L'INDAGINE

Elon Musk di nuovo nel mirino dei regolatori Usa: ipotesi di insider trading

Secondo il Wsj, il Ceo di Tesla sarebbe finito sotto la lente della Sec per compravendite sospette di azioni: il fratello avrebbe ceduto 109 milioni di dollari di quote il giorno prima del sondaggio su Twitter sul futuro dell’Ad

25 Feb 2022

Veronica Balocco

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La Securities and exchange commission, ente regolatore del mercato finanziario degli Stati Uniti, ha intrapreso accertamenti in merito alle compravendite di azioni del fondatore e amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, ipotizzando il reato di insider trading. Nell’indagine è coinvolto anche il fratello Kimbal Musk, che siede nel consiglio di amministrazione della società.

Lo riferisce il quotidiano “Wall Street Journal”, secondo cui l’indagine si concentra sulla massiccia vendita di azioni di Tesla effettuata da Musk lo scorso anno. L’operazione, del valore di 108 milioni di dollari, aveva innescato un brusco ritracciamento del titolo dell’azienda in borsa. Musk aveva preceduto la vendita – pari a circa il 10 per cento della sua partecipazione all’azienda – con un sondaggio su Twitter. Secondo i regolatori Usa, Musk potrebbe aver anticipato privatamente la pubblicazione del sondaggio al fratello.

Azioni vendute prima del sondaggio su Twitter

Secondo quanto riferito, l’indagine della Sec è iniziata l’anno scorso e si concentra sulle vendite di azioni di Kimbal Musk avvenute un giorno prima che Elon Musk chiedesse ai suoi decine di milioni di follower su Twitter di votare in un sondaggio informale, dicendo loro che il loro voto avrebbe determinato il futuro delle sue partecipazioni in Tesla. Ultimamente si parla molto di guadagni non realizzati come mezzo di elusione fiscale – aveva twittato Musk il 6 novembre 2021 -, quindi propongo di vendere il 10% delle mie azioni Tesla. Mi sostieni?”. Circa 3.519.252 persone avevano risposto e il 57,9% di loro aveva votato “Sì” secondo il conteggio mostrato da Twitter. Kimbal Musk aveva venduto circa 109 milioni di dollari di azioni il giorno prima del sondaggio.

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Le azioni di Tesla sono scese in seguito alla notizia dell’indagine Sec, ma si sono riprese e sono aumentate di oltre il 4% negli scambi pomeridiani. Erano in aumento dalla fine di ottobre 2021, dopo un  forte terzo trimestre e l’annuncio della  società di autonoleggio Hertz di un ordine di 100.000 veicoli Tesla per la sua flotta. 

L’accusa di Musk: “Indagini incessanti dalla Sec”

Musk era già stato coinvolto nel 2018 in una battaglia con la Sec con l’accusa di  frode sui titoli civili. Tesla, Musk e la Sec avevano poi raggiunto un accordo transattivo, rivisto nel 2019, per risolvere le accuse. Come parte dell’accordo, Musk ha dovuto rinunciare al suo ruolo di presidente del consiglio di amministrazione di Tesla per 3 anni e non ha potuto rivendicare l’innocenza dopo l’accordo, anche se l’accordo non era  di fatto una determinazione di colpevolezza. Musk ha recentemente accusato la Sec di “indagini incessanti” che equivarrebbero a “molestie e di ritorsioni” contro di lui per le sue critiche pubbliche ai regolatori finanziari federali.

Voci di un nuovo stabilimento in Cina

Intanto, sul fronte industriale, rumors internazionali rivelano che Tesla starebbe pensando di costruire una nuova fabbrica a Shanghai. Secondo indiscrezioni, lo stabilimento sorgerà nella zona di libero scambio di Lingang, accanto alla gigafactory già gestita da Tesla. Lo scorso anno la società di Elon Musk ha descritto la sua fabbrica in Cina un “centro di produzione cruciale”, affermando di aver consegnato 484.130 veicoli nel 2021. Per il momento la società non ha confermato le indiscrezioni.

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