Horizon Europe, sul piatto 123 milioni per l'innovazione anti-Covid - CorCom

LOTTA ALLA PANDEMIA

Horizon Europe, sul piatto 123 milioni per l’innovazione anti-Covid

Fondi per i progetti votati a individuare soluzioni a livello sovranazionale e, in particolare, alle iniziative mirate alla creazione di infrastrutture per favorire la condivisione dei dati contro epidemie future

12 Apr 2021

Veronica Balocco

“Sostenere le infrastrutture di ricerca per accelerare la condivisione dei dati e fornire rapidamente sostegno e competenze in materia, affrontare le varianti del coronavirus ed essere pronti a fronteggiare epidemie future”. E’ uno dei tre macro-obiettivi che dovranno raggiungere i progetti di ricerca urgente sulle varianti del coronavirus, stimolati dalla Commissione europea che a questo scopo ha mobilitato 123 milioni di euro nel quadro di Orizzonte Europa, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’Ue.

Questo primo finanziamento di emergenza si aggiunge a una serie di azioni di ricerca e innovazione finanziate dall’Ue per combattere il coronavirus e contribuisce all’azione globale della Commissione volta a prevenire e mitigare l’impatto delle varianti del coronavirus e darvi adeguata risposta, in linea con il nuovo piano europeo di preparazione alla difesa biologica denominato Hera Incubator.
In questo quadro, la Commissione ha pubblicato nuovi inviti che integrano le azioni precedenti per lo sviluppo di cure e vaccini mediante l’organizzazione e la realizzazione di sperimentazioni cliniche.

Progetti di portata multinazionale

Oltre all’obiettivo legato alle infrastrutture di ricerca, i progetti che beneficiano dei finanziamenti dovranno “creare nuove coorti su larga scala, multicentriche e di portata regionale o multinazionale, eventualmente basandosi su quelle già esistenti – anche al di là delle frontiere europee – che dovrebbero far progredire rapidamente le conoscenze sul Covid-19 e sulle sue varianti emergenti” e “sviluppare ulteriori vaccini o terapie sperimentali promettenti, avendone già portato a termine lo sviluppo preclinico nel corso degli studi clinici”.
Questi inviti di emergenza serviranno ad affrontare le minacce incombenti nel breve e nel medio periodo e, allo stesso tempo, a prepararsi per il futuro. Contribuiranno alla costituzione dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera), che permetterà all’Ue di anticipare e affrontare meglio le pandemie future.

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Gli inviti saranno aperti il 13 aprile mentre il termine ultimo per la presentazione è il 6 maggio 2021. Le nuove soluzioni devono essere disponibili e alla portata di tutti, in linea con i principi della risposta globale al coronavirus.

Con Orizzone Europa una nuova tranche di finanziamenti

Sin dall’inizio della crisi, ma anche da molto prima, la Commissione è stata in prima linea nel sostenere la ricerca e l’innovazione e nel coordinare gli sforzi nell’ambito della ricerca a livello europeo e mondiale, anche per quanto riguarda la preparazione alle pandemie. Ha impegnato 1,4 miliardi di euro a favore della risposta globale al coronavirus, dei quali un miliardo nel quadro di Orizzonte 2020, il precedente programma di ricerca e innovazione dell’Ue.
I nuovi inviti speciali annunciati oggi nell’ambito di Orizzonte Europa, il successore di Orizzonte 2020, integrano le precedenti azioni di lotta contro il coronavirus: sostegno a 18 progetti con l’erogazione di 48,2 milioni di euro per sviluppare strumenti diagnostici, cure e vaccini e per prepararsi ad affrontare le epidemie; 8 progetti con l’erogazione di 117 milioni di euro investiti nello sviluppo di strumenti diagnostici e cure mediante l’iniziativa sui medicinali innovativi; 24 progetti per i quali sono stati stanziati 133,4 milioni di euro per far fronte alle necessità impellenti e agli effetti socioeconomici della pandemia; infine altre misure a sostegno di idee innovative attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione.

“Continuiamo a mobilitare tutti i mezzi a nostra disposizione per combattere questa pandemia e per affrontare le sfide poste dalle varianti del coronavirus – afferma Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani -. Dobbiamo mettere in campo le nostre forze congiunte in modo da essere preparati per il futuro, a partire dall’individuazione precoce delle varianti fino all’organizzazione e al coordinamento delle sperimentazioni cliniche per cure e vaccini nuovi, garantendo nel contempo una corretta raccolta e condivisione dei dati in tutte le fasi”.

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