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LA PROPOSTA

Marco Gay: “Subito una cabina di regia per il digitale”

Il presidente di Anitec-Assinform si appella alla neo ministra Pisano: “Serve elaborare un piano industriale ascoltando i player del settore. Due i temi chiave: la PA digitale e la trasformazione delle imprese in ottica 4.0”

06 Set 2019

Federica Meta

Giornalista

Una cabina di regia per il digitale: è la proposta messa sul tavolo in occasione di Digithon, l’appuntamento dedicato all’innovazione organizzato da Francesco Boccia appena nominato ministro per gli Affari regionali.  L’idea, lanciata dall’Ad di Teamsystem Federico Leproux, piace a Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, che ne ha sottolineato l’importanza in un colloquio con CorCom.

“Per rilanciare l’Italia digitale – dice Gay al nostro giornale – è necessaria una struttura che non sia di mera consultazione o concertazione ma che sia terreno di dibattito ed elaborazione di una strategia a 3/5 anni sul digitale con la collaborazione delle imprese di settore”. Una cabina di regia, dunque, in grado di disegnare l’Italia del futuro nella cornice di un ambizioso piano industriale.

“Due i temi chiave del piano industriale immaginato dal presidente di Anitec-Assinform: la PA digitale e la trasformazione delle imprese in ottica 4.0. “La digitalizzazione della PA – evidenzia – è cruciale per rilanciare l’efficienza della macchina pubblica e contribuire ad abbattere la burocrazia. Anche in questo caso serve ‘aprire’ il mercato pubblico alle imprese, non solo a quelle grandi ma anche a quelle medio-piccole”.

Per quanto riguarda le imprese, Gay auspica un intervento strategico sul fronte investimenti sia per far cresce startup e piccole imprese ma anche per alimentare processi di open innovation e sostenere progetti di M&A, anche in ottica di internazionalizzazione.

“Bisogna combattere la visione asfittica secondo cui il digitale è un settore ancillare – avverte Gay – e riportarlo al centro delle scena politica ed economica”. E in questo senso la tempistica è importante: cabina di regia e piano industriale vanno fatti rapidamente.

“Il digitale non aspetta, l’innovazione nemmeno, e l’innovazione colta con etica, aiutata e favorita può essere un volano straordinario di sviluppo e non come qualcuno dice un problema o una distruzione dei posti – conclude il manager – Può essere invece uno strumento al servizio di chi lo vuole mettere in pratica per crescere e creare sviluppo”.

La nomina del ministro all’Innovazione e Digitale ha provocato fermento tra i player del settore entusiasti della scelta del governo Conte che ha deciso di scegliere un responsabile politico che mancava dai tempi di Lucio Stanca (2001-2006).

Per Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social, il fatto che il digitale sia tornato al centro della scena politica non può essere che una buona notizia.

“Siamo a disposizione per collaborare con il Governo sui tanti temi legati alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione e all’innovazione – aggiunge – In particolare: lo sviluppo della nuova comunicazione pubblica, l’utilizzo di web, social network, chat, intelligenza artificiale per la comunicazione e l’informazione d’utilità, un rapporto ancora più efficace, diretto, positivo con il cittadino, una sempre più ampia qualità della comunicazione e dei servizi digitali”.

“L’Italia è da anni un esempio a livello internazionale con l’associazione PA Social, prima rete nazionale per la nuova comunicazione pubblica, con buone pratiche e tantissimi professionisti impegnati ogni giorno per offrire informazioni e servizi utili e implementare dialogo e interazione con i cittadini – conclude Di Costanzo – Abbiamo il compito di rendere strutturale questo lavoro perché sia la “normalità” delle nostre strutture pubbliche. Colgo l’occasione per invitare le neo Ministre, piemontesi, alla quinta edizione degli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica che quest’anno si svolgeranno a Torino il prossimo 11 ottobre”.

Anche Tts Italia è pronta a fare la sua parte sul fronte della smart mobility. “Come dimostrato in altri Paesi, la Smart Mobility è in grado di apportare grandi benefici a fronte di investimenti contenuti – spiega la presidente Rossella Panero – L’Italia non parte da zero, ma ha bisogno di una politica di sviluppo seria e coerente in questo settore”.

Tts Italia ha presentato pubblicamente lo scorso luglio un documento che individua cinque aree di intervento prioritarie nelle quali una massiccia dose di tecnologia e digitalizzazione sarebbe in grado di incidere fortemente sullo sviluppo dell’intero sistema Paese. Si tratta del miglioramento della sicurezza stradale, l’efficientamento della logistica, la realizzazione dei servizi MaaS (Mobility as a Service), l’ottimizzazione della mobilità urbana ed extraurbana, lo sviluppo delle smart road e dei veicoli autonomi.

Sulla necessità di spingere Impresa 4.0 si concentrando le riflessioni di Guelfo Tagliavini, Consigliere Federmanager con delega all’innovazione. “Oggi è l’occasione per mettere al centro della crescita del Paese un’azione forte e qualificata che punti al recupero del terreno perduto – commenta – Ci auguriamo che nelle missioni del nuovo ministero ci siano quelle dell’aggancio al programma Impresa 4.0,alle misure sui temi dell’innovazione dele modalità del lavoro, alla formazione e alla ricerca. Il gioco di squadra tra i vari organismi che hanno avuto un ruolo nello sviluppo dei programmi di digitalizzazione del nostro sistema produttivo e  della nostra PA dovrà essere ancora  più efficiente e tempestivo ;in questo senso un dicastero dedicato al rilancio di politiche che guardano al futuro ,diventerà un collante delle tante iniziative intraprese non sempre  coordinate ma soprattutto sarà una guida strategica in grado di stimolare e sostenere lo sviluppo del Paese. Sarebbe un grave errore, come si è già sentito affermare, che il ministero dell’innovazione venga considerato un ministero ‘minore’. Al contrario riteniamo che la mancanza di tale centro decisionale abbia causato danni all’economia di notevole entità che ci auguriamo possano essere rapidamente ridotti ed eliminati”.

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