Nokia, Claudio Santoianni: "Il cloud permetterà di liberare tutto il potenziale del 5G" - CorCom

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Nokia, Claudio Santoianni: “Il cloud permetterà di liberare tutto il potenziale del 5G”

Il Marketing & Corporate Affairs della filiale italiana sottolinea la convergenza necessaria delle due tecnologie per abilitare i servizi innovativi e fare il salto rispetto al 4G. “Le telco diventano più veloci nel portare sul mercato un’offerta che fa crescere il sistema Paese”

14 Dic 2021

Patrizia Licata

giornalista

In un mondo che si digitalizza anche Nokia ha rivoluzionato la sua offerta per le telco introducendo il modello software as a service (SaaS) e pay-as-you-go, una vera innovazione per la proposta al mercato degli operatori Tlc che accresce la loro flessibilità e velocità e li rende più competitivi grazie al cloud. Lo ha affermato Claudio Santoianni, Marketing & Corporate Affairs, Nokia Italia, intervenendo all’evento CorCom-Digital360, “L’Italia alla sfida del cloud nazionale”.

L’offerta SaaS di Nokia per le telco mette a disposizione degli operatori un framework meno costoso, più flessibile e più incentrato sul cliente per gestire la loro rete e creare nuovi servizi. “Il SaaS permette un rapido time to value grazie al modello pay-as-you-go e as-you-grow. Siamo partiti con l’offerta per il mercato telco ma ci allargheremo a quello enterprise; abbiamo un piano di sviluppo aggressivo”, ha detto Santoianni.
“Il SaaS nel mondo telco è un concetto nuovo ma anche un’evoluzione naturale di mercato”, ha proseguito il top manager. “Nokia ha lavorato per allineare a questa evoluzione tutti i servizi di rete offerti, compresa la reingegnerizzazione delle architetture, rese cloud-native”. Il SaaS è un vantaggio di business perché l’accesso alle applicazioni è on-demand e “le telco diventano più flessibili nell’aggiornamento del software, possono ottenere risorse su richiesta e un provisioning più rapido del servizio”.
Questa migliorata flessibilità e velocità  sarà importante per cogliere le opportunità del 5G e creare use case, ha proseguito Santoianni, citando la soluzione di Anomaly detection che Vodafone ha implementato con Nokia in Italia e estenderà su tutte le reti mobili.
Santoianni ha sottolineato che 5G e cloud sono in in realtà parte di un’unica infrastruttura tecnologica: “Più che di convergenza parlerei di architettura che deve diventare nativamente cloud, di software cloud-nativo. Il 5G, infatti, non è solo una tecnologia di accesso radio. Per ricavarne il massimo miglioramento delle prestazioni e costruire i nuovi servizi serve una nuova architettura di rete aggiornando il core, per permettere il network slicing, abilitare i nuovi casi d’uso che poggiano sulla bassa latenza, e così via. L’architettura del 5G deve essere basata sul cloud per ottenere agilità in tutti i domini e affidabilità e intelligenza della rete. Solo col cloud le reti superano i limiti delle reti legacy”.

Per questo la convergenza tecnologica significa innanzitutto “senso di collaborazione tra attori”, ha concluso Santoianni: telco e player tecnologici si avvicinano e passano dalla competition alla coopetition per lo sviluppo di soluzioni e iniziative che sostengono il sistema Paese.

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