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Sawiris: “Basta Tlc, non creano più valore”

Il presidente di Orascom: “E’ un settore in cui non c’è più spazio per crescere. Sono ormai interessato a settori diversi”. Il nuovo data center di Supernap “darà lavoro a molte persone”

14 Ott 2015

A.S.

“La mia esposizione in Italia ora è di un miliardo di euro”. Lo afferma in un’intervista al Sole24ore Naguib Sawiris, presidente di Orascom, parlando dell’investimento da 300 milioni di euro per il data center di Supersnap a Siziano (PV), alle porte di Milano: “Darà da lavorare a molte persone – afferma – Dopo Libero, Virgilio, Dada SpA e Seat Pagine Gialle, è il quinto investimento”.

Sawiris esclude interessi rispetto al merger Wind-3 Italia: “No, per la stessa ragione che ha spinto i norvegesi a vendere – afferma – hanno una quota di minoranza, non possono determinare niente”.

Poi il magnate egiziano passa a Telecom Italia: “Volevamo fare le stesse cose che ha cercato di fare Bollorè. Non eravamo i benvenuti nel board e nel management: l’Italia non è facile quando tratti asset nei quali c’è un interesse del governo. E comunque ho incominciato a perdere interesse per le tlc: il valore che poteva produrre è stato creato, non c’è più spazio per crescere. Sono ormai interessato a settori diversi”.

Rispondendo alla domande se veda all’orizzonte la possibilità di nuovi investimenti in Italia, “Se conosce un’opportunità me lo faccia sapere – risponde Sawiris – Sono un investitore sentimentale: metto il denaro dove mi piacciono il posto e la gente. Non è razionale ma sono sempre stato trattato bene, da Prodi come da Berlusconi”.

Infine il presidente di Orascom torna sulla vicenda del mancato acquisto dell’As Roma: “La banca non è stata corretta con noi – risponde – ne avevamo negoziato l’acquisto e fatta l’offerta, poi ci ha detto che bisognava fare una gara. Non potevamo partecipare, avevamo già reso nota la nostra offerta. Ci siamo ritirati e hanno venduto agli americani a un prezzo tre volte più basso del nostro. No – conclude – non è stato un processo trasparente”.

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