LO STUDIO

Design Thinking chiave di innovazione, svolta “creativa” per il business

Il nuovo approccio alla digital transformation punta a guidare aziende e manager verso la ridefinizione dei processi in scenari di incertezza e shock economico-sociali. L’analisi dell’Osservatorio della School of Management del Polimi

08 Apr 2022

L. O.

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“Volatility, Uncertainty, Complexity & Ambiguity”: sono queste le coordinate con cui il tessuto economico e sociale mondiale si sta trovando a fare i conti nell’era del Covid e del conflitto Russia-Ucraina. Uno scenario che richiede nuovi approcci e metodi per affrontare problemi difficili da definire e inquadrare. E in questo senso il Design Thinking sta affermandosi come “approccio creativo” alla risoluzione di nuove sfide.

L’approccio Design Thinking

Emerge dall’analisi dell’Osservatorio Design Thinking for Business della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui in tempi straordinari, in cui gli shock sono sempre più impattanti e inaspettati, il Design Thinking può dare un aiuto e una risposta, portando alla ridefinizione dei problemi tramite logiche creative che aiutino a capirne meglio la natura, e trovare nuove soluzioni. capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione e una gestione creative.

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In particolare, in un contesto in continua evoluzione in cui fare piani di investimento o innovazione a diversi anni diventa sempre più difficile vista l’impredicibilità del contesto economico, politico e sociale in cui le imprese sono immerse, nuove logiche e nuovi approcci sono fondamentali. “Proprio in questo contesto – si legge nell’analisi – in cui ridefinire i problemi al fine di trovare quelli che sono veramente di valore per l’umanità è l’obiettivo principale che si pone il Design Thinking”.

Un nuovo framing per la soluzione di problemi

“Nei progetti innovativi la sfida da affrontare non è mai ben definita – afferma Claudio Dell’Era, Direttore dell’Osservatorio Design Thinking for Business -. È necessaria una maggiore comprensione. Lo scopo del Design Thinking è proprio quella di accompagnare per mano aziende e manager nel processo di innovazione, ridefinendo il reale e dandogli una nuova cornice. Tutto ciò nella consapevolezza che nel definire e ridefinire il problema, non si sta perdendo tempo, anzi si sta già approcciando la risoluzione delle sfide stesse”.

Ecco le tre fasi del processo

Analogical Reasoning (ragionamento analogico), Associative Thinking (pensiero associativo) e Abductive Reasoning (ragionamento abduttivo) sono tre logiche creative che permettono di affrontare le sfide dell’innovazione.

Il ragionamento analogico descrive come gli individui estraggano la conoscenza da una fonte e la trasferiscano ad un obiettivo. Il pensiero associativo consiste nel creare e trovare link tra informazioni e conoscenze distanti che non sono per nulla collegate. Il ragionamento abduttivo crea nuova conoscenza attraverso la formazione di ipotesi esploratorie che pongono proposte plausibili di spiegazione con lo scopo di riconciliare le differenze tra diverse informazioni e conoscenze.

Design Thinking per scenari what-if

Lo studio mostra come queste tre logiche vengono differentemente adottate in risposta ad una diversa formulazione della sfida di innovazione che ci si trova a dover fronteggiare. In particolare, tutte e tre le logiche ottengono risultati simili quando il problema da affrontare è ben definito, ma il ragionamento analogico mostra valori significativamente inferiori nelle sfide dell’innovazione mal definite in cui invece, le operazioni di estrazione delle differenze, trasformazione dell’insieme di informazioni e costruzione immaginativa appaiono particolarmente utili. Da ultimo, in un problema quasi ben definito, invece, il ragionamento abduttivo è percepito come prezioso ed efficace, e soprattutto le operazioni di costruzione immaginativa attraverso la costruzione di scenari what-if sono tra le più efficaci e con molteplici spiegazioni possibili.

Operazioni creative al centro

Le logiche creative sono caratterizzate da una serie di operazioni creative che si differenziano a seconda delle logiche stesse. In particolare, le operazioni creative che abilitano il pensiero associativo risultano efficaci in problemi mal definiti. Mentre le operazioni creative del ragionamento abduttivo sono più efficaci di altre in problemi quasi ben definiti e il ragionamento analogico è più efficace in sfide di innovazione ben definite.

In un problema “quasi ben definito”, il ragionamento abduttivo è percepito come prezioso ed efficace. In una situazione in cui la sfida dell’innovazioone è quasi definita ma non del tutto vincolata da obiettivi specifici e chiare direzioni risolutive, avere la capacità di immaginare scenari probabili, possibili e plausibili è considerato un aspetto importante per gestire il problema stesso. In effetti, dedurre e creare possibili spiegazioni per la definizione di un problema può aiutare a vedere aspetti non intenzionali ed esplorare il cosidettà spazio del problema.

Le analogie con soluzioni esistenti

Infine, passando al ragionamento analogico e alla sua efficacia in sfide di innovazione ben definite, ciò che emerge è che il supporto di casi già esistenti sembra efficace in sfide di innovazione ben definite. Soluzioni simili e casi o stimoli ispiratori sono riconosciuti come gli elementi più efficaci alla base delle operazioni creative dell’incarnazione basata sulla similitudine. Creare analogie con soluzioni già esistenti può aiutare i manager ad affrontare problemi ben definiti nella gestione della sfida dell’innovazione che li attende. Creare analogie con soluzioni reali aiuta gli innovatori a vedere le opportunità nello spazio problematico e a comprendere ancora meglio la sfida.

A fronte di sfide di innovazione che differiscono per definizione e predisposizione all’innovazione le logiche creative che abilitano e supportano i processi di Design Thinking nel fare framing e reframing cambiano per appropriatezza e valore mostrato. Questo aiuta manager e imprenditori che affrontano sfide sempre più complesse nel meglio gestirle e comprenderle facilitando quindi una riflessione iniziale che aiuta a valorizzare poi il processo risolutivo.

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