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STRATEGIE

Ibm licenzia 1.700 persone (ma ne cerca più di 7.000) e rilancia sul cloud

Il colosso americano sta “riallineando le risorse umane” sui nuovi ruoli strategici ad alto valore. I tagli si legano anche all’acquisizione di Red Hat, con il closing che è previsto nei prossimi mesi

07 Giu 2019

Patrizia Licata

giornalista

Ibm licenzierà 1.700 dipendenti su scala globale come parte del riposizionamento strategico sui mercati tecnologici a più alto tasso di innovazione, tra cui cloud e intelligenza artificiale. Proprio per rafforzare il ruolo sul mercato del cloud il colosso americano ha annunciato l’anno scorso l‘acquisizione di Red Hat, un big del settore che offre soluzioni basate su software open source per clienti business. Il sito di Ibm continua a mostrare 7.700 posizioni aperte, segnalando così la ricerca di nuove figure professionali in linea con i nuovi compiti. In tutto Ibm ha più d 340.000 dipendenti, mentre Red Had ne ha circa 13.300.

Continuiamo a riposizionare il nostro team in linea col nostro focus su segmenti ad alto valore del mercato It e continuiamo anche ad assumere a ritmi aggressivi in aree cruciali che producono valore per i nostri clienti e per Ibm”, ha indicato un portavoce alla testata americana Cnbc.

Le azioni di Ibm si sono apprezzate del 16% dall’inizio del 2019 – un segnale di fiducia per le strategie della ceo Ginni Rometty, ma il primo trimestre si è chiuso con risultati sotto le attese degli analisti con il cloud che, pur in crescita in termini di vendite (+10%), non traina ancora il business, il cui fatturato totale è sceso del 4,7% a 18,8 miliardi di dollari.

Per questo Ibm ha deciso di procedere con il più importante takeover della sua storia e sborsare 34 miliardi di dollari per Red Hat,  specializzata nelle soluzioni open source per il cloud. Si tratta per Ibm di un passo deciso verso la leadership nel cloud ibrido a livello globale, con l’intenzione di favorire un rapido spostamento sulla “nuvola” dei grandi clienti rivolgendosi anche a ch si serve dei prodotti di concorrenti come Aws e Microsoft Azure – un “game changer”, secondo la ceo Rometty.

“Gli investitori vorranno capire meglio come evolverà il profile finanziario di Ibm dopo la chiusura dell’accordo con Red Hat, ma per noi il giudizio è positivo perché pensiamo che l’operazione Red Hat abbia il potenziale di trasformare il business di Ibm ampliando notevolmente la sua offerta e i clienti raggiunti”,  secondo gli analisti di Evercore.

Il closing del deal, attualmente al vaglio dell’antitrust, è atteso per la seconda metà dell’anno; intanto Big Blue riorganizza le risorse umane. Non è la prima volta: il gruppo di Armonk, alle prese con i cambiamenti sul mercato It, ha proceduto a tagli del personale già nel 2016 e nel 2017, con ripercussioni anche sulla forza lavoro in Italia.

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