STUDIO OVALE

Datagate, venti di pace tra Obama e la Silicon Valley

L’appello dei giganti del web alla Casa Bianca sortisce i primi effetti. Il presidente Usa si schiera per una “rete libera e aperta”. Presto il rapporto della task force incaricata di valutare eventuali modifiche agli attuali regolamenti in vigore

18 Dic 2013

Antonello Salerno

La lettera aperta indirizzata alla Casa Bianca in cui i giganti del web esprimevano le loro preoccupazioni e chiedevano provvedimenti per uscire con la massima trasparenza dal cosiddetto “datagate”, ha avuto già un effetto importante nell’arco di 10 giorni. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti incontrato ieri i massimi esponenti della Silicon Valley, e li ha rassicurati rispetto ai loro timori di vedere anche gli affari – oltre che le libertà individuali – penalizzati dall’invadenza dei controlli di sicurezza, più o meno leciti e più o meno alla luce del sole. Un’occasione per vedersi, confrontarsi e cercare un punto d’accordo, tra le preoccupazioni del mondo della tecnologia e le esigenze dell’amministrazione rispetto alle operazioni di spionaggio della National Security agency.

Tra le richieste dei giganti del Web anche quella di poter rendere pubbliche le richieste provenienti dall’amministrazione sui dati sensibili degli utenti. L’incontro privato è durato circa due ore, e ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo, insieme a Barack Obama e ai vertici amministrativi della Casa Bianca, Tim Cook (Apple), Dick Costolo (Twitter), Chad Dickerson (Etsi), Reed Hastings (Netflix), Drew Houston (Dropbox), Marissa Mayer (Yahoo!), Burke Norton (Salesforce), Mark Pincus (Zynga), Shervin Pishevar (Sherpa Global), Brian Roberts (Comcast), Erika Rottenberg (LinkedIn), Sheryl Sandberg (Facebook), Eric Schmidt (Google), Brad Smith (Microsoft), Randall Stephenson (At&t).

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Mentre dall’amministrazione Usa non sono trapelati dettagli sulla riunione, se non una generica soddisfazione per la costruttività del clima. I rappresentanti delle aziende hanno diffuso un comunicato congiunto in cui affermano di apprezzare “l’opportunità di condividere direttamente con il presidente i nostri principi sui temi della sorveglianza del Governo che abbiamo realizzato la scorsa settimana, manifestandogli l’urgenza di agire e mettere mano in tempi molto rapidi a una riforma”. Una sollecitazione, rispondono dalla Casa Bianca, che il presidente Obama, che nell’occasione avrebbe confermato ai presenti di credere a una rete libera e aperta, “terrà in considerazione, come quella di tutti gli stakeholder esterni, nel portare a termine la revisione delle regole su questi temi”.

Intanto la task force messa in piedi dal presidente per rivedere le norme in questo campo ha presentato nelle scorse ore il proprio report al presidente, consigliando più di 40 cambiamenti, tra i quali la richiesta che le intercettazioni finora acquisite siano custodite da una parte terza. I risultati del lavoro di questi esperti saranno con ogni probabilità resi pubblici dall’amministrazione all’inizio del 2014.