GUERRA UCRAINA

Ericsson allunga lo stop alle attività in Russia, impatti sui conti

La multinazionale svedese estende il blocco, annunciato a febbraio, “fino a nuova comunicazione”. Messi a bilancio per il primo trimestre perdite e costi eccezionali per 95 milioni di dollari

11 Apr 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Ericsson ha annunciato di aver sospeso gli affari con i clienti in Russia “a data da destinarsi”, ovvero “fino a nuova comunicazione”, come ha chiarito l’azienda svedese. Ericsson ha così esteso lo stop deciso a febbraio e allora definito temporaneo.

L’azienda svedese si muove di pari passo con le sanzioni europee volte a colpire la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

I circa 600 dipendenti di Ericsson in Russia saranno messi in ferie pagate.

Stimato l’impatto sui conti del primo trimestre

Tra i maggiori clienti russi del vendor ci sono il principale operatore mobile del Paese, Mts, e il quarto operatore, Tele2.

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Ericsson ha anche messo in bilancio per il primo trimestre perdite e costi eccezionali per 0,9 miliardi di corone (95 milioni di dollari). Circa un terzo della somma impatta il flusso di cassa.

Un portavoce dell’azienda ha tuttavia chiarito a Bloomberg che le sue vendite complessive in Russia e Ucraina rappresentano meno del 2% delle vendite globali.  

L’azienda ha anche detto di essere in contatto con clienti e partner in merito alla sospensione a tempo indefinito delle consegne. La priorità, ha aggiunto, è assicurare la sicurezza dei dipendenti di Ericsson in Russia.

Fuga dalla Russia

Dall’inizio della guerra in Ucraina sono sempre più numerose le imprese occidentali che hanno chiuso le attività in Russia. L’ultima della lista è il produttore di chip Intel, che nei giorni scorsi ha annunciato la sospensione della sua operatività nel Paese dopo aver fermato le spedizioni ai clienti di Russia e Bielorussia.

Quasi tutte le grandi aziende tecnologiche hanno messo in campo azioni “punitive” nei confronti di Mosca. Meta, YouTube e Twitter hanno bloccato i canali di informazione legati a Russia Today e Sputnik, spesso accusati di diffondere disinformazione nell’invasione dell’Ucraina.

Apple ha sospeso la vendita di tutti i suoi prodotti in Russia e rimosso alcune app russe dai suoi App Store in tutto il mondo. L’azienda di Cupertino ha anche disabilitato il funzionamento di servizi come Apple Maps e di Apple Pay.

Microsoft sta rimuovendo Russia Today dal suo app store, mentre Netflix non rispetterà in Russia l’obbligo di trasmettere in diretta eventi e canali locali. Google Maps  ha bloccato funzionalità che forniscono informazioni in tempo reale su eventuali concentrazioni, per proteggere le persone. Airbnb, invece, ha annunciato che offrirà gratuitamente alloggi ai 100.000 rifugiati in fuga dall’Ucraina.

Anche la app cinese TikTok ha detto di aver limitato l’accesso ai media statali russi sulla sua piattaforma nell’Ue.

Un aiuto concreto è arrivato all’Ucraina da Elon Musk. I terminali Starlink hanno raggiunto il paese in risposta ad un appello di Mykhailo Fedorov, vice primo ministro ucraino. L’azienda ha inviato un camion pieno di router da distribuire a enti, organizzazioni e civili, in modo da poter restare connessi a internet. Starlink gestisce una costellazione di oltre 2.000 satelliti che garantiscono l’accesso a internet a livello globale indipendentemente dalle connessioni terrestri.

Nel 2021 Ericsson ha proseguito il percorso di crescita

Nel quarto trimestre del 2021 il vendor svedese delle Tlc ha messo a segno una crescita delle vendite adjusted del 2% anno su anno a 71,3 miliardi di corone, migliorato il margine lordo in tutti i segmenti (43,2%), riportato Ebit in aumento dell’8% a 11,9 miliardi di corone e utile netto di 10,1 miliardi pari a un incremento del +41% anno su anno. La crescita su base trimestrale è ancora più alta. Le vendite organiche della divisione Reti sono cresciute del 3% nel quarto trimestre nonostante le perdite in Cina (-ricavi a -3% pari a -1,8 miliardi di corone).

Nell’intero 2021 Ericsson ha riportato vendite organiche adjusted in crescita del 4% a 232,3 miliardi di corone, con la divisione Reti che migliora del 7%. 

La crescita è trainata dalle implementazioni di rete di nuova generazione e 5G.

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