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Maxi-multa a Facebook, scoppia la polemica: “Per Zuckerberg sarà un affare”

La piattaforma dovrà pagare fra i 3 e i 5 mld di dollari. Ma scatta l’accusa bipartisan di due senatori Usa: “Insufficienti le sanzioni una tantum, servono interventi clamorosi che frenino la voracità delle tech-company”

07 Mag 2019

L. O.

Non solo la multa da 5 miliardi di dollari non è sufficiente a frenare Facebook. Ma addirittura, per l’azienda potrebbe risultare “un vero affare”. E’ l’accusa lanciata alla Federal Trade Commission Usa dai senatori Richard Blumenthal (democratico), e Josh Hawley (repubblicano), entrambi membri del comitato giudiziario del Senato.

“Multe una tantum come questa, di qualunque entità, non sono sufficienti a responsabilizzare aziende come Facebook” dicono nella lettera i senatori. Serve invece creare un “precedente clamoroso” in grado di frenare Facebook e le altre tech company che continuano a infrangere le leggi nella loro “rapace” richiesta di crescita.

L’appello bipartisan dei  due senatori arriva a seguito della multa prevista dalla Ftc che ammonterà a 3-5 miliardi di dollari in seguito all’indagine sulla società dopo lo scandalo Cambridge Analytica che aveva rivelato la condivisione da parte di Facebook dei dati di oltre 80 milioni di utenti. L’inchiesta si basa sulla violazione da parte della società di un accordo del 2011 con la FTC che imponeva l’ottenimento di permesso esplicito dagli utenti prima di condividerne i dati personali.

Proprio in previsione del pagamento della multa Facebook ha dichiarato il mese scorso di aver accantonato 3 miliardi.

Ma nella lettera i senatori ribadiscono che si tratta di multe “insufficienti”: la storia insegna che “a poco servono per scoraggiare le grandi tech-society”. I senatori hanno esortato la Ftc a imporre limiti più restrittivi: fra le misure suggerite, lo stop al tracciamento di dati.

Le azioni di Facebook sono aumentate di oltre il 40% da inizio anno.

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