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E-recruiting alla svolta 4.0, sugli scudi chatbot e gamification

Cresce il numero di imprese che si affida a software per la selezione del personale. Lo Storto (Luiss): “Il digitale cruciale per avanzare le candidature ma servono competenze per usare al meglio i nuovi strumenti tecnologici”

02 Mag 2018

Federica Meta

Giornalista

Curriculum video per raccontare le proprie esperienze, intelligenza artificiale e applicazioni che con un click velocizzano i processi di selezione del personale. E poi ancora social network: secondo il Jobvite recruiter Nation Report 2016, ben l’87% dei selezionatori utilizza Linkedin per valutare i candidati; il 43% utilizza Facebook e il 22% Twitter. Per arrivare alle piattaforme di gamification e chatbot, che calcolano le competenze dei candidati attraverso brevi giochi di logica e l’analisi di parametri quali il tono della voce, la velocità di risposta e persino le espressioni facciali. Nel mercato del lavoro si apre dunque l’era del recruiting 4.0. “Nel futuro sarà sempre più il digitale lo strumento per avanzare candidature – spiega il dg Luiss, Giovanni Lo Storto – ma resta fondamentale sapersi valorizzare e raccontarsi nel modo giusto, anche attraverso un uso intelligente e consapevole dei social network, spesso sottovalutati dagli stessi ragazzi ma invece molto considerati nei processi di selezione”.

Secondo Lo Storto di fronte alla digitalizzazione dei mestieri “non dobbiamo perdere di vista mai il fattore umano. Presto inizieremo a chiamare l’algoritmo con una nuova parola ‘androritmo’, tecnologia al servizio delle persone. Per questo agli studenti dobbiamo consigliare di investire in sé stessi, seguendo sempre le proprie aspirazioni, perché è nella formazione e nell’amore per la conoscenza che sapranno indirizzare il cambiamento.”

La Luiss organizza il 4 maggio la 22esima edizione del Career day dell’Università: la  manifestazione annuale organizzata dall’ateneo per far incontrare i propri laureati con oltre 100 imprese, istituzioni, studi legali e realtà internazionali, in cerca di giovani talenti in modalità 4.0. Titolo dell’appuntamento di quest’anno “Impronte digitali”, come lasciare il segno nella nuova era dell’e-recruiting.

Il recruiting 4.0 rappresenta una sfida cruciale per le aziende. Nel mondo anglosassone cresce il numero di imprese che si affidano all’algoritmo per selezionare il personale: secondo i dati pubblicato sul Guardian, negli Stati Uniti il 72% dei curriculum non è esaminato da recruiter in carne ed ossa ma da software. Ikea ha di recente annunciato che utlizzerà il robot Vera per assumere nuovi lavoratori. Lanciato nel 2017 da una startup russa, il robot è uno dei primi esempi di uso dell’intelligenza artificiale per le risorse umane su larga scala. Vera è capace d’intervistare 1.500 possibili candidati in un giorno di lavoro.

Il robot è già usato da 200 compagnie russe. “Il programma funziona come Uber ovvero tramite una app che mette in collegamento autisti e utenti, ma nel caso di Vera, precisa Kostarev “anziché una vettura, Vera chiama gruppi di persone che si sono candidate per una determinata posizione lavorativa”.

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