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STRATEGIE

Rangone: “Incentivi al digitale? Importanti, ma per svolta serve coercizione normativa”

“Obbligo di legge associato a sanzioni leva fondamentale per superare inerzie fortissime che richiederebbero anni di piccoli passi per raggiungere risultati”: il ceo di Digital360 accende i riflettori sull’urgenza della trasformazione digitale. “L’alternativa è venire spazzati via”. Cambiamento culturale è prerequisito: “Senza consapevolezza strategica non si va da nessuna parte”

19 Set 2018

Mila Fiordalisi

Direttore

“Gli incentivi? Sono fondamentali, cruciali per spingere l’imprenditore a investire. Ma in Italia credo sia importante anche la coercizione normativa: l’obbligo di legge, associato a sanzioni, è una leva fondamentale per superare inerzie altrimenti fortissime, che richiederebbero anni di piccoli passi per raggiungere risultati”. Accende i riflettori sull’importanza di dare una spinta forte alla digitalizzazione Andrea Rangone.

In un’intervista a Capital il ceo di Digital360 oltre a fare il punto sullo stato dell’arte del digitale in Italia evidenzia le azioni da compiere per traghettare il nostro Paese nella digital economy. “Il Piano Industria 4.0 del governo ha spinto l’imprenditore a investire grazie ai benefici fiscali, ma ha pure avuto un’eco importante in termini di cultura e crescita di consapevolezza. Un altro esempio è la fatturazione elettronica b2b: l’obbligo tra le imprese dal 2019 sta creando attenzione da parte delle pmi con una spinta importante verso la digitalizzazione”. Bisogna insistere sulla trasformazione digitale delle aziende evidenzia il ceo di Digital360: “L’alternativa è venire spazzati via entro pochi anni. Siamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale, quella abilitata dalle tecnologie dell’Internet of things, dei big data, dell’intelligenza artificiale, della blockchain. La pmi che si chiede oggi se sia importante compiere una trasformazione digitale si trova nella stessa situazione dell’impresa dell’800 che si chiedeva se fosse utile adottare l’energia elettrica o di quella del 900 che non era sicura che il telefono fosse necessario al proprio business. Tra pochi, pochissimi, anni essere digitali sarà il requisito fondamentale per fare business”.

Ma senza una rivoluzione culturale il digitale non potrà andare lontano. “Il cambiamento culturale è il prerequisito necessario. Le tecnologie sono gli strumenti che abilitano il nuovo modo di fare impresa, ma l’assenza di consapevolezza strategica può impedire di rendere efficaci i cambiamenti nell’organizzazione. È importante fare cultura sull’innovazione digitale, spiegarne i benefici a un pubblico sempre più ampio. E serve un focus politico sull’innovazione per recuperare il ritardo accumulato e imprimere un’accelerazione al percorso di digitalizzazione”. Last but not least il cambiamento organizzativo: “La digital transformation è realmente efficace solo se accompagnata da un cambiamento organizzativo, che parte dalle persone”.

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