Facebook, mea culpa sulla pubblicità: report sballati, si cambia - CorCom

SOCIAL MARKETING

Facebook, mea culpa sulla pubblicità: report sballati, si cambia

Il social ammette alcuni errori nei rapporti inviati agli inserzionisti. Sotto accusa la durata della visualizzazione video e gli spot “fantasma”. Asse con Nielsen e comScore per la revisione delle metriche

17 Nov 2016

Andrea Frollà

Facebook rivedrà le metriche dei contenuti pubblicitari. E lo farà in collaborazione con colossi del calibro di Nielsen e comScore. Il social network corre ai ripari dopo aver scoperto nuovi problemi nella misurazione dell’interazione fra utenti e contenuti sponsorizzati. Un’ammissione pubblica che punta a tranquillizzare gli inserzionisti, offrendo loro maggiore chiarezza dopo le critiche sollevate nei scorsi mesi dagli stessi sponsor.

Nel mirino il sistema di Facebook che stabilisce i prezzi da far pagare, sotto accusa per alcuni errori nei report inviati agli inserzionisti. Fra gli errori rinvenuti c’è la sovrastima del numero delle persone esposte a post che non erano inserzioni a pagamento. Un altro errore riguarda invece stime inferiori del numero delle persone che guarda i video pubblicitari fino alla fine. “Alcuni degli errori hanno maggiore impatto rispetto ad altri”, spiega Facebook annunciando un maggior impegno nella correzione dei difetti delle metriche.

WEBINAR
16 marzo - Scopri come far conoscere il tuo progetto innovativo a oltre 160 CIO!
Digital Transformation
Marketing

Si tratta comunque solo di quattro misure mal calcolate sulle oltre 220 usate dal social network, ma gli sponsor si aspettano da Facebook la perfezione. Gli inserzionisti, che usano la piattaforma di Mark Zuckerberg per raggiungere oltre un miliardo di utenti presenti su Facebook, hanno già chiesto negli anni passati che siano società terze a valutare i dati di Facebook.

Non perdere gli inserzionisti, anzi far spendere loro di più, è la prima preoccupazione di Facebook, visto che la pubblicità è il motore economico del social e rappresenta la quota maggiore sul totale ricavi della società. “’I clienti vogliono avere fiducia quando assumono le loro decisioni di investimento – commenta Carolyn Everson, vice presidente per le soluzioni globali di marketing di Facebook -. Vorrei che fossimo considerati trasparenti. Vogliamo mostrare il nostro impegno in questo senso”.