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LA STRATEGIA

Gualtieri: “Investimenti innovativi priorità di governo”

Il ministro dell’Economia: “Sarebbe opportuno che la quota di finanziamenti nazionali venisse scorporata dal calcolo del deficit strutturale”. Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici: “Serve un piano Economia 4.0”

13 Set 2019

F. Me

Far ripartire gli investimenti con un focus su quelli ad alto valore innovativo. Roberto Gualtieri, nuovo ministro dell’Economia, ha delineato la sua strategia un un’intervista a Repubblica. “Farli ripartire è una priorità assoluta – ha spiegato – puntando a innovazione e infrastrutture e con un focus particolare sulla sostenibilità  ambientale e sociale”.

Sono le stesse priorità della Commissione Ue guidata da Ursula Von der Leyen con cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, auspica di poter collaborare per fare l’Italia digitale. Si punta a chiedere alla Ue di scorporare gli investimenti tecnologici e verdi dal computo del patto di Stabilità, così come sottolineato da Gualtieri: “Sosteniamo l’idea di un Green New Deal presente nel programma del governo e della Commissione fondato su un piano straordinario di investimenti pubblici e privati. In questo quadro sarebbe opportuno che la quota di finanziamenti nazionali ricevesse un trattamento diverso da quello attuale e venisse scorporata dal calcolo del deficit strutturale”.

La strategia convince Confindustria Servizi Innovativi.  “Non possiamo che condividere le parole del ministro Gualtieri e concordare sulla necessità di mettere al centro delle politiche di sviluppo l’innovazione -commenta con Adnkronos/Labitalia Marco Decio, presidente di Confindustria Servizi innovativi e tecnologici – Ma negli investimenti in innovazione va incluso un nuovo Piano Economia 4.0: più ampio, capace di far crescere le Pmi, valorizzare il software italiano al centro dei processi di digitalizzazione, dare impulso a piattaforme digitali ed e-commerce che consentano anche alle pmi competere nei mercati internazionali”. “E con l’Europa – prosegue Decio – dobbiamo trovare rapidamente la soluzione condivisa ed europea alla digital tax: politiche fiscali verso i colossi del web capaci di garantire un quadro di regole uniformi per la leale e corretta concorrenza”, conclude.

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