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IL CASO

Tagli al bilancio Ue. Allarme di von der Leyen: “Politiche digitali a rischio”

La presidenza di turno finlandese ha presentato un documento in cui si prevede di destinare ai fondi coesione non più dell’1% del Pil comunitario. Ma la presidente della Commissione europea non ci sta: “Impatti negativi sulle strategie di innovazione”. Il ministro degli Affari europei, Enzo Amendola: “Proposta non all’altezza delle sfide che ci attendono”. Il dossier sul tavolo del prossimo Consiglio Ue

04 Dic 2019

Federica Meta

Giornalista

Le politiche europee per il digitale rischiano grosso. L’allarme lo lancia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen riferendosi alla proposta di tagli al bilancio Ue 2021-27 avanzati dalla presidenza di turno finlandese: il documento prevede che si destini solo l’1% del Pil comunitario alle politiche di coesione a fronte dell’1,1 proposto dall Commissione e dell’1,3 dell’Europarlamento.

“Sono preoccupata dai tagli severi che sono in questa proposta rispetto alla proposta della Commissione”, ha detto von der Leyen a conferenza stampa. I tagli colpiscono “obiettivi chiave dell’agenda strategica dell’Ue” come “Frontex, la Difesa, il Digitale, rendere più verde la nostra economia”, ha spiegato.

La presidente ha annunciato di voler discutere della questione al Consiglio europeo della prossima settimana e ha chiesto che sia il belga Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, ad assumere la leadership nei negoziati sul quadro finanziario multi-annuale “per arrivare a un accordo all’inizio del prossimo anno”.

Cosa ha proposto la Finlandia

La Finlandia, che insieme a Croazia e Romania detiene il semestre di presidenza del Consiglio europeo, ha presentato una proposta per ridurre il budget per le politiche di coesione. Il ministro per gli Affari europei finlandesi, Tytti Tuppurainen, ha detto al “Financial Time”’ che la Finlandia vuole si destini per il periodo 2021-2027 l’1,07% del Pil dell’Unione – pari a 1.087 miliardi di euro – rispetto all’1,11% proposto dalla Commissione Von Der Leyen, e l’1,3% chiesto dal Parlamento europeo. La differenza dunque è di svariati miliardi. I fondi di coesione, che si compongono di stanziamenti e programmi secondari, sono tra le linee di finanziamento più consistenti destinate dall’Ue alle proprie politiche strategiche.

“La nostra proposta è frutto di attente consultazioni” ha dichiarato al quotidiano Tuppurainen, aggiungendo che il taglio ai fondi per le politiche di coesione regionale è legata all’esigenza di far fronte “alle nuove sfide” globali, tra cui “i cambiamenti climatici, le migrazioni e così via”. Ad esempio, accanto alle politiche di coesione, potrebbe subire tagli anche il budget per l’Agricoltura, mentre quello per la ricerca scientifica e il controllo delle frontiere potrebbero aumentare. Secondo la rappresentante di Helsinki, inoltre, occorre risparmiare risorse in vista dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, essendo Londra tra i principali contributori. La bozza del Quadro finanziario pluriennale, il documento economico per i prossimi sette anni su cui sono al lavoro le istituzioni europee, resta comunque più consistente rispetto alla proposta degli Stati membri più parsimoniosi.

La reazione dell’Italia

La proposta di Bilancio Ue presentata dalla presidenza di turno finlandese “mi sembra non semplicemente ‘frugale’, ma proprio non all’altezza delle nostre ambizioni” mentre l’azione comunitaria va rilanciata e “non può essere business as usual”. Lo ha affermato il ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola nel suo intervento al Trilateral Business Forum tra Confindustria, Bdi tedesca e Medef francese. “Per questo con i governi di Francia e Germania lavoreremo per costruire un bilancio che abbia una missione chiara – ha spiegato -Puntare sul green deal e scegliere innovazione e digitale”.

