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IL CASO

Il governo Usa difende Apple: “Sul fisco l’Ue cambi rotta”

Il dipartimento del Tesoro contro la multa miliardaria all’azienda per gli accordi con l’Irlanda: “La Commissione si erge ad autorità fiscale sovranazionale”. La replica: “Nessun pregiudizio contro aziende americane”

25 Ago 2016

A.S.

L’indagine dell’antitrust europeo sugli accordi fiscali dei colossi americani, tra i quali Apple, con alcuni Paesi Ue non va giù al governo americano: il dipartimento del Tesoro Usa (nella foto) annuncia che sta continuando a valutare “risposte potenziali nel caso in cui la Commissione resti sull’attuale rotta”.

In un white paper di 26 pagine che Washington ha inviato a Bruxelles l’amministrazione Obama sottolinea un “cambio di approccio” dell’antitrust europeo che “sembra estendere il ruolo della direzione generale della Concorrenza della Commissione Ue a quello di un’autorità fiscale sovranazionale”, intervenendo così di fatto sugli accordi internazionali sul piano fiscale. “Nei casi al vaglio della Commissione Ue – prosegue il documento del dipartimento del Tesoro Usa – non sono state date ai contribuenti informazioni preventive sul fatto che la Commissione avrebbe utilizzato in questo modo i propri poteri”.

Oltre che su Apple in Irlanda, le indagini della Commissione Ue riguardano anche le intese di Amazon e Fca con il Lussemburgo, e quelle di Starbucks con il Belgio.

Secca la replica della Commissione Europea: le regole che vietano agli stati membri di offrire condizioni fiscali particolari “ad alcune aziende selezionate e non ad altre sono in vigore da tempo – si legge in uno statement, in cui si sottolinea che la Ue non ha pregiudizi contro le compagnie Usa – Tutte le imprese, indipendentemente dalla loro nazionalità, se generano profitti in un Paese europeo, dovrebbero pagare le tasse in accordo con le leggi fiscali nazionali”.

Si tratta di una risposta indiretta anche alle considerazioni che il segretario al Tesoro Usa Jack Lew aveva indirizzato a Bruxelles, direttamente al presidente Juncker, nelle scorse settimane, in cui il rappresentante del Governo Usa aveva sottolineato che l’Ue “impone sanzioni retroattive sulla base di una nuova interpretazione degli aiuti di Stato”, e “sembra puntare alle imprese americane in modo sproporzionato”.

A commentare il “duello” interviene anche il Financial Times, che definisce la presa di posizione di Washington come un tentativo disperato di evitare le sanzioni a Apple, in quella che definisce come una “escalation della faida transatlantica

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