E-fattura essenziale per 3 Pmi su 4. E il 46% la utilizza anche senza obblighi - CorCom

IL REPORT

E-fattura essenziale per 3 Pmi su 4. E il 46% la utilizza anche senza obblighi

Fra i vantaggi percepiti la riduzione degli errori, la facilità di condivisione e l’eliminazione della carta con effetti ecosostenibili. Indagine Aruba-Idc

13 Dic 2021

Quasi il 75% delle aziende fino a 5 addetti considera ormai la fatturazione elettronica essenziale per la digitalizzazione della propria azienda, dato che sale all’83% tra le Pmi che contano tra i 6 e i 20 dipendenti, ossia quelle che assicurano valori maggiori di fatture. Tra queste, infatti, il 46,1% registra mensilmente volumi compresi tra 10 e 100 fatture elettroniche inviate e ricevute, il 39,7% ne rileva tra le 100 e le 1000, mentre soltanto il 4,3% supera le 1000 fatture elettroniche al mese. Differente appare il quadro che riguarda le Pmi fino a 5 addetti, dove il 56,5% del campione registra tra le 10 e le 100 fatture elettroniche, mentre il 20,2% delle piccole aziende ne riporta meno di 10 e solo il 17% ne conta tra 100 e 1000. 

Sono alcuni dei più significativi dati che emergono dalla survey svolta dal cloud provider italiano Aruba in collaborazione con Idc, società di market intelligence e advisory, che hanno voluto così indagare sul livello di adozione della fatturazione elettronica tra le piccole e medie imprese italiane (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO), coinvolgendo un campione di 300 Pmi di comparti industria, commercio, finanza, servizi professionali, servizi alla persona e pubblica amministrazione locale.

Quel che emerge, fra le varie evidenze, è che a far registrare volumi maggiori di fatture elettroniche sono le aziende che appartengono ai settori del commercio e dell’industria, oltre alla pubblica amministrazione. Meno prolifiche risultano, invece, le piccole organizzazioni del comparto bancario e assicurativo con il 50% delle aziende intervistate che dichiara di emettere e ricevere meno di 10 fatture elettroniche al mese.

Oltre l’obbligo di legge

Era il 1° gennaio 2019 quando l’obbligo della fatturazione elettronica veniva esteso, attraverso la Legge di bilancio 2018, a tutti i soggetti in possesso di partita Iva, ad eccezione di quanti operavano in regime dei minimi e forfettario. Oggi manca solo il via libera dell’Europa per la proroga fino al 31 dicembre 2024 della sua obbligatorietà, e per l’inclusione delle partite Iva in regime forfettario tra i soggetti a cui si potrà ora estendere l’adempimento. Davanti a queste prescrizioni, l’indagine rivela un dato interessante: l’utilizzo della fatturazione elettronica vada oltre l’obbligo di legge. È infatti il 46% delle Pmi a farne uso pur senza esserne obbligate, dato che cresce al 58% tra le aziende del settore finanza e al 76% nel settore dei servizi professionali.

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Riguardo agli interlocutori principali, dall’indagine Aruba-Idc si scopre che oltre il 71% delle interazioni avviene con altre aziende, il 17% con privati cittadini e quasi il 12% con la pubblica amministrazione. In particolare, i comparti industria e commercio utilizzano la fatturazione elettronica quasi esclusivamente con altre aziende (oltre il 90%). finanza e servizi professionali e alla persona, pur utilizzando la fatturazione elettronica mediamente nel 60% dei casi per interloquire con altre imprese, registrano circa il 30% di interazioni con i privati cittadini, mentre sono soprattutto le amministrazioni locali ad utilizzare lo strumento verso la pubblica amministrazione (47%).

Facilità di condivisione, riduzione dei rischi, eco-sostenibilità

I benefici della fatturazione elettronica vengono, quindi, avvertiti in modo particolare dalle organizzazioni più strutturate, ma ci sono differenze significative tra i diversi settori: ‘la condivisione di fatture con clienti e fornitori’ viene, ad esempio, percepito come il principale vantaggio soprattutto dalle aziende del comparto industria (46%) e lo stesso vale per il commercio, dove riveste pari importanza anche la ‘riduzione dei rischi di errori manuali e di trasmissione’ (35%).

Semplificazione degli adempimenti fiscali ed eco-sostenibilità sono, invece, i vantaggi principali constatati dalle aziende appartenenti al settore dei servizi professionali (37%). Una percezione differente si registra nel settore finanza, che vede tra le utilità maggiori la ‘collaborazione più immediata con il commercialista’ e ‘l’eliminazione del costo della carta e degli archivi documentali’. Gli stessi plus riscontrati dalle aziende con un volume di fatture elettroniche più elevato.

I traguardi raggiunti in questi tre anni dalla fatturazione elettronica sono encomiabili. Come si legge nell’atto della Commissione europea, l’Italia ha ‘pienamente conseguito’ gli obiettivi prefissati, riducendo i costi amministrativi delle imprese e consentendo loro un risparmio di tempo, spazio e sicurezza di archiviazione – ha commentato Gabriele Sposato, direttore marketing di Aruba –. Benefici riscontrati anche dalle Pmi italiane che hanno compreso come la fatturazione elettronica stia aiutando a creare cultura digitale e come, sempre di più, si stia dimostrando uno strumento essenziale per monitorare in tempo reale il polso dell’economia italiana”.

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