Il programma digitale di Ursula von der Leyen

Nell’Europa più ambiziosa delineata da Ursula von der Leyen nelle sue linee guida politiche per la prossima Commissione europea 2019-2024 anche le strategie digitali dovranno permettere all’Ue di fare il salto di qualità sullo scenario globale. Si tratta di uno scenario dominato dai colossi hitech americani e asiatici, ma l’Europa può puntare sulla standardizzazione del 5G e sulle innovazioni del prossimo futuro, come intelligenza artificiale, blockchain e calcolo quantistico, trasformandosi in modello per gli altri paesi con uno sviluppo all’insegna dell’etica, della sicurezza, della privacy e dell’equità fiscale.

“Voglio che l’Europa rafforzi l’impegno e raggiunga obiettivi più alti cogliendo le opportunità dell’era digitale senza mai violare i confini della sicurezza e dell’etica”, ha indicato von der Leyen nelle sua “agenda per l’Europa”.  “L’Europa già fissa gli standard nelle telecomunicazioni. È ora di replicare questo successo e sviluppare standard congiunti per le nostre reti 5G”, ha sottolineato all’indomani del voto favorevole di Strasburgo al suo mandato. Tecnologie digitali, intelligenza artificiale, Internet of things e connettività 5G stanno già rivoluzionando l’economia e la società e “forse è troppo tardi per replicare gli hyperscaler, ma non è troppo tardi per ottenere la sovranità tecnologica in alcune aree tecnologiche cruciali”.

La presidente dell’esecutivo Ue propone di aumentare gli investimenti nelle prossime rivoluzioni tecnologiche – blockchain, high-performance computing, quantum computing, algoritmi e strumenti che permettono la condivisione e l’utilizzo dei dati – sia tramite il Multiannual financial framework che un maggior ricorso ai partenariati pubblico-privati. “Definiremo insieme degli standard per questa nuova generazione di tecnologie che diventeranno la norma globale”, ha indicato la von der Leyen. E ancora: “Dati e AI sono gli elementi dell’innovazione che ci possono aiutare a trovare soluzioni alle sfide della società, dalla sanità all’agricoltura, dalla sicurezza al manufacturing”.

Questo potenziale innovativo può essere liberato trovando “la via europea”, in equilibrio tra libero flusso e ampio uso dei dati e difesa della privacy, della sicurezza e degli standard dell’etica.

Perciò la priorità della von der Leyen, nei suoi primi 100 giorni in carica, sarà di proporre “una legislazione per un approccio coordinato alle implicazioni umane e etiche dell’intelligenza artificiale”. Ciò includerà un’analisi di come si potranno usare i Big data per rendere più prospere le imprese e l’intera società.

Inoltre, “un nuovo Digital services act aggiornerà le regole su sicurezza e responsabilità di piattaforme, servizi e prodotti digitali e completerà il Digital single market”.

In ottica cybersicurezza, verrà proposta l’istituzione di una Cyber Unit congiunta per accelerare sull’information sharing e migliorare la protezione dei dati.

Nelle linee programmatiche della von der Leyen non manca il capitolo competenze: “Il miglior investimento nel nostro futuro è l’investimento nelle persone. Le competenze e l’istruzione sono il traino della competitività e dell’innovazione europea. Ma l’Europa non è ancora del tutto pronta. Mi assicurerò che usiamo tutti gli strumenti e fondi a disposizione per colmare il divario”. Per questo la von der Leyen si dice determinate a rendere realtà entro il 2025 la European education area: “Dobbiamo abbattere le barriere alla formazione e migliorare l’accesso all’istruzione di qualità”. L’Europa deve semplificare lo spostamento degli studenti tra gli istituti dei diversi paesi Ue (la von der Leyen appoggia l’idea del Parlamento Ue di triplicare il budget per Erasmus +), ma anche “cambiare la cultura dell’istruzione e concepirla come un percorso che dura tutta la vita e ci arricchisce”.

La von der Leyen ritiene fondamentale accelerare il passo dell’Europa sulle skill digitali per giovani e meno giovani, aggiornando il Digital education action plan.

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