GAZZETTA UE

Digital Markets Act: norme in vigore da novembre

Sei mesi per adeguarsi, da maggio 2023 scatta la fase a regime. Multe fino al 10% del fatturato per chi non rispetterà le regole. Più tutele per gli utenti sul fronte privacy e fruizione delle app. Si accelera anche sul Digital Services Act

12 Ott 2022
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Il Digital markets act (Dma), il regolamento sui mercati digitali, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. La nuova normativa entrerà in vigore a partire da novembre e inizierà ad applicarsi a partire da inizio maggio 2023. Il Dma è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2020 insieme al Digital Services Act (Dsa).

Con queste nuove norme la Ue mira ad innovare il contesto regolatorio per garantire che gli utenti digitali abbiano accesso a prodotti sicuri e proteggere i diritti fondamentali degli utenti e consentire una concorrenza libera e leale nei settori digitali per stimolare l’innovazione e la crescita.

Digital Markets Act, cosa prevede

Il Dma  definisce nuove regole per le grandi piattaforme online (“gatekeeper”). Esse devono ora garantire che l’annullamento dell’iscrizione ai servizi di base della piattaforma sia altrettanto facile dell’iscrizione nonché garantire l’interoperabilità delle funzionalità di base dei servizi di messaggistica istantanea. Inoltre devono dare agli utenti commerciali l’accesso ai loro dati di marketing o di performance pubblicitaria sulla piattaforma e informare la Commissione europea delle loro acquisizioni e fusioni.

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Non sarà più possibile per le aziende classificare i propri prodotti o servizi più in alto rispetto a quelli degli altri (auto-preferenziazione) e preinstallare determinate applicazioni o software, impedendo agli utenti di disinstallare facilmente tali applicazioni o software. Inoltre i software più importanti, come ad esempio i browser web, non potranno più essere installati di default su un sistema operativo.  Agli sviluppatori non sarà più impedito di utilizzare piattaforme di pagamento di terze parti per la vendita delle app. Stop, infine, al riutilizzo dei dati privati raccolti durante un servizio ai fini di un altro servizio.

Chi sono i gatekeeper

Il Dma considera gatekeeper le imprese da 7,5 miliardi di fatturato annuo, con 45 milioni di utenti mensili e una posizione di mercato stabile e duratura

I gatekeeper dovranno adottare la massima trasparenza su come gestisce i dati degli utenti, deve permettere loro di uscire dal servizio con la stessa facilità con cui sono entrati, permettere agli utenti di usare app e servizi di terze parti che possono scambiare dati con la piattaforma del gatekeeper e molto altro.

Le sanzioni

Se una grande piattaforma online viene identificata come gatekeeper, dovrà conformarsi alle regole della Dma entro sei mesi e se un gatekeeper viola le regole stabilite dal Dma, rischia una multa fino al 10% del suo fatturato mondiale totale. In caso di recidiva, può essere comminata una multa fino al 20% del suo fatturato mondiale. Se un gatekeeper non rispetta sistematicamente la Dma, ossia viola le regole almeno tre volte in otto anni, la Commissione europea può avviare un’indagine di mercato e, se necessario, imporre rimedi comportamentali o strutturali.

Il Digital Services Act

In dirittura d’arrivo anche il Digital Service Act, il secondo pilastro del pacchetto regolatorio Ue che mira ad innovare le norme dell’economia digitale, dopo il via libera definitivo dal Consiglio Ue, così come concordato in primavera dai co-legislatori. In base al Dsa le piattaforme online, come i social media e i mercati, dovranno adottare – in sintesi – misure per proteggere i propri utenti da contenuti e beni illegali. Piattaforme e servizi online molto grandi saranno soggetti a obblighi più severi, proporzionati ai rischi che rappresentano per la società. Le grandi aziende tecnologiche dovranno essere più trasparenti sulle loro operazioni e agire per prevenire la diffusione della disinformazione e gli effetti negativi sui diritti fondamentali. La pubblicità mirata sarà limitata e i “modelli oscuri” e altre pratiche ingannevoli saranno bandite.

Digital Services Act, cos’è e cosa prevede

La legge sui servizi digitali si concentra sulla creazione di un ambiente online più sicuro per gli utenti e le imprese digitali e sulla protezione dei diritti fondamentali nello spazio digitale e a tal fine definisce nuove norme in materia di:

  • contrasto dei contenuti illegali online, compresi beni, servizi e informazioni, nel pieno rispetto della Carta dei diritti fondamentali
  • lotta ai rischi sociali online
  • tracciabilità degli operatori commerciali nei mercati online
  • misure di trasparenza per le piattaforme online
  • vigilanza rafforzata

A tal fine verranno definiti una serie di responsabilità e un quadro chiaro in materia di trasparenza e responsabilità per i prestatori di servizi intermediari come:

  • mercati online
  • social network
  • piattaforme per la condivisione di contenuti
  • piattaforme ricettive e di viaggio online

Di conseguenza, tutti gli intermediari online che offrono i loro servizi nel mercato unico, siano essi stabiliti nell’Ue o al di fuori di essa, dovranno conformarsi alle nuove norme.

Le imprese saranno soggette a obblighi proporzionati alla natura dei servizi da loro offerti nonché alla loro dimensione e al loro impatto. Ciò significa che le piattaforme online di dimensioni molto grandi e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi dovranno rispettare requisiti più rigorosi.

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