L'OPERAZIONE

Amazon, faro dell’Antitrust Usa sul deal con iRobot

Nel mirino della Federal Trade Commission l’acquisizione da 1,7 miliardi: si punta a valutare se l’accordo possa aumentare la quota di mercato del colosso dell’e-commerce nel settore dei device connessi, violando le leggi sulla concorrenza

05 Set 2022

Federica Meta

Giornalista

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Faro antitrust negli Usa sul deal Amazon-iRobot. La Federal Trade Commission ha acceso i riflettori sull’acquisizione da 1,7 miliardi di dollari da parte del colosso dell’e-commerce della  società che produce aspirapolveri robot: si punta a  valutare se l’accordo viola o meno la legge antitrust. A riportare la notizia Politico.

Amazon ha rifiutato di commentare, mentre iRobot e la Ftc non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento di Reuters. L’esame di iRobot da parte della Federal Trade Commission, si legge nel report, è di ampio respiro e valuterà l’aumento della quota di mercato di Amazon nel mercato dei dispositivi connessi e della vendita al dettaglio in generale. La Federal Trade Commission sta indagando anche sull’accordo da 3,9 miliardi di dollari di Amazon per l’acquisizione di 1Life Healthcare, società che gestisce le cliniche di cure primarie One Medical.

Non è la prima volta che la Ftc mette sotto osservazione le operazioni di Amazon. A marzo 2021 la Ftc ha avviato un’indagine sulla compagnia di Jeff Bezos per verificare l’esistenza di tattiche potenzialmente fuorvianti utilizzate per convincere le persone a iscriversi al proprio servizio Prime. L’indagine formale non è stata confermata fino a metà agosto, quando l’agenzia ha reso pubblica la consegna di un documento legale da parte della società che aveva definito l’attività del garante una “Persecuzione”, riferendosi all’atteggiamento ostile, continuo e mirato della Ftc, che avrebbe come obiettivo non solo l’azienda, ma anche i suoi top manager, compresi il fondatore Jeff Bezos e l’amministratore delegato Andy Jassy.

Amazon aveva annunciato l’acquisizione di iRobot ad agosto. È la quarta più grande acquisizione della compagnia di Jeff Bezos, dopo la catena alimentare Whole Foods, gli studi cinematografici Mgm e le cliniche ospedaliere One Medical. L’annuncio ha sollevato subito alcune preoccupazioni in fatto di privacy: gli aspirapolveri smart di iRobot registrano infatti i dati spaziali delle case, creando una sorta di mappatura delle abitazioni. Ebbene quelle informazioni potrebbero essere usate a fini commerciali da grandi compagnie come la stessa Amazon.

“Per iRobot la sicurezza dei prodotti e la privacy dei clienti – ha assicurato Colin Angle, fondatore e ceo di iRobot – sono di estrema importanza. Sappiamo che i clienti ci accolgono nelle loro case perché confidano che i nostri prodotti li aiuteranno nella loro quotidianità e che noi rispetteremo le loro informazioni. Prendiamo questo aspetto con molta serietà. Una volta acquisiti da Amazon, il nostro impegno nei confronti dei dati e della privacy dei clienti rimarrà invariato”.

L’operazione

Per comprare iRobot Amazon ha messo sul piatto 1,7 miliardi di dollari, pari a 61 dollari per ogni azione della società.

Secondo l’offerta avanzata da Amazon la transazione avverrà interamente in contanti e include anche il debito netto della società. Secondo gli accordi preliminari l’attuale ceo Colin Angle rimarrà alla guida dell’azienda.

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iRobot è un’azienda globale di robot di consumo che progetta e costruisce macchinari domestici che aiutano per le pulizie della casa. iRobot ha introdotto il primo robot aspirapolvere Roomba nel 2002 e da allora ha progettato altri robot che aiutano nelle faccende di casa, dal togliere la polvere, allo svuotamento dei cestini.

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