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L'ANALISI

Segnali di tregua per la Trade war, ma i mercati non credono al calumet della pace

Il ministero del Commercio cinese dice che sta lavorando per implementare le misure concordate al G20 da Donald Trump e Xi Jiinping; il presidente Usa ha chiesto rimozione di dazi e cambiamenti strutturali su proprietà intellettuale e trasferimento tecnologico. Questioni complesse: per Moody’s le tensioni resteranno

05 Dic 2018

Patrizia Licata

giornalista

La Cina è fiduciosa di poter risolvere la guerra dei dazi con gli Stati Uniti e andare oltre la tregua di 90 giorni concessa da Donald Trump al G20, mentre il presidente degli Stati Uniti si è detto convinto delle buone intenzioni del presidente cinese Xi Jinping sulla risoluzione della disputa commerciale. Gli analisti però avvertono: la tregua è fragile e la trade war, che ha già pesantemente colpito i mercati, potrebbe riprendere ancora più aspra fra tre mesi.

Una breve nota diffusa oggi dal ministero del Commercio della Cina afferma che il governo di Pechino sta lavorando velocemente per implementare alcune misure su cui il presidente degli Stati Uniti e l’omologo cinese Xi Jiinping si sono accordati al G20 di Buenos Aires la scorsa settimana. Entrambe le parti, afferma il ministero del Commercio, “promuovono attivamente l’avanzamento dei negoziati nel giro di 90 giorni in linea con una precisa tabella di marcia”. Il ministero si dice “fiducioso” nella capacità di implementare le misure indicate da Trump e Xi e ha definito il recente dialogo bilaterale “un successo”.

In un post su Twitter, Donald Trump ha confermato l’ottimismo anche da parte americana, scrivendo che Xi è apparso sincero nella disponibilità a risolvere le tensioni in corso e aggiungendo, a caratteri maiuscoli, che “TUTTI” i temi di interesse per Usa e Cina sono stati discussi al G20. Trump però si è anche detto pronto ad applicare tutte le tariffe annunciate se le trattative non procedono come previsto. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che accetterà solo “un vero accordo” con la Cina.

“Speriamo che i team che si sono messi al lavoro in Usa e Cina possano, in base al consenso raggiunto tra i leader dei due paesi, rafforzare il confronto e raggiungere un accordo vantaggio per entrambe le parti molto presto”, ha dichiarato un portavoce del ministro degli Esteri cinese.

La risoluzione del braccio di ferro commerciale tra Washington e Pechino è fondamentale per il commercio e gli investimenti globali: sono molti i settori industriali colpiti dalla guerra dei dazi e pesanti le fluttuazioni in Borsa per molte aziende quotate. I titoli tecnologici sono stati duramente penalizzati, con il quintetto dei Faang – Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google – ormai scambiati stabilmente a un valore che è circa il 20% sotto il massimo toccato un anno fa. I dazi su prodotti tecnologici chiave, come semiconduttori, componenti per reti Tlc e robotica, hanno messo gli investitori in allarme: le imprese saranno costrette a investire per preservare la supply chain globale.

Per alcuni osservatori i 90 giorni di cessate il fuoco non saranno sufficienti ad appianare le differenze sostanziali nelle posizioni di Stati Uniti e Cina e sottolineano la carenza di dettagli sulla tregua raggiunta. La Casa Bianca si è limitata a dire che la Cina si è impegnata a comprare più prodotti americani e a rimuovere subito le barriere commerciali; Pechino, riporta Reuters, ha anche acconsentito ad avviare dei negoziati su certi cambiamenti strutturali richiesti da Washington che riguardano l’obbligo di trasferimento tecnologico e la protezione della proprietà intellettuale. Reuters scrive anche, in base a proprie fonti, che il trader cinese di petrolio Unipec ricomincerà a comprare greggio statunitense entro marzo.

Pechino ha fornito ancora meno dettagli sugli impegni presi da Trump e Xi. La testata Global Times, sostenuta dal Partito comunista cinese, ha scritto che le dichiarazioni di Trump, comprese quella secondo cui la Cina comprerà ulteriori merci dagli Usa per un valore di 1.200 miliardi di dollari, esagerano i vantaggi per gli Stati Uniti. Il Global Times ha aggiunto che un accordo ci sarà solo se offre vantaggi a entrambe le parti, altrimenti si andrà avanti con negoziati e dispute.

Una nota di Moody’s Investors Service dimostra il prevalere dello scetticismo: “Accordi di portata ridotta e concessioni limitate sulla guerra commerciale in corso non riusciranno a colmare l’enorme spaccatura tra gli interessi economici, politici e strategici dei due paesi”, si legge. La banca d’affari per ora pensa che le relazioni Usa-Cina resteranno burrascose.

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