SCENARI

Data center, riflettori sugli analytics per predire costi e consumi

Il mercato per la gestione termica dei server varrà 7,7 miliardi di dollari nel 2025, di cui 1 miliardo rappresentato dalle nuove soluzioni per il liquid cooling. Il report di Omdia

13 Lug 2022

Patrizia Licata

giornalista

green economy, ambiente 2

La sostenibilità è il requisito numero uno per i data center nel 2022: è quanto emerge dallo studio annuale di OmdiaData center thermal management and sustainability intelligence service“. La domanda di capacità di calcolo e archiviazione continua a spingere lo sviluppo dei data center, ma ciò implica un approccio sempre più attento alla gestione dei consumi energetici.

Non è solo il costo dell’energia a imporlo, ma la transizione ecologica che va di pari passo con quella digitale. Così i gestori dei grandi centri pieni di server mettono in cima alla loro agenda la riduzione delle emissioni di CO2 e del complessivo impatto ambientale. Lo studio di quest’anno di Omdia si concentra in particolare sulle nuove tecnologie per l’alimentazione e il raffreddamento come il liquid cooling e l’energy storage e sull’impiego degli analytics e dell’intelligenza artificiale per gestire costi e consumi. 

Omdia prevede che il mercato delle soluzioni per il raffreddamento a liquido varrà 1 miliardo di dollari nel 2025L’intero mercato per la gestione termica dei data center, incluso il giro d’affari del liquid cooling, avrà un valore stimato di 7,7 miliardi di dollari nel 2025.  

Data center, raffreddamento a liquido per abbattere la CO2

La sostenibilità è anche un imperativo strategico per i fornitori di servizi di data center: i loro clienti guardano alle certificazioni ambientali delle infrastrutture e scelgono il provider sempre più spesso in base ai loro impegni Esg e, in particolare, alla capacità di ridurre le emissioni di gas serra. Un data center più green rende infatti più sostenibile anche le aziende che ne acquistano i servizi.

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“Anche se oggi l’uso di sistemi di raffreddamento ad aria è prevalente nei data center, le soluzioni per il raffreddamento a liquido stanno suscitando crescente interesse perché riducono il consumo di energia necessaria al raffreddamento, riescono a soddisfare le necessità di nuovi carichi di lavoro e aiutano a centrare gli obiettivi sulla sostenibilità,” afferma Moises Levy, PhD, Senior principal analyst, Data center physical infrastructure, Omdia.

Levy indica anche che l’adozione di soluzioni ibride che uniscono raffreddamento ad aria e a freddo continueranno a crescere nei data center in tutto il mondo, spinte dalla necessità di ridurre al massimo i consumi di energia e dall’esigenza di soddisfare gli obiettivi di sostenibilità.

In questi obiettivi le aziende dei data center cercheranno in misura crescente il supporto delle nuove tecnologie digitali come gli analytics basati sull’intelligenza artificiale applicati alla gestione dei data center.

Sicurezza energetica priorità di investimento

Il ruolo chiave della sicurezza energetica per gli investimenti nei data center emerge anche dal recente studio di Dla Piper The meteoric rise of the data centre: key drivers behind global demand“. Il 90% degli investitori azionari, l’89% degli sviluppatori e l’85% dei finanziatori di debito hanno detto che pagherebbero un premio per investire in un sito con una fornitura di energia buona e conveniente.
Gli investimenti totali in infrastrutture di data center globali sono più che raddoppiati nel 2021, passando da 24,4 miliardi di dollari nel 2020 a 59,5 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, il numero totale di transazioni di data center è aumentato del 64%, passando da 69 nel 2020 a 117 nel 2021. Nell’anno in corso, fino al 7 giugno, sono state effettuate 41 transazioni per un valore di 21,3 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento di oltre il 100% rispetto allo stesso periodo del 2021.
La domanda record di data center è guidata dalla crescita degli hyperscaler, come Facebook, Google e Microsoft, che hanno prosperato nel passaggio ai servizi cloud, a loro volta intensificati dalla pandemia.

Come saranno i data center del futuro

Negli ultimi anni l’industria dei data center ha fatto progressi verso policy più eco-sostenibili, ma gli operatori si impegneranno in modo più deciso nel 2022. Sul fronte operativo, gli esperti di Vertiv hanno indicato in uno studio dello scorso dicembre che alcune organizzazioni adotteranno nel 2022 vere e proprie strategie sulla sostenibilità, sfruttando nuove soluzioni digitali per garantire l’uso di energia rinnovabile al 100%.

Questi sistemi ibridi di energia distribuita possono fornire sia corrente alternata che continua, il che permette di utilizzare nuove modalità per migliorare l’efficienza e consente ai data center di operare senza emissioni di carbonio. Le celle a combustibile, le risorse rinnovabili e i sistemi di immagazzinamento dell’energia a lunga durata, compresi i sistemi di immagazzinamento di energia delle batterie (Bess) e le batterie agli ioni di litio, avranno tutti un ruolo chiave nel fornire risultati affidabili. I sistemi di condizionamento che non utilizzano acqua sono particolarmente richiesti, e vedremo le richieste di prodotti refrigeranti con un alto tasso di riscaldamento globale (Gwp) diminuire gradualmente.

Nel prossimo futuro, inoltre, gli effetti degli eventi meteorologici straordinari legati al cambiamento climatico influenzeranno le decisioni su dove e come costruire nuovi data center e reti di telecomunicazione. Anche altri fattori, tra cui l’affidabilità e l’accessibilità della rete, le variazioni del clima a livello regionale, la disponibilità di acqua e di energia rinnovabile e sostenibile generata localmente, e i vincoli che limitano la produzione di energia e la quantità di elettricità destinata ai data center, giocheranno un importante ruolo nel processo decisionale.

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