PA digitale, i Responsabili della transizione "avanti piano" - CorCom

INNOVAZIONE

PA digitale, i Responsabili della transizione “avanti piano”

Sono 6.556 gli addetti nominati dalle amministrazioni per favorire il processo di innovazione. Un numero in aumento negli ultimi 9 mesi, anche se in un contesto ancora contenuto

01 Feb 2021

Veronica Balocco

Cresce il numero dei Responsabili per la transizione al digitale (Rtd) delle pubbliche amministrazioni. Anche in concomitanza con l’acuirsi dell’emergenza sanitaria, si è registrato nel corso del 2020 un aumento del 38% nelle nomine (periodo aprile-dicembre), pari a 1.781 unità in più. Secondo il monitoraggio dello scorso 20 gennaio, oggi sono 6.556 gli addetti nominati per favorire il processo di digitalizzazione. Le oltre 8.500 scuole hanno invece un unico Rtd, coincidente con il Rtd del Ministero dell’Istruzione. Pur essendo numeri importanti, l’andamento delle nomine è ancora contenuto in relazione alla platea delle Pa che hanno l’obbligo di individuare il manager dell’innovazione, figura fondamentale nel percorso di digitalizzazione dell’amministrazione.

Una figura regolata da vari interventi normativi

Il Rtd rappresenta, fra le varie cose, il punto di contatto con AgID e il Dipartimento per la trasformazione digitale per le questioni connesse alla trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni. L’individuazione del Rtd quindi, oltre il mero adempimento, è un atto essenziale per ogni Pa e per la digitalizzazione del Paese. A stabilirne la necessità sono stati svariati interventi normativi e azioni specifiche: il Codice dell’amministrazione digitale (Cad) ha posto le basi, affermando (articolo 17) l’obbligo per tutte le amministrazioni di “individuare un ufficio per la transizione alla modalità digitale – il cui responsabile è il Rtd – cui competono le attività e i processi organizzativi ad essa collegati e necessari alla realizzazione di un’amministrazione digitale e all’erogazione di servizi fruibili, utili e di qualità”.

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Ma la questione è stata ribadita anche dal Decreto semplificazioni (che indica nella data del 28 febbraio 2021 lo switch-off per i servizi digitali della Pa) e dal Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, destinato in particolare ai Comuni. In tal senso, al fine di agevolare in particolare gli enti più piccoli, il Cad prevede anche la possibilità di esercitare le funzioni di Rtd in forma associata. Questa opzione organizzativa può avvenire in forza di convenzioni o, per i Comuni, anche mediante unione.

Le sollecitazioni dell’AgID

In questo contesto, l’AgID ha il compito di supportare e incrementare le nomine dei Rtd, favorendone una crescita più marcata e rapida presso le Pa. A tal proposito, l’Autorità afferma che “la vera accelerazione al digitale, infatti, si potrà avere soprattutto grazie ai Rtd, figure chiave di questa svolta; è pertanto auspicabile che nel più breve tempo possibile tutte le amministrazioni che non hanno ancora provveduto procedano alla nomina, e all’inserimento in Ipa di tutti i riferimenti, anche in vista delle imminenti scadenze come quella del 28 febbraio”.

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