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STARTUP

L’anti-Google sale sul ring: Qwant raccoglie 18,5 milioni

Il motore di ricerca europeo hacker-proof chiude un altro corposo round di finanziamento da Axel Springer e Dépôts. Obiettivo: scalare rapidamente il mercato europeo. Tra la top 100 dei siti web in Francia, nel 2016 ha risposto a oltre 2,6 miliardi di richieste

02 Feb 2017

L’anti-Google incassa altri 18,5 milioni di euro e punta in grande. Il motore di ricerca europeo Qwant, che ha lanciato il guanto di sfida a Big G puntando tutto sulla privacy degli utenti, chiude un’altra raccolta di tutto rispetto. Il rinnovato sostegno del gruppo tedesco Axel Springer garantirà 3,5 milioni di euro mentre i restanti 15 milioni arriveranno dall’ingresso nel capitale azionario della Caisse des Dépôts francese. Quest’ultima si va ad aggiungere così ai soci fondatori, che hanno partecipato a questa nuova raccolta rimanendo azionisti di maggioranza, alla compagnia tedesca e alla Banca europea per gli investimenti.

Il livello di attenzione del mercato sui progetti di Qwant è piuttosto alto. Si tratta, secondo molti osservatori, dell’unico caso ambizioso di sfida a Google. Il motore made in Europe ha da subito puntato sul fatto che il grande pubblico sia sempre più sensibile alla necessità di mantenere il controllo dei propri dati personali su Internet. Fin dal 2013, anno della sua creazione, Qwant si è basato su una filosofia di innovazione che integra la tutela della privacy dei propri utenti. Per far ciò la società ha sviluppato un’architettura tecnica a sé stante, verificata dall’ Autorità francese di controllo della protezione dei dati personali (CNIL), volta a fornire risultati imparziali senza collocare cookie nel browser degli utenti e senza utilizzare alcun dispositivo di tracciamento.

Oggi, Qwant vede crescere con orgoglio il suo pubblico: nel 2016 ha risposto a oltre 2,6 miliardi di richieste, raddoppiando il numero delle visite in un anno. Numeri che hanno consentito alla startup di classificarsi tra i primi 100 servizi web utilizzati in Francia. Negli ultimi tempi la strategia dei vertici si è concentrata sullo sviluppo del marchio e su tecnologie che permettessero di proporre servizi differenziati. Si pensi a Qwant Junior, motore di ricerca didattico e sicuro per i bambini, e a Qwant Music, destinato soprattutto agli appassionati di musica alla ricerca di contenuti e di radio online.

Convinta della necessità che il mercato (persone fisiche, aziende e settore pubblico) debba poter contare su un motore di ricerca tale da garantire la sicurezza e l’anonimato degli utenti, nonché l’autenticità dell’indicizzazione naturale, la Caisse des Dépôts ha voluto prendere parte a questo progetto in nome della propria responsabilità sociale. Gabrielle Gauthey, direttore degli Investimenti e dello Sviluppo Locale della Caisse des Dépôts afferma: “La nostra istituzione è orgogliosa di sostenere un progetto di levatura europea di cui condividiamo i valori etici”, spiega Gabrielle Gauthey, Direttore degli Investimenti e dello Sviluppo Locale della Caisse des Dépôts.

Per il gruppo tedesco Axel Springer si tratta invece dell’ennesima scommessa sulla rivale dichiarata di Google nel mondo search. “Quello che ci entusiasma di Qwant – sottolinea Ulrich Schmitz, direttore generale di Axel Springer Digital Ventures – è lo spirito di innovazione e l’inclinazione allo sviluppo tecnologico di questa società. Vogliamo impegnarci per imparare di più, sfruttare il dinamismo e contribuire allo sviluppo e alla crescita di Qwant in Europa”.

Questa seconda raccolta fondi rappresenta per Qwant l’opportunità di rinforzare il suo know-how e la sua indipendenza tecnologica così come quella europea, potendo contare sui mezzi necessari per mettere in atto una comunicazione più ampia verso il grande pubblico. “Siamo certi della nostra capacità di ampliare rapidamente la quota di mercato grazie a un motore di ricerca che risponde alle preoccupazioni degli utenti e si basa su valori importanti – spiega Éric Léandri, presidente di Qwant -. Con il rinnovato sostegno di Axel Springer, intendiamo accelerare questo sviluppo grazie anche alla fiducia dimostrataci dalla Caisse des Dépôts, che condivide questi valori», ha aggiunto Alberto Chalon, Direttore Generale di Qwant”. Google è avvisata.

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