IL REPORT

Pec taglia-costi, per l’Italia 4 miliardi di risparmi

Indagine Idc, Aruba, InfoCert e Trust Technologies: entro il 2022 l’utilizzo della posta certificata produrrà benefici importanti per l’intero Sistema Paese. Sul fronte ambientale previsto il taglio di 391 mln di km e di 120mila tonnellate di Co2

01 Lug 2020

L. O.

Tocca quota 2,2 miliardi il risparmio ottenuto in Italia dall’utilizzo della Pec in Italia nel periodo 2008-2019. Valore che cresce ulteriormente di 1,8 miliardi di euro nella proiezione compresa tra il 2020 e il 2022. Emerge dal rapporto Idc voluto da Aruba, InfoCert e Trust Technologies, secondo cui la posta elettronica certificata si sta configurando come vero e proprio asset asset in grado non solo di ottenere risparmi economici, ma anche di ridurre inquinamento, spazi d’archiviazione fisici e tempi d’attesa.

La diffusione della Pec – secondo Agid – riguarda 10,8 milioni di caselle che risultano attive. I messaggi scambiati in un anno sono stati superiori a 2 miliardi e 380 milioni. Ed entro il 2022 si prevedono oltre 15 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi annuali.

Vantaggi sul fronte ambientale e digitale

Sul fronte ambientale il report registra che attraverso l’uso della Pec, la mobilità “frizionale” è stata ridotta di 253 milioni di km nel 2019, destinati a diventare 391 milioni di km nel 2022. Inoltre ha consentito un risparmio di 78mila tonnellate di Co2 nel 2019, che saliranno a 120mila tonnellate nel 2022.

Inoltre l’archiviazione digitale della corrispondenza ha consentito di liberare oltre 1,3 milioni di m2 di spazi di archiviazione nel 2019 – sia di giacenza che di conservazione – che si prevede raggiungano la cifra di 1,6 milioni di m2 nel 2022.

Per finire, impatto sui tempi di attesa per l’accesso ai servizi del sistema postale: grazie alla sostituzione di una parte della Posta Descritta con la Pec si eliminano virtualmente i tempi di attesa fisica presso gli uffici postali, stimati – e questo è il dato più curioso – in 2.150 anni-uomo nel 2019, destinati a diventare addirittura 3.234 nel 2022.

Pec tassello cruciale della digital trust

Secondo Idc, affinché l’economia digitale possa sviluppare le proprie potenzialità, il Digital Trust dovrà diventare un requisito sempre più importante per ogni azienda: con la crescita delle attività digitali, entro il 2025 il 25% della spesa in sicurezza informatica sarà indirizzato allo sviluppo dei “Trust Frameworks”, modelli concepiti per garantire e proteggere la fiducia tra le parti durante una transazione digitale. I programmi di Digital Trust siano considerati essenziali dal 62,5% dei Ceo delle imprese a livello globale.

WHITEPAPER
Una guida pratica alla modernizzazione del sistema EDI
Cloud
Dematerializzazione

Esistono anche benefici indiretti, dall’introduzione della Pec. Il maggior impatto si è verificato nell’amministrazione del processo civile o la compliance in ambito finanziario. Le stime effettuate riguardano un orizzonte temporale che va dal 2008 al 2022 ed includono la considerazione degli ulteriori sviluppi previsti, ad esempio nell’evoluzione verso gli standard europei Eidas o nell’ambito del Pct.

“A nostro avviso, l’aspetto di maggior rilievo che emerge dallo studio è come il digitale abbia aperto un green market tanto per i nuovi operatori del circuito Pec quanto per gli operatori tradizionali del sistema postale, evidenziando come sia possibile mitigare efficacemente gli effetti più disruptive dell’innovazione tecnologica attraverso una coopetizione virtuosa tra gli operatori sotto la guida delle istituzioni”, dice Giancarlo Vercellino, Associate Director Research & Consulting, Idc Italia.

“La Pec – dice Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba – è un asset strategico per il Paese che ci pone all’avanguardia in Europa per i sistemi di recapito certificato. È un sistema indispensabile, sempre più diffuso ed utilizzato da professionisti, cittadini ed imprese. Superato il concetto di utilizzo solo per obbligo. Nel 2019 i principali titolari di caselle Aruba Pec sono stati proprio i soggetti che non avevano l’obbligo legale di usarla, ossia i privati (per il 43%), seguiti dalle ditte individuali (25%), dalle aziende (25%) e dai liberi professionisti (7%)”.

“Il successo della Pec è determinato dalla sua semplicità d’utilizzo, dalla sicurezza dei dati trasmessi e dalla sua versatilità sia per i comuni cittadini che per le organizzazioni più complesse – dice Marco Di Luzio, Chief Marketing Officer di InfoCert – Tinexta Group –. Con risparmi economici e di tempo, nonché benefici ambientali che vanno a vantaggio non solo degli utilizzatori diretti ma anche del Paese nel suo insieme”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5