Facebook pagherà i giornali francesi: accordo di licensing sulle news - CorCom

COPYRIGHT

Facebook pagherà i giornali francesi: accordo di licensing sulle news

Il social media potrà pubblicare gli articoli a fronte di un’adeguata remunerazione. L’intesa con l’associazione di settore Apig in linea con la Direttiva Ue sul diritto d’autore

21 Ott 2021

Patrizia Licata

giornalista

Accordo sul copyright tra Facebook e gli editori francesi di notizie: il social media pagherà alle testate riunite nell’associazione Apig (Alliance de la presse d’information generale) i diritti di pubblicazione dei loro contenuti sulla sua piattaforma. La notizia è stata data da Facebook e arriva a poche settimane da accordi simili siglati separatamente con i giornali Le Monde e Le Figaro.

L’intesa con l’Apig, che rappresenta giornali nazionali e regionali, è un accordo di licensing in base al quale, e in linea con la Direttiva europea sul copyright, “Facebook ottiene e remunera le licenze per i diritti ancillari”.

In aggiunta l’accordo dà alle testate dell’Apig la possibilità – per chi lo desidera – di partecipare al servizio Facebook News che sarà lanciato in Francia a gennaio 2022.

Più entrate per gli editori. E anche Google dovrà rinegoziare

“I termini su cui abbiamo raggiunto l’intesa permetteranno a Facebook di applicare la direttiva europea e la legge francese e al tempo stesso di generare entrate sufficienti per gli editori dell’Alliance, specialmente i più piccoli”, ha commentato Pierre Louette, presidente dell’Apig e ceo del gruppo Les Echos-Le Parisien.

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I diritti ancillari o diritti di vicinato sono previsti esplicitamente nella direttiva copyright dell’Ue adottata nel 2019. La Francia è stato il primo Paese a trasporre la direttiva europea nella legislazione nazionale. (L’Italia pure è stata tra i primi in Europa a legiferare sulla direttiva relativa al copyright ma si è trovata in ritardo sui decreti attuativi. Oggi il via libera del Parlamento che ha approvato all’unanimità lo schema di decreto che recepisce la direttiva europea).

Anche Google sta negoziando con le testate dell’Apig e ha raggiunto un accordo di base a gennaio sul pagamento dei diritti ancillari. Ma i termini sono in fase di revisione per tenere conto della condanna inflitta a Google dall’Antitrust francese, con relativa sanzione di 500 milioni di euro, per non aver trattato “in buona fede” – ha detto il regolatore – con gli editori francesi. Ora il gigante americano dovrà proporre una nuova offerta di remunerazione per le notizie.

Facebook News è già attivo in Uk

Facebook News è già attivo nel Regno Unito da gennaio 2021: il social network paga gli editori britannici per i loro contenuti veicolati attraverso il nuovo servizio del social media. Facebook News è un’app che presenta notizie curate e personalizzate da centinaia di pubblicazioni nazionali, locali e di lifestyle.

La funzionalità stata lanciata negli Stati Uniti a giugno del 2020 e il Regno Unito è il secondo paese ad avervi accesso. L’anno prossimo sarà estesa ad altri mercati europei.

La Direttiva Ue sul diritto d’autore

La Direttiva 2019/790/Eu, quella sul diritto d’autore e i diritti connessi nel mercato unico digitale, e la Direttiva 2019/789/Eu, che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili ad alcune trasmissioni online degli organismi di diffusione radio-tv e ritrasmissioni di programmi tv e radio – si pongono l’obiettivo di modernizzare le norme dell’Ue sul diritto d’autore e di consentire a consumatori e creatori di sfruttare al meglio il mondo digitale. Sono intese a rafforzare la posizione delle industrie creative, consentire un maggiore utilizzo del digitale nella società e facilitare la distribuzione di programmi radiofonici e televisivi in tutta l’Unione europea.

Fra i temi più rilevanti disciplinati nel disegno di legge c’è la direttiva sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale, attesa da tempo dagli operatori del settore giornalistico, dello spettacolo e della cultura, che lamentava da tempo il fatto chele grandi piattaforme web non pagassero alcun diritto per lo sfruttamento delle loro opere.

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