Dal Recovery Fund franco-tedesco assist all'Europa digitale - CorCom

FASE 2

Dal Recovery Fund franco-tedesco assist all’Europa digitale

La proposta avanzata da Merkel e Macron prevede che la maggior parte dei 500 miliardi sia destinata a investimenti in grado di abilitare la transizione 4.0 e l’economia verde. Riflettori sulla web tax

19 Mag 2020

Federica Meta

Giornalista

Cinquecento miliardi per realizzare un’Europa più digitale e più verde. La proposta franco-tedesca di un Recovery Fund mirato a vincere le sfide collegate alle crisi pandemica e alle sue conseguenze permetterà, nello specifico, di aumentare gli investimenti innovativi, in linea con la strategia della Commissione europea che fa della digital transformarion e dell’economia i due pilastri del rilancio del Vecchio Continente.

È necessario – si legge nel documento stilato da Macron e Merkel – incrementare il livello di digitalizzazione dell’Europa, sviluppando il 5G, con una regolamentazione equa per le piattaforme digitali e lavorando sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Il “fondo per la ripresa” che Parigi e Berlino hanno presentato nel quadro del prossimo Bilancio Ue 2021-27 dell’Ue, è “ambizioso, temporaneo e mirato” e punta a spingere un “bilancio a trazione anteriore nei primi anni”, si spiega nella proposta.

Macron e Merkel parlano anche della necessità di migliorare il quadro fiscale nell’Ue, in particolare introducendo una tassazione minima effettiva e una tassazione “equa” per l’economia digitale all’interno dell’Ue, “idealmente basata su una conclusione positiva del lavoro a livello Ocse”, e stabilendo una base fiscale comune per le imprese.

Appena ieri la commissaria alla Concorrenza e Digitale, Margrethe Vestager, ha sottolineato l’urgenza di intervenire su questo fronte “perché tutte le imprese che realizzano profitti contribuiscano alle finanze pubbliche dei Paesi”.

Affermando di ”preferire una soluzione globale” e che per questo la Ue sta “lavorando con l’Ocse”, la commissaria ha però evidenziato che ”senza un’intesa globale su come intervenire, riprenderemo nuovamente il dossier al livello Ue. Ci lavoreremo io e Gentiloni e cercheremo una soluzione con tutte le nostre forze”.

Come funziona il Recovery Fund franco-tedesco

Per finanziare il Recovery Fund si prevede che la Commissione Europea possa indebitarsi sui mercati per conto dell’Ue, nel pieno rispetto del trattato Ue, del quadro di bilancio e dei diritti dei Parlamenti nazionali. La distribuzione delle risorse ai Paesi membri avviene tramite sussidi e non prestiti.  Si tratta di una misura “straordinaria e complementare” si legge ancora nel documento, integrata nella decisione sulle risorse proprie, con un volume e una scadenza chiaramente specificati e legato ad un piano di rimborso vincolante. Il sostegno alla ripresa sarà basato su un “chiaro” impegno degli Stati membri a seguire politiche economiche solide e un’”ambiziosa” agenda di riforme.

La strategia von der Leyen per il rilancio della Ue

Il Recovery Fund, così come proposto da Francia e Germania, servirà a finanziare investimenti ad alto contenuto tecnologico che sono  pilastri anche dalla strategia delineata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

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L’idea della presidente è strutturare il bilancio Ue come un grande Piano Marshall per fare un’Europa più digitale e in grado di vincere le sfide di questo secolo.

Come spiegato ad aprile, nei giorni più critici della pandemia da Covid-19,  l’Europa “avrà bisogno di soluzioni innovative e maggiore margine nel Qfp per sbloccare gli investimenti pubblici e privati. Questo darà sprint alle nostre economie e guiderà la ripresa verso un’Europa più resiliente, verde e digitale”.

Il bilancio sarà inoltre uno strumento che non solo supporterà ma soprattutto ridisegeràa “le nostre industrie e servizi verso una nuova realtà”. Secondo von der Leyen sarà cruciale investire “ nelle tecnologie digitali, infrastrutture e nell’innovazione come la stampa 3D per essere più indipendenti (dai colossi Usa ndr) e sfruttare al meglio le nuove opportunità”.

“Questo significa anche raddoppiare la nostra strategia di crescita investendo nel Green Deal europeo – ha sottolineato von der Leyen in audiziona al Parlamento Ue – Con la ripresa economica il riscaldamento globale non rallenterà. Quindi bisognerà da subito identificare i progetti giusti su cui investire”.

“Un’economia più moderna e circolare ci renderà meno dipendenti e aumenterà la nostra capacità di ripresa – ha concluso la presidente – Questa è la lezione che dobbiamo imparare dalla crisi”.

“Vogliamo disegnare il Qfp in modo tale che sia un elemento cruciale del nostro piano di ripresa. Io penso che il Qfp debba essere un segnale di investimento molto forte e credo che il bilancio europeo sia l’espressione migliore di solidarietà e di responsabilità degli Stati membri – puntualizzava – Deve rispecchiare il nostro interesse e il nostro investimento strategico sul futuro, perché le priorità non cambieranno, le priorità saranno decarbonizzazione, digitalizzazione e resilienza per l’Unione europea”. 

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