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L'INIZIATIVA

Online il 90% degli under 24. Ma non “dominano” la Rete: cyberbullismo in forte aumento

Tocca picchi del 21% la percentuale di bambini e adolescenti vittime di violenza sul web, l’Unicef: “Subito il Piano di azione per contrastare il fenomeno”. La Ue lancia la task force per proteggere i minori

05 Feb 2019

R. C.

Tocca quota 90% la platea online di ragazzi italiani tra i 15 e i 24 anni. Appena sotto la media europea, ma sopra quella Usa. Emerge dai dati dell’Unione Internazionale delle Tlc presentata dall’Unicef in occasione del Safer Internet Day che accende un faro sui rischi di violenza, cyberbullismo e molestie digitali. “Il 70,6% dei giovani – ricorda l’organizzazione – sono online a livello globale e questo richiede azioni concordate per affrontare e prevenire la violenza contro i giovani e i bambini online”.

Secondo i dati Unesco sulla prevalenza del cyberbullismo nei paesi ad alto reddito, “la percentuale di bambini e adolescenti colpiti dal cyberbullismo varia tra i 5% e il 21%, le ragazze sembrano avere maggiori probabilità di subire cyberbullismo rispetto ai ragazzi”.

In Italia le ragazze online sono l’89,8% e i ragazzi il 90,6%. Su 80 paesi presi in esame, quelli con i giovani tra i 15 e i 24 anni meno connessi sono: Nigeria con il 4,6%, Bangladesh 11,8%, Pakistan 18,5%, Zimbabwe 25% e Kenya con il 29,7%. Al lato opposto, i paesi con i giovani tra i 15 e i 24 anni più connessi sono: Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Malta e Slovenia con il 100%, Il Regno Unito e la Corea del Sud 99,8%. Il Portogallo e la Germania registrano il 99%, la Spagna 98%, la Francia il 97% e gli Stati Uniti l’85,2%.

“Internet deve essere uno strumento a disposizione dei giovani, a prescindere dal loro livello di reddito – dice Unicef -. Mentre nei paesi più ricchi il 94% dei giovani tra i 15 ei 24 anni è online, nei paesi più poveri risulta connesso più del 65% dei giovani. Si tratta di un passo avanti rispetto al ritmo di utilizzo di Internet da parte della popolazione a livello generale. Nel mondo, metà del totale della popolazione, a prescindere dall’età, è online”.

L’appello realizzato in occasione del Safer Internet Day è stato lanciato a seguito di un sondaggio tra i giovani, che in 5 settimane ha ricevuto più di 1 milione di risposte da più di 160 paesi e suggerimenti attraverso l’iniziativa svolta in tutto il mondo #ENDviolence Youth Talks, condotta da studenti. I giovani hanno fornito risposte su ciò che loro e i loro genitori, insegnanti e politici possono fare per tenerli al sicuro – la gentilezza è spiccata come una delle azioni più potenti per prevenire il bullismo e il cyberbullismo. “Abbiamo ascoltato i bambini e i giovani del mondo e ciò che dicono è chiaro: Internet deve diventare un luogo pieno di gentilezza – dice Unicef -. Per questo, per il Safer Internet Day, l’Unicef sta invitando tutti, giovani e adulti, ad essere gentili online, chiedendo un’azione più ampia per rendere Internet un posto più sicuro per ognuno.

A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della legge sul contrasto del cyberbullismo (L.71/17), approvata in via definitiva dal Parlamento italiano il 17 maggio 2017, l’Unicef Italia ne auspica una piena attuazione soprattutto in materia di prevenzione.

In particolare, l’Unicef Italia chiede che venga implementato il Piano di azione per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo “previsto dall’art. 3 della stessa legge”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’Unicef Italia. Il cyberbullismo può causare “profonde ferite perché può rapidamente raggiungere un’audience molto estesa e può rimanere accessibile online a tempo indeterminato, “seguendo” virtualmente le vittime online per tutta la vita. Bullismo e cyberbullismo si alimentano a vicenda, formando un continuum nel comportamento dannoso. Le vittime di cyberbullismo hanno più probabilità di utilizzare alcool, droghe e saltare la scuola rispetto agli altri studenti. Hanno anche maggiori probabilità di conseguire voti più scarsi, avere bassa autostima e problemi di salute. In situazioni estreme, il cyberbullismo ha portato al suicidio”.

Unicef chiede pertanto una “rinnovata e urgente cooperazione per mettere i diritti dei bambini al centro delle politiche digitali”. Unicef Italia ha dedicato una particolare attenzione al tema elaborando uno specifico kit didattico per le scuole dal titolo “Non perdiamoci di vista”.

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