarà anche formazione da remoto”, ha detto Colombo puntualizzando che il progetto avrà una valenza biennale “dopodiché ne misureremo gli impatti per valutare il da farsi”.

L’Italia, insieme con Polonia e Spagna e stata scelta per questo progetto: “Sono i Paesi in cui è necessario fare attività di formazione ad hoc”. Nell’advisory board che avrà il compito di verificare l’andamento del progetto ci sarà l’ex ministro Francesco Profumo, attuale presidente della Compagnia di San Paolo. “Vogliamo formare persone che siano utili allo sviluppo della Rete ma anche dell’economia”, ha detto Colombo. “In Italia manca una cultura digitale, che non significa mancanza di conoscenza nel fare qualcosa ma mancata percezione del potenziale del digitale”.

Sul fronte Pmi però le cose si stanno lentamente muovendo: su Facebook ci sono 80milioni di pagine business corrispondenti ad altrettante aziende e di queste 6 milioni spendono in advertising e si tratta prevalentemente di piccole aziende. “E non è affatto strano. Le piccole aziende hanno un processo decisionale rapido che nel mondo digitale fa la differenza”.

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