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Facebook punta sulla Cina, via al nuovo team di R&D

Composta da 10 ingegneri, la task force si occuperà di sviluppare strumenti di marketing digitale per i clienti asiatici che hanno la necessità di superare il Great Firewall. Le attività saranno basate a Singapore, per la prima volta fuori dalla Silicon Valley

07 Gen 2020

D. A.

Un nuovo team di ingegneri per potenziare le revenue dell’attività pubblicitaria in Cina. È ciò che sta mettendo insieme, a Singapore, Facebook, secondo tre persone informate dai fatti citate da Reuters. Il gruppo di lavoro della sede centrale della regione Asia-Pacifico avrà dunque il compito di sviluppare strumenti di acquisto di annunci per i clienti cinesi che vogliono superare il Great Firewall, ovvero le restrizioni all’uso di Internet vigenti in Cina.

Una delle persone sentite da Reuters lo ha descritto come il primo tentativo significativo di Facebook di sviluppare strumenti pubblicitari localizzati al di fuori della sede centrale della Silicon Valley, dove precedentemente si svolgevano le attività di R&D relative alla Cina. Si tratterà di una decina di risorse, tra cui Hao Xu, in Facebook da quasi nove anni e quindi un veterano della società. Il nuovo avamposto di ingegneria rileverà anche le tendenze emergenti e lavorerà per migliorare l’offerta nei Paesi limitrofi. La società d’altra parte ha confermato la creazione del team: un portavoce ha dichiarato che servirà “l’Asia e i nostri inserzionisti globali”.

L’importanza strategica del mercato cinese

Secondo gli analisti, Facebook vende più di 5 miliardi di dollari all’anno di spazi pubblicitari a soggetti privati – tra cui imprese attive in settori come la moda, i social media e i giochi – e agenzie governative cinesi che vogliono promuovere i propri messaggi all’estero. Un volume d’affari che rende la Cina il più grande Paese, in termini di ricavi, dopo gli Stati Uniti, che hanno realizzato vendite pubblicitarie per 24,1 miliardi di dollari nel 2018.

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Fino a non troppo tempo fa, Mark Zuckerberg sperava in un miglioramento dei rapporti con le autorità cinesi: nel 2016 aveva visitato l’ex Celeste impero con un viaggio ufficiale e avevo promesso di imparare il mandarino. I responsabili di prodotto di Facebook hanno anche intrapreso trasferte di “scambio di conoscenze” in Cina, condividendo coi propri interlocutori e concorrenti cinesi – come Tencent e Alibaba – competenze sulle funzionalità delle app e sugli strumenti pubblicitari. Ma nonostante questo le ambizioni della compagnia in Cina sono state alla fine disilluse dalle politiche Internet sempre più restrittive del governo cinese, come se non bastasse aggravate dall’inasprirsi della trade war con gli Stati Uniti.

Nonostante questo, le operazioni di vendita in Cina di Facebook sono andate avanti: nell’ultimo anno la società di Zuckerberg avrebbe coinvolto almeno una dozzina di grandi clienti cinesi in viaggi in India e in Medio Oriente e ha mostrato loro dati sui consumatori locali per incoraggiarli a commercializzare di più in quelle regioni piuttosto che negli Stati Uniti. Raggy Lau, titolare dell’agenzia pubblicitaria cinese Sterry, che lavora a contatto con 30 startup, ha detto a Reuters che si aspetta di aumentare la spesa su Facebook nel 2020. Il nuovo team di ingegneri, nel frattempo, mirerà a facilitare l’accesso per gli inserzionisti cinesi e migliorare i sistemi di rilevamento delle frodi, ha affermato una delle persone citate dall’agenzia di stampa.

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