IL MEETING

Intelligenza artificiale e lavoro, Meloni incontra il founder di Linkedin

Reid Hoffman a Palazzo Chigi. Focus sugli impatti dell’AI sull’economia e il futuro delle democrazie. Alta l’attenzione sulla questione etica. La tecnologia rivoluzionerà il mondo dell’istruzione e dell’apprendimento: le proiezioni al 2050. L’Università di Siena primo ateneo a darsi linee guida sull’uso di ChatGpt

Pubblicato il 05 Set 2023

Il fondatore di LinkedIn, Reid Hoffman, divenuto uno dei massimi esperti a livello globale dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, ha incontrato a Palazzo Chigi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al centro della conversazione le opportunità, i rischi e i potenziali effetti della tecnologia sul mondo del lavoro e sulle economie globali, ma anche il futuro delle democrazie e i grandi temi etici legati all’AI, con la conseguente necessità di governare i cambiamenti in arrivo. Il tema, affrontato in ambito multilaterale, sarà centrale nella Presidenza del G7 che l’Italia svolgerà l’anno prossimo sottolineando “come l’uomo, con la sua identità anche spirituale, deve sempre restare al centro di tutto”, si legge in una nota della Presidenza del Consiglio.

Durante la sua visita in Italia, Reid Hoffman riceverà il Sigillum Magnum dell’Università di Bologna. La consegna da parte del Rettore Giovanni Molari avrà luogo il prossimo 8 settembre durante la Graduation 2023 di Bologna Business School, la festa dei diplomi della scuola di formazione manageriale dell’Università di Bologna. La cerimonia si terrà alle 17 in piazza Maggiore, alla presenza di Romano Prodi e di Max Bergami, rispettivamente presidente del Collegio di Indirizzo e Dean di Bologna Business School. Nell’occasione, Hoffman terrà un discorso rivolto a 827 partecipanti ai Master di Bologna Business School che concludono gli studi.

L’Università di Siena si dota di linee guida per l’uso dei large language model

Restando in tema di intelligenza artificiale, l’Università di Siena è il primo ateneo italiano a darsi delle proprie linee guida per l’uso di ChatGpt e di altri large language model (Llm). La stesura di una policy interna, si legge in una nota, è stata fatta per indirizzare “la comunità accademica nella discussione e approfondimento di nuove modalità di fare didattica e ricerca e nell’attivazione di comportamenti che inducano responsabilità e consapevolezza delle azioni Chat Gpt e agli altri modelli di large language models “non sono perfetti” e le loro risposte “potrebbero non essere accurate o aggiornate” evidenzia un documento dell’ateneo senese.

“Occorre, quindi, essere consapevoli che al momento ChatGpt, e altri Llm, possono produrre pregiudizi legati alla scelta dei documenti di addestramento, ai vincoli che vengono dati agli algoritmi per imparare e i principi degli stessi algoritmi di intelligenza artificiale”. Per l’Università è necessario “usare il proprio giudizio nel valutare le risposte. Tali sistemi dovrebbero essere concepiti solo come preziosi assistenti per la soluzione di problemi, mentre la responsabilità nella generazione di ogni documento rimane unicamente connessa alla persona che lo produce“. Dieci punti del documento alla cui stesura ha partecipato sia la comunità accademica che esterni. L’obiettivo? “Porre l’attenzione sulla attendibilità e l’obiettività delle fonti e sull’efficacia degli strumenti di ricerca nel lavoro accademico”.

Così l’AI rivoluzionerà i sistemi di apprendimento

Si tratta del resto di una dimensione destinata a cambiare per sempre il modo in cui le piattaforme di trasmissione del sapere svolgeranno il proprio ruolo. GoStudent, società specializzata nei servizi di ripetizioni online, ha analizzato questo fenomeno attraverso un rapporto dal nome ‘La fine della scuola come l’abbiamo sempre conosciuta: il mondo dell’istruzione nel 2050‘, realizzato insieme alla futurista Tracey Follows, nominata da Forbes tra le Top 50 female Futurists in the world.

La tecnologia svolgerà sicuramente un ruolo centrale nel continuo progresso dell’istruzione, con fattori come l’integrazione dell’intelligenza artificiale che comporterà una personalizzazione dell’apprendimento. Entro il 2050, ad esempio, attraverso i cervello-computer gli studenti saranno in grado di assimilare conoscenze immediate e gli insegnanti potranno adottare un approccio più olistico verso i ragazzi focalizzandosi non più nell’impartire nozioni ma avendo un occhio di riguardo sulla loro salute e il loro benessere.

I ragazzi in Italia, secondo il Future of education report 2023 sempre redatto da GoStudent, sono tra i più desiderosi di tecnologia nelle rispettive scuole con il 79%, secondi solo alla Spagna e davanti a Regno Unito, Francia e Germania. Al contempo, però, c’è poca fiducia che l’Italia possa adeguarsi in futuro a queste novità: circa due studenti su 10 faticano a credere di avere più AI o più realtà virtuale per l’apprendimento.

”Con i rapidi progressi tecnologici, siamo sull’orlo di un’esplosione tecnologica che cambierà il modo in cui opera il mondo intero”, spiega Tracey Follows. “L’istruzione sarà l’epicentro di questo cambiamento. Il passaggio all’apprendimento immersivo, alla personalizzazione basata sull’intelligenza artificiale e al monitoraggio continuo è destinato a rivoluzionare il modo in cui apprendiamo e ci adattiamo”.

Nel 2050, ad esempio, l’apprendimento non sarà più determinato dalle materie a cui le scuole danno la priorità, ma sarà guidato dalle passioni dello studente e i programmi di studio verranno adattati secondo gli interessi dei ragazzi. Non solo, grazie a test genetici vi sarà la possibilità di intercettare le materie a cui si è più predisposti. Le lezioni saranno tenute sia dal vivo da insegnanti professionisti e accademici ma anche all’interno di un mondo completamente immersivo. Gli stessi genitori in Italia si rendono conto dell’importanza del Metaverso per scopi educativi: il 69% di loro ha mostrato particolare interesse verso questa tecnologia.

Nei prossimi 30 anni, ogni occupazione conterrò in qualche modo un lavoro che contiene componenti tecnologiche. Di conseguenza sebbene l’informatica, la programmazione e l’analisi dei dati siano già in crescita, costituiranno invece la base di tutti i corsi di formazione. La maggior parte degli studenti avrà una conoscenza di base in tutte queste materie.

E OpenAI chiede di archiviare parte delle cause aperte sul copyright

Nel frattempo OpenAI, il creatore del già citato chatbot ChatGpt, ha chiesto a un tribunale federale di San Francisco di archiviare una parte delle due cause legali intentate da alcuni autori americani, tra cui Sarah Silverman, che accusano la società di violare i loro diritti d’autore. OpenAI, secondo Reuters, ha preso di mira quelle che ha definito rivendicazioni “accessorie”.

All’inizio dell’estate sono state intentate due class action nei confronti dell’azienda tecnologica, accusata di aver addestrato il software di AI usando illegalmente copie dei loro libri. Una parte degli autori ha anche intentato una causa correlata contro Meta, Google, Microsoft e Stability AI sempre sulla violazione del copyright da parte dei sistemi di intelligenza artificiale.

OpenAI ha affermato che gli autori non sono riusciti a dimostrare che il risultato delle ricerche di ChatGpt sia sufficientemente simile al loro lavoro, tale da dimostrare la violazione del diritto d’autore. La società ha inoltre chiesto alla corte di respingere le relative rivendicazioni degli autori ai sensi della legge statale e del Digital Millennium Copyright Act.

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