STRATEGIE

Le tensioni Uk-Cina non fermano TikTok: a Londra il quartier generale?

La video app di proprietà della cinese ByteDance sarebbe pronta a stabilire la sede globale nella capitale britannica. Ma sul tavolo c’è anche l’ipotesi Dublino

20 Lug 2020

Patrizia Licata

giornalista

La video app cinese TikTok non ha accantonato il progetto di stabilire a Londra il suo quartier generale internazionale: nonostante le crescenti tensioni tra Uk e Cina, le trattative vanno avanti, secondo quanto riportato dalla testata americana Cnbc.com, che smentisce così quanto scritto ieri dal Sunday Times.

Londra è già l’hub principale di TikTok in Europa ma la testata britannica ha riportato che TikTok ha abbandonato il progetto di creare in Uk i suoi headquarter globali (la sede centrale resta quella cinese). Il piano prevedeva la creazione di migliaia di posti di lavoro (fino a 3.000), ma, secondo il Sunday Times le trattative fra il Department of International Trade britannico e ByteDance, la capogruppo di TikTok, si sono fermate a causa del “più ampio contesto geopolitico”.  Sarebbe invece Dublino (dove TikTok ha già una sede importante) la scelta numero uno per l’azienda cinese.

Fonti confidenziali sentite da Cnbc.com hanno al contrario indicato che l’ipotesi Londra resta in piedi e che ByteDance non ha preso nessuna decisione definitiva sulla sede del suo quartier generale internazionale.

“Impegnati a investire su Londra”

Secondo queste fonti ByteDance sta valutando alcuni fattori che non sono legati alla situazione politica e ai divieti posti dagli Usa, dal  Regno Unito e da altri paesi occidentali contro Huawei e che ora rischiano di mettere nel mirino la app di social media.

Il Regno Unito è uno dei nostri mercati più importanti a livello globale, con un team di talenti creativo e diversificato che include top manager”, ha affermato un portavoce di ByteDance. “I dipendenti britannici sono quadruplicati nello scorso anno e ci aspettiamo di continuare a crescere a ritmi robusti. Confermiamo il nostro impegno a investire su Londra”.

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TikTok è un’applicazione che permette agli utenti di creare brevi video. La sua popolarità è notevolmente cresciuta durante l’emergenza coronavirus che ha lasciato tante persone isolate a casa e fatto schizzare l’utilizzo delle piattaforme video. L’app di TikTok è stata scaricata circa 1,9 miliardi di volte in tutto il mondo, inclusi 172 milioni di download negli Stati Uniti, secondo Sensor Tower. Solo nel primo trimestre di quest’anno è stata scaricata 307 milioni di volte, più di qualsiasi altra app al mondo.

Gli Usa pronti a vietare TikTok

Nei giorni scorsi Mike Pompeo, segretario di Stato americano, ha detto in un’intervista a Fox News che gli Usa stanno pensando di vietare l’uso di TikTok e delle altre app per i social media cinesi, perché condividerebbero le informazioni con il governo cinese. Un’accusa che TikTok e la sua casamadre ByteDance hanno sempre respinto.

Pompeo ha dichiarato che ha senso scaricare la app di TikTok “solo se volete dare le vostre informazioni private al Partito comunista cinese”. L’opzione di vietare TikTok negli Usa è dunque sul tavolo: “Non voglio ancora parlare con il Presidente, ma è qualcosa che stiamo cercando di capire se la vogliamo fare”.

Già prima dell’intervento di Pompeo TikTok era finita nel mirino dell’amministrazione Trump perché metterebbe a rischio i dati personali dei cittadini americani. L’azienda ha risposto assumendo Kevin Mayer, top manager americano, ex dirigente della Disney, nel doppio ruolo di ceo di TikTok e direttore operativo di ByteDance. Mayer è in carica dal primo giugno.

L’Ue indaga sui rischi per la privacy

Anche in Unione europea la raccolta e l’uso dei dati personali da parte di TikTok è finita nel mirino del regolatore: il Comitato europeo per la protezione dei dati, Edpb, ha annunciato l’istituzione di una task force per verificare la correttezza delle attività di TikTok nell’Unione europea e l’ottemperanza al Gdpr. La decisione arriva dopo la richiesta di un parlamentare europeo che ha sollevato dubbi sui metodi di raccolta dei dati da parte della video app e sui potenziali rischi per la sicurezza e la privacy.

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