Procurement aziendale, ai manager piace Facebook - CorCom

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Procurement aziendale, ai manager piace Facebook

Report Hotwire-Vanson Bourne: un decision maker su 4 si affida al social di Zuckerberg quando si tratta di prendere informazioni per aquisti. “Stracciati” Twitter e Linkedin

06 Giu 2016

F.Me

Il mito che Facebook non sia un canale B2B è decisamente sorpassato. Un decision maker su quattro (24%) afferma, infatti, che è Facebook il social preferito quando si ricercano informazioni volte a effettuare una decisione d’acquisto in azienda, superando sia Twitter che LinkedIn. Il quadro emerge dal report Changing Face of Influence, la ricerca congiunta realizzata da Hotwire e Vanson Bourne: il dato contesta ufficialmente la diffusa convinzione che Twitter e LinkedIn siano i canali social più efficaci nel marketing B2B.

La ricerca – condotta su un campione di 1.000 decisori aziendali – ha indagato le abitudini e le preferenze in termini di canali social che influenzano le loro decisioni di acquisto. Emerge, in maniera netta, il primato di Facebook, utilizzato molto più frequentemente di LinkedIn (17%) e Twitter, indicato come prima fonte di informazione solo dal 6% dei rispondenti.

Nonostante questo dato, circa il 30% dei professionisti del settore non pianifica di utilizzare Facebook nelle proprie campagne marketing B2B. Segno questo che persiste una profonda discrepanza tra il modo in cui i decision maker utilizzano i social e l’idea che questi ultimi hanno dell’utilizzo da parte dei loro target di riferimento. Dall’indagine emerge, anche, il rilevante ruolo che i social media rivestono come fonte di informazione per i decision maker. Ben l’87% degli intervistati dichiara l’equivalente rilevanza dei mezzi d’informazione tradizionali e dei social media come fonti e punti di riferimento per la valutazione di una decisione di acquisto.

“È tempo di mettere da parte la concezione che alcuni canali social siano utili solo al mondo BtoB o BtoC. I social media hanno abbattuto questa divisione netta tra i due emisferi creando un ecosistema in cui l’elemento preponderante è la rilevanza della storia, non il mezzo in cui la storia viene letta – spiega Beatrice Agostinacchio, Country Manager Hotwire in Italia – Non dobbiamo più pensare a cosa vuole il nostro pubblico di riferimento bensì attivare ricerche e azioni in grado di supportare campagne multicanale. Il nostro ruolo è quello di creare contenuti di valore per poter valorizzare le aziende BtoB sul maggior numero di canali social possibili”.

Secondo lo studio il 41% dei decision maker afferma che il più grande cambiamento che i vendor possono fare è quello di condividere maggiormente la loro opinione esternamente come parte integrante della loro strategia marketing mentre il 60% dei rispondenti in UK e US fa riferimento agli analisti come prima fonte di informazione.

I professionisti di marketing sono più inclini a entrare in contatto con quelle testate che hanno uno specifico focus digitale. In questo senso Business Insider e Huffington Post sono le due testate più lette tra i marketer, mentre Business Insider è la più consultata durante un processo di acquisto.

Circa la metà dei decision maker ricerca proattivamente case study inerenti un vendor, mentre solo 1/3 di questi si interessa alla ricerca che il vendor ha commissionato.

I decision maker confermano di non disporre di tutte le informazioni necessarie quando si trovano a dover affrontare la decisione di acquisto finale – il 37% dei rispondenti dichiara di avere difficoltà nel reperire informazioni rilevanti quando si trova a dover decidere.