Diciannove Paesi dell’Unione europea, Italia compresa, hanno lanciatoprogetto per il primo Important Project of Common European Interest (Ipcei) dedicato all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di sviluppare servizi decentralizzati e accessibili su scala continentale. L’iniziativa copre tecnologie AI, gestione delle risorse computazionali, applicazioni e prodotti destinati all’industria e punta ad accompagnare la ricerca fino alla prima applicazione commerciale delle soluzioni sviluppate.
Il progetto, coordinato dalla Germania, coinvolge Austria, Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia.
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Dalla ricerca ai servizi per l’industria
Il programma punta a creare una nuova generazione di prodotti e servizi pronti per l’impiego industriale, sviluppati attraverso la collaborazione tra aziende di più Stati. Il manifesto prevede modelli e sistemi specializzati per i diversi comparti economici, affiancati da tecnologie per la gestione delle risorse necessarie alla loro esecuzione.
Tra le capacità indicate figurano modelli fondazionali destinati all’industria e framework per l’AI agentica. L’ambizione è andare oltre lo stato dell’arte nelle tecnologie utilizzate e creare condizioni che consentano alle imprese europee di trasformare ricerca e innovazione in applicazioni disponibili sul mercato. Il perimetro comprende manifattura, robotica, mobilità, energia, semiconduttori, agricoltura, sanità, difesa, telecomunicazioni e pubblica amministrazione.
Una filiera che parte dall’infrastruttura
Lo sviluppo dei modelli rappresenta soltanto una parte del progetto che parte dal presupposto che l’industria europea deve poter accedere a software, hardware, risorse di computing, servizi cloud e dati industriali affidabili, elementi necessari per portare l’AI nei processi produttivi e nei servizi.
Da qui nasce il collegamento con le altre iniziative continentali tra cui l’IPCEI dedicato al Compute Infrastructure Continuum, quello sulle infrastrutture e i servizi cloud di nuova generazione e il programma sulle tecnologie avanzate per i semiconduttori.
L’integrazione tra queste iniziative a strutturare una catena che collega semiconduttori, risorse computazionali, cloud, edge e applicazioni. L’infrastruttura multi-provider punta infatti a distribuire elaborazione e servizi verso i luoghi in cui i dati vengono prodotti e utilizzati mentre il nuovo programma sull’intelligenza artificiale dovrebbe aggiungere a questa base i modelli, gli strumenti e i servizi destinati agli utenti industriali.
Per le telco il nodo è portare l’AI vicino ai dati
Le telecomunicazioni compaiono esplicitamente tra i settori destinatari delle tecnologie che verranno sviluppate. E anche se non si specificano casi d’uso ad hoc, il settore è cruciale alla luce dell’architettura prevista dal progetto.
Servizi AI distribuiti richiedono collegamenti ad alta capacità tra data center, nodi periferici e utilizzatori, oltre alla possibilità di spostare elaborazione e inferenza verso il punto in cui nascono i dati. Per gli operatori con asset di rete, data center e infrastrutture edge si apre quindi uno spazio lungo la catena di fornitura dei servizi AI, soprattutto nei contesti industriali in cui latenza, continuità operativa e trattamento locale delle informazioni assumono un peso rilevante.
C’è poi un secondo livello, legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle reti. Automazione, gestione delle risorse o ottimizzazione delle infrastrutture sono applicazioni coerenti con il perimetro tecnologico del programma, anche se il manifesto non assegna finanziamenti né identifica progetti telco specifici su questi fronti. Il passaggio più concreto, almeno nella fase attuale, riguarda quindi il possibile ruolo degli operatori come fornitori della connettività e delle risorse distribuite necessarie a collegare capacità computazionale e utilizzatori.
Sovranità digitale, la leva degli investimenti
La costruzione di questa filiera risponde anche all’obiettivo europeo di ridurre le dipendenze tecnologiche. Il manifesto richiama esplicitamente l’AI Continent Action Plan, la Apply AI Strategy, la Data Union Strategy e Cloud and AI Development Act, inserendo il progetto nel percorso verso una maggiore autonomia nella disponibilità delle tecnologie necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Il meccanismo degli IPCEI permette agli Stati di sostenere progetti innovativi che comportano investimenti e rischi elevati e che richiedono una dimensione sovranazionale. Nel caso dell’AI l’obiettivo dichiarato è mobilitare capitali lungo l’intera catena del valore e favorire collaborazioni tra industria e deep tech, creando contemporaneamente le condizioni per attrarre investimenti privati.
La Commissione collega esplicitamente l’iniziativa al rafforzamento della catena europea dell’intelligenza artificiale, dalla fase di sviluppo tecnologico fino all’adozione.
Pre-notifica al via, primi progetti dal 2027
La fase di progettazione sta ora lasciando spazio all’iter comunitario. Undici dei 19 Stati partecipanti che prevedono di concedere aiuti ai partecipanti diretti hanno annunciato l’avvio della pre-notifica a settembre 2026. La Commissione dovrà verificare la conformità dei progetti ai criteri previsti dalla disciplina europea sugli IPCEI.
Il manifesto fissa nello stesso mese la selezione delle iniziative nazionali e l’inizio dell’invio della documentazione a Bruxelles. I progetti scelti potranno partire a rischio dei promotori dal primo trimestre del 2027, prima della conclusione dell’intero procedimento comunitario.
La prossima variabile da osservare sarà quindi la composizione concreta dei progetti selezionati. Sarà quella fase a mostrare quanto spazio verrà occupato da modelli e applicazioni e quanto, invece, dalle infrastrutture necessarie a distribuirli. Per il settore delle telecomunicazioni è lì che si misurerà il passaggio dal potenziale indicato dal manifesto a investimenti e servizi effettivi.








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